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Infortuni stradali sul lavoro: cosa mostrano davvero i dati INAIL


Gli infortuni con mezzo di trasporto sono una quota limitata del totale, ma pesano molto di più tra i casi mortali. Una guida per leggere correttamente i dati INAIL e trasformarli in misure di prevenzione.


Schema del processo INAIL dalle denunce di infortunio alla definizione amministrativa dei casi positivi e negativi.
Serie storica degli infortuni riconosciuti da INAIL, suddivisi per occasione di lavoro, itinere e presenza del mezzo di trasporto.
Serie storica 2008-2024 degli infortuni accertati positivi INAIL, valori assoluti per modalità di accadimento e presenza del mezzo di trasporto.
Distribuzione percentuale 2008-2024 degli infortuni accertati positivi INAIL per modalità di accadimento e presenza del mezzo di trasporto.
Serie storica 2008-2024 dei casi mortali accertati positivi INAIL, valori assoluti per modalità di accadimento e presenza del mezzo di trasporto.
Distribuzione percentuale 2008-2024 dei casi mortali accertati positivi INAIL: gli eventi con mezzo di trasporto rappresentano circa metà dei casi in molti anni.

Rischio stradale sul lavoro · Dati INAIL · DVR · Prevenzione

Il dato è importante solo se sappiamo che cosa stiamo contando

Gli infortuni con mezzo di trasporto coinvolto rappresentano una quota minoritaria degli eventi riconosciuti complessivi, ma incidono molto di più tra i casi mortali. Per interpretare correttamente questo risultato occorre distinguere denunce, casi accertati positivi, occasione di lavoro e itinere.

In questa pagina spiego come leggere le statistiche INAIL senza confondere basi dati diverse, quali conclusioni sono sostenute dalle serie storiche e come trasformare l’analisi in misure utili per aziende, Datori di lavoro, RSPP e HSE.

Le infografiche della pagina riportano elaborazioni di Marco De Mitri su dati INAIL. La serie utilizzata arriva al 2024, ultimo anno disponibile nella base semestrale omogenea considerata alla data di aggiornamento.

Cinque domande da fare prima di citare un dato INAIL

Molti numeri sugli infortuni vengono ripresi in articoli, corsi e presentazioni senza precisare quale base statistica sia stata usata. Prima di confrontare anni, percentuali o fenomeni diversi è utile verificare almeno questi aspetti.

  • Il numero riguarda le denunce oppure gli infortuni accertati positivi?
  • Comprende gli eventi in itinere oppure soltanto quelli in occasione di lavoro?
  • Riguarda tutti gli infortuni oppure esclusivamente i casi mortali?
  • Qual è l’anno di accadimento e qual è la data di rilevazione o aggiornamento della banca dati?
  • L’espressione utilizzata è quella statistica INAIL, «con mezzo di trasporto», oppure una più ampia interpretazione come «incidente stradale»?

Regola metodologica. Un numero può essere corretto e risultare comunque fuorviante se non vengono dichiarati perimetro, data e definizione utilizzata. Denunce e casi riconosciuti descrivono momenti diversi dello stesso processo e non devono essere sovrapposti.

Denunce, definizione amministrativa e casi accertati positivi

La denuncia apre il procedimento assicurativo, ma non ne rappresenta automaticamente l’esito. INAIL pubblica dati con cadenza mensile, utili per osservare tempestivamente l’andamento delle denunce, e dati con cadenza semestrale, che consentono una lettura più articolata della definizione amministrativa e dei casi riconosciuti.

01 · Denunce

Il segnale più tempestivo

Le denunce permettono di osservare rapidamente l’andamento del fenomeno, ma possono comprendere eventi ancora in istruttoria o successivamente definiti in modo diverso. Sono utili per il monitoraggio, purché vengano presentate come dati provvisori.

02 · Definizione

L’esito dell’istruttoria

Le tabelle semestrali distinguono, tra l’altro, casi positivi, negativi, in istruttoria e in franchigia. Il quadro può cambiare nel tempo perché alcune pratiche richiedono un periodo più lungo per essere definite.

