I piani di viabilità e circolazione interna aziendale (e la loro importanza, anche in tempo di Covid-19…)

La progettazione e l’implementazione dei piani di viabilità aziendale per piazzali, stabilimenti e magazzini è di fondamentale importanza per ridurre il rischio sul lavoro.
Ed oggi, lo è anche per ridurre il rischio di contagio dal coronavirus Covid-19.



La complessità dei siti industriali e produttivi rende particolarmente importante la corretta gestione dei flussi veicolari interni, composti sia da mezzi di servizio (come i carrelli elevatori) che da veicoli esterni, che accedono quotidianamente al sito per il carico e lo scarico di materie prime, prodotti, reagenti, ecc. A questi si aggiungono poi i veicoli dei dipendenti e dei visitatori che hanno la possibilità di accedere agli spazi interni del sito in questione. Con questo post mi rivolgo a tutte le realtà produttive che si riconoscono in questa situazione.

La questione della viabilità interna ai siti aziendali

La gestione in efficienza ed in sicurezza dei flussi interni richiede un livello di approfondimento specifico. Lo scopo è analizzare le criticità presenti ed individuare le possibili soluzioni per la riduzione dei rischi per i lavoratori, con interventi che vanno al di là della “semplice” rispondenza alle disposizioni di legge ed alla conformità richiesta per impianti ed attrezzature.

Il Testo Unico per la Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs 81/08) tratta la questione nel Titolo II (Luoghi di lavoro) e nel corrispondente Allegato IV (Requisiti dei luoghi di lavoro), definendo requisiti relativi a vie di circolazione, zone di pericolo, pavimenti e passaggi, ma solo a livello di indicazioni generali, con poche misure “specifiche” da seguire. Gli RSPP aziendali alle prese con la messa in sicurezza di layout e percorsi interni necessitano quindi spesso di ulteriori approfondimenti.

Per un corretto approccio alla progettazione, innanzitutto occorre considerare che, trattandosi di zone interne ad aree produttive, e non di rete stradale aperta al pubblico, non vige in esse il Codice della Strada. Tuttavia, suggerisco come buona prassi, in luoghi di questo tipo, di adottare “norme” di circolazione e segnaletica analoghe a quelle vigenti sulle strade pubbliche (es. per passaggi pedonali, zone di rispetto, ecc.). Questo consente infatti di rendere facilmente riconoscibili le regole di movimento all’interno del sito e di ridurre il disorientamento a cui possono essere eventualmente soggetti i conducenti dei mezzi esterni che vi accedono.

In ogni caso, occorre effettuare una progettazione specifica per dare risposta a tali esigenze.

Con riferimento alla progettazione della viabilità aziendale, assisto le aziende clienti nelle fasi di analisi del sito ed identificazione delle criticità, passando poi alla progettazione della viabilità interna, alla definizione della segnaletica orizzontale e verticale, alla progettazione di interventi per la riduzione del rischio nei punti più critici, per finire con le proposte migliorative generali per l’aumento della sicurezza. E’ utile segnalare che tale attività, per le aziende che la implementano, costituisce, ai sensi del D.Lgs 81/2008, una valutazione specifica del “rischio da circolazione interna dei veicoli” relativamente alla sede aziendale. E, analogamente, l’insieme degli interventi migliorativi così definiti può essere visro come il “Piano delle Misure di Adeguamento” relativo al rischio in questione.

Ho avuto modo di condurre tale attività per realtà di vari settori: grande distribuzione organizzata, logistica, manifatturiero, ecc., fino ad impianti industriali di grandi dimensioni e di particolare complessità come le distillerie. Le situazioni sono tante e diverse, e per ognuna va progettata una soluzione specifica, pur avendo a disposizione una “cassetta degli attrezzi” ben conosciuta da tutti gli addetti ai lavori (regole, segnaletica, dispositivi, ecc.).

Un esempio di problematica da affrontare

Allo scopo di dare un’idea della dimensione pratica della questione, riporto di seguito uno dei tanti quesiti che mi sono stati posti sulla materia, a cui ho dato risposta.

Nella nostra azienda, per la tipologia di prodotto, legato a singole commesse e non a “produzione per magazzino”, abbiamo difficoltà a definire zone di passaggio pedonali e per i carrelli elevatori. E’ possibile considerare tutta l’azienda come “zona mista” e dotare sia i mezzi che il personale di dispositivi che riducano il rischio di investimento? Se sì, quali dispositivi si possono utilizzare?

La risposta alla domanda è affermativa: in effetti, esistono varie situazioni in cui la circolazione e la presenza di mezzi e persone è totalmente promiscua. Mi rivolgo a chi è alle prese con questo tipo di problemi: quando ci sono pochi (o nulli) margini di intervento sul layout, cercate di potenziare gli aspetti di tipo comportamentale e procedurale, avvalendovi magari di dispositivi aggiuntivi.

Spetta qui soprattutto al RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) aziendale, di concerto con il Datore di Lavoro e con i lavoratori coinvolti, individuare le migliori soluzioni. Lo scopo è naturalmente rendere i soggetti “interferenti” (ad esempio carrelli elevatori ed operatori a piedi) reciprocamente consapevoli, in ogni momento, della presenza e dei movimenti di chi c’è nei paraggi. Ben venga quindi l’uso di dispositivi che favoriscono la percezione “sensoriale” di tale presenza e di tali movimenti (dispositivi ottici, acustici, con bluetooth, ecc.), e, parallelamente, la rimozione di eventuali impedimenti a tale percezione (es. vietare l’uso di auricolari per l’ascolto della musica nelle situazioni in questione).

Le soluzioni possono essere tante e diverse, e vanno studiate in base al layout aziendale, alle modalità organizzative, al rischio valutato ed al budget che si vuole investire. Sulla materia esiste ampia documentazione in merito (redatta negli anni a cura di INAIL, delle ASL, ecc.), di cui consiglio la consultazione al fine di individuare caso per caso le soluzioni più adeguate. Senza trascurare naturalmente anche le migliori risorse “internazionali”, ed in primis il sito dello Health and Safety Executive (HSE – UK).

Conclusioni

La corretta definizione di percorsi interni alle aziende, ed in generale del migliore layout da realizzare (sia in piazzale che nelle aree chiuse) è da sempre un elemento fondamentale da considerare per garantire efficienza e funzionalità ai processi aziendali, oltre che per garantire situazioni di sicurezza per i lavoratori. L’emergenza Covid-19, dovuta al coronavirus che ha generato la pandemia in cui siamo inappati nel 2020, può imporre improvvisamente alle aziende una tempestiva ridefinizione ad hoc della viabilità e del layout in essere, allo scopo di facilitare le misure di distanziamento sociale che devono essere garantite.

Finchè l’emergenza perdura, è necessario attrezzarsi di conseguenza, e quindi pensare ed implementare urgentemente una ridefinizione, seppur temporanea (ma per un periodo al momento indefinito), della viabilità e dei percorsi interni al sito aziendale. Anche se questa azione non è certamente da sola sufficiente a prevenire il rischio da contagio, è comunque una delle tante necessarie per consentire ai Datori di Lavoro di poter riavviare le attività nella consapevolezza di aver adottato le giuste misure atte a ridurre il rischio “Covid19” sul luogo di lavoro, a danno dei propri dipendenti e di chiunque altro dovesse accedervi.