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Valutazione del rischio stradale sul lavoro: metodo, checklist e misure per il DVR

Metodo operativo per valutare il rischio stradale sul lavoro nel DVR: lavoratori esposti, sistema guida, persona, veicoli, organizzazione dei viaggi, checklist, misure e piano di miglioramento.


Sistema del rischio stradale lavorativo: interazione tra persona, veicolo, infrastruttura, ambiente e organizzazione dello spostamento.
Sei fasi della valutazione del rischio stradale nel DVR: perimetro, dati di esposizione, sistema guida, priorità, misure e riesame.
Leve aziendali per prevenire il rischio stradale: riduzione dei viaggi, pianificazione, gestione dei veicoli, competenze, dati e verifica.

Rischio stradale lavorativo · DVR · Piano di miglioramento

La sicurezza non dipende soltanto da chi è al volante

Quando si guida per lavoro, il rischio nasce dall’interazione tra persone, veicoli, infrastruttura, condizioni ambientali e organizzazione dello spostamento. Una valutazione efficace deve quindi ricostruire l’esposizione reale, individuare i fattori critici e tradurre il DVR in misure verificabili.

Questa guida integra in un unico approfondimento il metodo di valutazione e i precedenti contenuti dedicati al “sistema guida”, al fattore umano, alla sicurezza dei veicoli e alla pianificazione dei viaggi.

La checklist orienta l’analisi ma non sostituisce una valutazione riferita a mansioni, attività, mezzi e organizzazione concreta.

Capire chi è esposto

Individuare gruppi omogenei, attività, frequenza degli spostamenti, veicoli utilizzati e situazioni operative ricorrenti.

Usare evidenze reali

Integrare interviste, percorrenze, tempi di guida, incidenti, quasi incidenti, danni, manutenzioni e segnalazioni.

Decidere e verificare

Associare a ogni criticità misure, priorità, responsabili, scadenze e indicatori per controllarne l’efficacia.

Perché il tema merita un approfondimento specifico. Le attività esterne, gli spostamenti in occasione di lavoro e gli eventi in itinere incidono in modo rilevante sugli infortuni più gravi. I dati statistici vanno però letti distinguendo le diverse categorie assicurative e senza far coincidere automaticamente ogni evento “fuori dall’azienda” con la guida professionale. Per il quadro aggiornato resta disponibile l’approfondimento sui dati INAIL.

Prima distinzione: quale mobilità deve essere valutata?

Riunire sotto un’unica etichetta situazioni differenti produce valutazioni confuse. Il perimetro va chiarito prima di scegliere metodo e misure.

Oggetto principale

Guida per motivi di lavoro

Trasferte, sopralluoghi, assistenza tecnica, attività commerciali, collaudi, consegne e servizi con veicoli aziendali, noleggiati o privati autorizzati.

Perimetro distinto

Casa–lavoro e in itinere

L’infortunio in itinere è una categoria assicurativa distinta. Le misure sulla mobilità casa–lavoro trovano uno strumento specifico anche nel PSCL.

Ambiente controllato

Viabilità interna

Piazzali, magazzini, parcheggi e aree di carico richiedono analisi di flussi, interferenze, layout, regole e segnaletica. Il tema è trattato nella guida alla viabilità interna aziendale.

Esposizione specifica

Lavoro a piedi su strada

Ispezioni, manutenzioni, raccolta rifiuti, cantieri e carico/scarico in presenza di traffico richiedono scenari e procedure propri.

Il punto giuridico essenziale. L’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 richiede che la valutazione riguardi tutti i rischi per la salute e la sicurezza. Quando la guida è necessaria allo svolgimento del lavoro ed espone uno o più gruppi di lavoratori, il rischio va individuato, valutato e gestito nel perimetro applicabile del DVR. Patente valida e rispetto del Codice della strada sono prerequisiti, non una valutazione aziendale completa.

Il “sistema guida”: cinque componenti che interagiscono

Un incidente raramente dipende da una sola causa isolata. La guida è un equilibrio dinamico nel quale il conducente interpreta continuamente ciò che accade, utilizza il veicolo e adatta la condotta a strada, traffico e condizioni esterne. L’organizzazione può inoltre rendere il viaggio più sicuro oppure introdurre pressioni e vincoli che aumentano il rischio.

Persona

Competenze, esperienza, attenzione, percezione del rischio, stanchezza, stato psicofisico, comportamenti e capacità di usare correttamente il mezzo.

Veicolo

Adeguatezza al compito, stato di manutenzione, pneumatici, dotazioni, visibilità, carico, ergonomia e tecnologie di assistenza alla guida.

Infrastruttura

Geometria, pavimentazione, illuminazione, segnaletica, intersezioni, margini, barriere e presenza di utenti vulnerabili lungo il percorso.

Ambiente

Meteo, visibilità, traffico, lavori stradali, eventi eccezionali e altre condizioni esterne che non possono essere eliminate, ma devono essere previste.

Spostamento e organizzazione

Necessità del viaggio, mezzo, percorso, orario, pause, turni, urgenze, obiettivi, comunicazioni e facoltà di rinviare o interrompere lo spostamento.

Interazioni

Una criticità modesta può diventare rilevante se si combina con altri fattori: stanchezza, pioggia, veicolo inadatto e tempi irrealistici possono sommarsi nello stesso viaggio.

Il modello non serve ad attribuire colpe. Serve a evitare che ogni evento venga ricondotto automaticamente all’errore del conducente. La domanda utile è quali condizioni abbiano reso possibile o più probabile l’evento e quali barriere possano ridurre il rischio.

Persona: errori, violazioni, attenzione e condizioni di guida

Nel fattore umano vanno distinti almeno due fenomeni. Le violazioni sono comportamenti consapevoli contrari alle regole o alle procedure; gli errori derivano invece da percezione incompleta, decisione inadeguata, dimenticanza, sovraccarico o limiti attentivi. La distinzione è importante perché le misure non sono le stesse.

Criticità da verificare

  • distrazione visiva, manuale e cognitiva;
  • stanchezza, sonnolenza e turni incompatibili;
  • stress, pressione temporale e carichi di lavoro;
  • esperienza insufficiente o mezzo non abituale;
  • velocità non adeguata, cinture, alcol, sostanze e farmaci;
  • mancata percezione dei limiti propri o del veicolo.

Misure coerenti

  • selezione e assegnazione coerente con compiti e mezzi;
  • informazione, formazione e addestramento mirati;
  • policy chiare su telefono, stanchezza e condizioni di non guida;
  • tempi e obiettivi realistici;
  • canali semplici per segnalare criticità e quasi incidenti;
  • richiami periodici basati sugli eventi reali.

La distrazione non coincide soltanto con il telefono in mano

Una conversazione può assorbire attenzione anche quando avviene tramite vivavoce. Cercare un indirizzo, modificare il navigatore, interagire con dispositivi o ricevere richieste operative durante il viaggio possono interferire con la percezione degli stimoli e con le decisioni. Per questo la policy aziendale dovrebbe considerare il carico cognitivo, non limitarsi alla conformità formale al Codice della strada.

Veicolo: conformità, idoneità, manutenzione e tecnologie

Un veicolo può essere regolarmente immatricolato e revisionato ma non essere adeguato al compito, al percorso, al carico o alla persona che lo utilizza. La valutazione deve quindi collegare le caratteristiche del mezzo alle attività effettivamente svolte.

AmbitoDomande da porsiEvidenze utili
Scelta e assegnazioneIl mezzo è adatto a percorrenze, passeggeri, attrezzature, carico e contesto?Capitolati, criteri di flotta, schede tecniche, assegnazioni
ManutenzioneGuasti e anomalie vengono prevenuti, segnalati e risolti tempestivamente?Piani, scadenziari, ordini di lavoro, registri difetti
Controlli pre-usoIl lavoratore sa cosa verificare e come bloccare un mezzo insicuro?Checklist, istruzioni, segnalazioni, tracciamento delle chiusure
Pneumatici e visibilitàUsura, pressione, tergicristalli, cristalli, luci e specchi sono sotto controllo?Controlli periodici e interventi effettuati
Carico e attrezzaturePesi, ingombri e materiali sono compatibili e correttamente fissati?Procedure, limiti, sistemi di ancoraggio, formazione
Veicoli privati e noleggiatiEsistono criteri minimi per i mezzi non di proprietà aziendale?Autorizzazioni, assicurazione, manutenzione e condizioni d’uso

ADAS: una barriera utile, non un sostituto della gestione

Frenata automatica di emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco, assistenza al mantenimento di corsia, Intelligent Speed Assistance, rilevazione di stanchezza, telecamere e sensori possono ridurre il rischio o mitigare le conseguenze. Il Regolamento (UE) 2019/2144 ha rafforzato i requisiti di sicurezza generale per i nuovi veicoli, ma una flotta aziendale resta normalmente composta da mezzi di età e dotazioni differenti.

L’organizzazione dovrebbe quindi conoscere i sistemi presenti, considerarli nei criteri di acquisto o noleggio, formare gli utilizzatori, verificare che non vengano disattivati o fraintesi e valutare eventuali integrazioni proporzionate per specifiche manovre o contesti. La tecnologia non elimina la responsabilità del conducente e non compensa un viaggio pianificato male.

Spostamento e organizzazione: il rischio che l’azienda può creare o ridurre

Un conducente competente e un veicolo efficiente possono essere messi in difficoltà da turni, urgenze, percorrenze, obiettivi e comunicazioni incoerenti. La domanda centrale non è soltanto “il lavoratore guida correttamente?”, ma anche “l’organizzazione lo mette nelle condizioni di guidare in sicurezza?”.

Necessità e modalità

Verificare se il viaggio è necessario, se può essere evitato, rinviato, svolto da remoto o effettuato con mezzo o soluzione più appropriata.

Tempi e pause

Considerare durata reale, traffico, carico/scarico, soste, recupero, pernottamenti e possibilità di interrompere il viaggio senza penalizzazioni.

Percorso e condizioni

Valutare meteo, lavori, viabilità, guida notturna, zone isolate, accesso ai siti, punti di sosta e alternative in caso di condizioni avverse.

Turni e fatica

Analizzare sequenze di turni, lavoro notturno, rientri, trasferte dopo attività impegnative e sovrapposizione tra tempo di lavoro e guida.

Obiettivi e comunicazioni

Evitare target, chiamate, messaggi o richieste che inducano fretta, distrazione o percezione che la puntualità prevalga sulla sicurezza.

Emergenze e autonomia

Definire cosa fare in caso di guasto, incidente, malessere, meteo critico o ritardo e riconoscere al lavoratore la possibilità di fermarsi.

Casa–lavoro e sicurezza. Turni, orari, accessibilità e scelte modali possono incidere anche sugli spostamenti in itinere. DVR, mobility management e PSCL hanno però perimetri differenti: vanno coordinati quando utile, senza sovrapporli automaticamente. La ISO 39002:2020 offre buone pratiche per la gestione della sicurezza del pendolarismo ed è attualmente interessata da un progetto di revisione.

Autoverifica: dieci domande per capire da dove partire

Segnate “Sì” soltanto quando esiste un’evidenza verificabile, non quando il tema è semplicemente dato per scontato.

Domanda di controlloEvidenze utiliParz.No
1. Sono stati identificati tutti i gruppi che guidano per lavoro?Mansioni, trasferte, attività occasionali, veicoli aziendali e mezzi privati autorizzati
2. Conosciamo l’esposizione effettiva?Chilometri, ore di guida, numero e durata dei viaggi, orari, stagionalità e tratte ricorrenti
3. Analizziamo eventi e segnali deboli?Incidenti, quasi incidenti, danni, soccorsi, guasti e segnalazioni
4. Consideriamo tutte le componenti del sistema?Persona, veicolo, infrastruttura, ambiente, viaggio e organizzazione
5. Esistono criteri di sicurezza per tutti i veicoli?Scelta, manutenzione, controlli pre-uso, pneumatici, dotazioni, carico e mezzi privati
6. Il viaggio può essere ripianificato in sicurezza?Regole su meteo, stanchezza, pause, pernottamento, traffico, urgenze e interruzione
7. Le policy affrontano i comportamenti realmente critici?Distrazione, velocità, cinture, alcol, sostanze, farmaci e segnalazione della fatica
8. Informazione e formazione sono mirate?Contenuti collegati a mansioni, veicoli, percorsi, rischi e competenze da mantenere
9. Ogni misura ha responsabile e scadenza?Piano con priorità, stato, risorse, funzione responsabile e criterio di completamento
10. Verifichiamo se le misure funzionano?Indicatori, audit, riesami, feedback e aggiornamento dopo eventi o cambiamenti
La checklist non certifica la conformità: serve a individuare le domande che il DVR deve affrontare.

Come leggere il risultato. Anche un solo “No” può essere importante se riguarda il perimetro, i mezzi o la pianificazione dei viaggi. Tre o più risposte negative, oppure molte risposte prive di evidenze, indicano normalmente l’opportunità di approfondire.

Come costruire la valutazione: sei passaggi

  1. Definite perimetro e gruppi omogenei. Partite dal lavoro realmente svolto: chi guida, per quale attività, con quali veicoli, con quale frequenza e con quanta autonomia.
  2. Raccogliete dati di esposizione ed eventi. Ore, chilometri, trasferte, orari, tratte, quasi incidenti, danni, guasti e difficoltà segnalate aiutano a descrivere il rischio prima che produca conseguenze gravi.
  3. Analizzate il sistema guida. Per ogni gruppo considerate persona, veicolo, infrastruttura, ambiente, viaggio e organizzazione, evidenziando anche le interazioni.
  4. Stimate il rischio con criteri coerenti con il DVR. Motivate scale e giudizi collegandoli a esposizione, scenari, fattori presenti, misure esistenti e rischio residuo.
  5. Scegliete misure secondo una gerarchia. Valutate prima se evitare o ridurre lo spostamento, poi come pianificarlo; intervenite quindi su veicoli, procedure, competenze e controllo.
  6. Trasformate l’analisi in un programma. Per ogni azione indicate motivazione, priorità, responsabile, tempi, risorse, stato e criterio di verifica.

La scheda di valutazione deve rendere comprensibile il giudizio

La matrice adottata dall’azienda può essere mantenuta, purché il valore finale non sia l’unico contenuto della valutazione. Ogni scheda dovrebbe consentire di ricostruire da quali attività, esposizioni, criticità e misure derivi il giudizio.

CampoContenuto atteso
Gruppo omogeneoMansione, attività, autonomia, frequenza e tipologia degli spostamenti
ScenarioViaggio, percorso, veicolo, condizioni e attività che caratterizzano l’esposizione
Fattori di rischioPersona, veicolo, infrastruttura, ambiente e organizzazione pertinenti
Misure esistentiProcedure, tecnologie, manutenzione, formazione, pianificazione e controlli già attivi
StimaCriteri adottati, motivazione del livello assegnato e rischio residuo
AzioniMisure ulteriori, priorità, responsabile, scadenza e criterio di efficacia

Le leve di prevenzione: non esiste un pacchetto standard

Le misure vanno selezionate dopo la valutazione. Un corso può essere utile, ma non compensa tempi impossibili, mezzi inadeguati o procedure che premiano la fretta. Allo stesso modo, un veicolo ricco di tecnologia non elimina la necessità di manutenzione, competenze e pianificazione.

Ridurre l’esposizione

Evitare viaggi non necessari, accorpare attività, usare riunioni da remoto, scegliere sedi o fornitori più accessibili e ridurre percorrenze inutili.

Pianificare meglio

Definire tempi realistici, pause, percorsi, pernottamenti, regole meteo e condizioni per rinviare o interrompere il viaggio.

Governare i veicoli

Stabilire criteri di scelta, manutenzione, controlli, dotazioni, pneumatici, anomalie, noleggi, mezzi privati e sicurezza del carico.

Sviluppare competenze

Informazione, formazione e addestramento collegati a mansioni, mezzi, rischi reali, nuove tecnologie e gestione delle emergenze.

Raccogliere dati utili

Analizzare esposizione, incidenti, quasi incidenti, danni, manutenzioni e segnalazioni senza trasformare il monitoraggio in controllo indiscriminato.

Verificare il sistema

Audit, riesame, consultazione dei lavoratori, controllo del piano, gestione delle modifiche e aggiornamento dopo eventi o cambiamenti.

Dati personali, salute e telematica richiedono cautela. La valutazione non dovrebbe trasformarsi in una classifica indiscriminata dei lavoratori basata su età, quadro clinico, infrazioni o punteggi telematici. Occorrono finalità definite, dati pertinenti e proporzionati, ruoli chiari e rispetto delle regole applicabili. Gli aspetti sanitari competono ai soggetti previsti dalla normativa.

Gli errori che rendono debole un DVR stradale

“Patente e Codice della strada”

È un richiamo necessario, ma non descrive esposizione, trasferte, mezzi, competenze, manutenzione e decisioni organizzative.

Solo formazione

Concentrare tutto sul conducente lascia intatti carichi di lavoro, orari, obiettivi, veicoli e pianificazione dei viaggi.

Matrice senza evidenze

Un numero P×G non è utile se non è possibile comprendere attività, dati, scenari e misure da cui deriva.

Mezzi privati ignorati

Se un veicolo personale è autorizzato e utilizzato per lavoro, deve essere considerato con criteri ragionevoli e coerenti.

Contesti mescolati

Guida su strada pubblica, itinere, viabilità interna e lavoro a piedi presentano perimetri, scenari e misure differenti.

Piano senza verifica

Azioni prive di responsabili, scadenze e indicatori restano intenzioni e non consentono di dimostrare il miglioramento.

Norme, responsabilità e sistemi di gestione

D.Lgs. 81/2008 e Codice della strada hanno ruoli differenti

Il D.Lgs. 81/2008 fornisce il quadro per valutare e gestire i rischi lavorativi; il Codice della strada disciplina circolazione e comportamenti degli utenti. Il rispetto delle regole stradali è indispensabile, ma non esaurisce ciò che l’organizzazione può fare su scelta dei mezzi, pianificazione, competenze, manutenzione e controllo.

Tempi di guida e riposo, qualificazioni, alcol e sostanze, cantieri in presenza di traffico e altri requisiti specifici vanno verificati in relazione a settore, veicolo e attività effettivamente svolta. Un elenco generico non sostituisce questa verifica di applicabilità.

D.Lgs. 231/2001: nessun automatismo

L’articolo 25-septies del D.Lgs. 231/2001 contempla, alle condizioni previste, la responsabilità dell’ente per omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro. Questo non significa che ogni incidente stradale di un dipendente produca automaticamente una responsabilità dell’organizzazione: reato, violazione, nesso e criteri di imputazione devono essere accertati nel caso concreto.

ISO 39001: utile, ma non sostituisce il DVR

La ISO 39001 è uno standard volontario per i sistemi di gestione della sicurezza del traffico stradale. Può aiutare le organizzazioni più esposte a collegare contesto, responsabilità, obiettivi, fattori di prestazione, audit e miglioramento. Non sostituisce la valutazione prevista dalla legislazione italiana e può essere applicata anche senza perseguire immediatamente la certificazione. È disponibile una guida specifica a ISO 39001 per aziende e flotte.

Cosa dovrebbe produrre concretamente il lavoro

Perimetro

Mappa dell’esposizione

Gruppi omogenei, attività, veicoli, frequenze, percorrenze e condizioni che caratterizzano gli spostamenti.

Valutazione

Schede motivate

Scenari, fattori, misure esistenti, stima coerente con il DVR e criticità da trattare.

Decisione

Repertorio di misure

Azioni su persone, veicoli, viaggi e organizzazione selezionate in base ai profili effettivi.

Attuazione

Piano di miglioramento

Priorità, responsabilità, scadenze, risorse, stato e criteri di completamento per ogni azione.

Controllo

Indicatori e riesame

Misure di esposizione, eventi, manutenzione, formazione, audit e avanzamento del programma.

Coerenza

Collegamenti organizzativi

Raccordo con DVR generale, flotte, trasferte, acquisti, formazione, sorveglianza sanitaria e sistemi di gestione.

Esperienze applicative e metodo professionale

L’impostazione descritta deriva da attività svolte in contesti differenti, nei quali la guida è stata collegata a mansioni, processi e decisioni aziendali anziché trattata come un rischio generico.

Valutazione e sistema

Toyota Material Handling

Integrazione e adeguamento della valutazione dei rischi e del sistema di gestione aziendale per ridurre il rischio stradale dei lavoratori.

Assistenza specialistica

Manitou Italia

Supporto continuativo su rischio stradale e sicurezza dei trasporti, con analisi di casi operativi, documentazione tecnica e misure applicabili.

Auditing

RINA Services

Attività di Lead Auditor di terza parte per sistemi ISO 39001, utile a integrare valutazione, evidenze, indicatori e miglioramento.

Il percorso tecnico è stato sviluppato dal 2002 tra mobilità, sicurezza stradale e salute e sicurezza sul lavoro, anche attraverso docenze, formazione e pubblicazioni specialistiche. Le referenze mostrano il contesto; il metodo resta sempre adattato all’organizzazione concreta.

Domande frequenti

La valutazione del rischio stradale è sempre obbligatoria?

Il D.Lgs. 81/2008 richiede di valutare tutti i rischi presenti nell’attività. Non tutte le aziende hanno la stessa esposizione: occorre verificare se e come lavoratori e gruppi omogenei guidano o operano su strada per motivi di lavoro e calibrare l’approfondimento sulla situazione reale.

Il tragitto casa–lavoro va inserito nello stesso documento?

Non va confuso automaticamente con la guida durante l’attività. L’infortunio in itinere ha un proprio inquadramento assicurativo; le misure sulla mobilità casa–lavoro possono essere affrontate anche attraverso mobility management e PSCL, coordinandole con le politiche di sicurezza quando utile.

Va considerata anche l’auto privata usata in trasferta?

Se il mezzo privato è autorizzato e utilizzato per motivi di lavoro, il suo impiego non dovrebbe restare fuori dall’analisi. Servono criteri ragionevoli su autorizzazione, idoneità del mezzo, manutenzione, assicurazione e condizioni d’uso.

È sufficiente fare un corso di guida sicura?

No. La formazione può essere una misura importante, ma deve rispondere ai rischi emersi ed essere accompagnata da interventi su organizzazione, tempi, veicoli, trasferte, procedure e controllo.

Gli ADAS rendono superflue le altre misure?

No. Gli ADAS possono prevenire errori o attenuare le conseguenze, ma devono essere presenti, funzionanti, compresi e usati correttamente. Non compensano stanchezza, manutenzione carente, obiettivi irrealistici o pianificazione inadeguata.

Approfondimenti collegati

Avete bisogno di verificare o aggiornare il DVR stradale?

Posso affiancare Datore di Lavoro, RSPP, HSE e funzioni aziendali nel definire il perimetro, raccogliere le evidenze, costruire la valutazione e tradurla in un programma di misure realistico.

Per partire bastano quattro informazioni: mansioni che guidano per lavoro; tipi di veicolo; frequenza o percorrenze indicative; criticità, eventi o cambiamenti recenti.

Fonti normative e tecniche essenziali

Il quadro applicabile dipende da settore, veicolo, mansione e attività. Questa pagina ha finalità tecnico-informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto né consulenza legale o sanitaria.

Contenuto aggiornato a luglio 2026.