03 · Accertati positivi

La base della serie storica

Per confrontare nel tempo i casi riconosciuti utilizzo gli infortuni accertati positivi delle linee B5 e B6: la prima riguarda gli eventi positivi per modalità di accadimento, la seconda quelli positivi con esito mortale.

Dove trovare le basi ufficiali

Il portale Open Data INAIL mette a disposizione dataset e tabelle. Le tabelle mensili sono dedicate soprattutto alle denunce; le tabelle semestrali comprendono anche la definizione amministrativa, gli infortuni accertati positivi e i casi positivi con esito mortale.

Alla data del presente aggiornamento, le tabelle semestrali pubblicate il 17 dicembre 2025 comprendono il quinquennio 2020–2024. Non ho quindi aggiunto ai grafici valori 2025 o 2026 ricavati dalle sole denunce, perché avrebbero reso la serie non omogenea.

Le quattro modalità di accadimento da distinguere

INAIL organizza le informazioni combinando due dimensioni: il rapporto dell’evento con il lavoro — occasione di lavoro oppure itinere — e la presenza o meno di un mezzo di trasporto. Questa articolazione è fondamentale, perché eventi molto diversi non possono essere letti come un unico gruppo indistinto.

Occasione di lavoro

Senza mezzo di trasporto

Comprende gli eventi riconducibili allo svolgimento dell’attività lavorativa nei quali la classificazione statistica non rileva il coinvolgimento di un mezzo di trasporto.

Occasione di lavoro

Con mezzo di trasporto

Riguarda eventi avvenuti nello svolgimento del lavoro con coinvolgimento di un mezzo: trasporto merci o persone, servizi tecnici, trasferte, manutenzioni, emergenze e altre attività mobili, secondo la concreta classificazione del singolo caso.

In itinere

Senza mezzo di trasporto

Comprende, quando ricorrono i presupposti di tutela, gli eventi avvenuti durante il normale percorso collegato al lavoro senza coinvolgimento di un mezzo, come una caduta durante uno spostamento a piedi.

In itinere

Con mezzo di trasporto

Riguarda gli eventi tutelati avvenuti nei percorsi collegati al lavoro con coinvolgimento di auto, moto, bicicletta, mezzi pubblici o altri mezzi di trasporto, secondo le condizioni applicabili al caso.

“Con mezzo di trasporto” non significa automaticamente “incidente stradale su strada pubblica”. Nell’articolo uso l’espressione rischio stradale come sintesi divulgativa, ma la variabile statistica INAIL non descrive da sola luogo, dinamica, veicoli coinvolti e caratteristiche della strada. Per approfondire le cause occorrono dati di dettaglio e, nelle aziende, l’analisi degli eventi reali.

Cosa mostra la serie storica degli infortuni riconosciuti

Le infografiche inserite all’inizio della pagina mostrano, in valori assoluti e percentuali, gli infortuni accertati positivi suddivisi nelle quattro modalità appena descritte. La stessa lettura è proposta sia per il complesso degli eventi sia per i soli casi con esito mortale.

Tutti gli infortuni

Il mezzo pesa relativamente poco

Nella serie considerata, gli eventi con mezzo di trasporto costituiscono una quota minoritaria del totale degli infortuni accertati positivi. La maggior parte dei casi riconosciuti ricade nelle modalità senza mezzo.

Casi mortali

Il peso cresce nettamente

Quando si osservano soltanto i casi mortali, la quota con mezzo di trasporto sale in modo marcato e, in molti anni della serie, si colloca attorno alla metà o oltre. È questo il dato centrale da non perdere.

Interpretazione

Gravità, non rischio individuale

La distribuzione mostra la forte rilevanza della componente trasportistica negli esiti più gravi. Non misura però, da sola, la probabilità individuale di infortunio per mansione o settore, perché mancano denominatori di esposizione.

Per stimare un rischio individuale o confrontare correttamente due organizzazioni servirebbero anche informazioni come chilometri percorsi, ore di guida, numero di missioni, lavoratori esposti, tipologia dei veicoli, condizioni dei tragitti e consistenza delle flotte. I valori assoluti e le percentuali descrivono il fenomeno, ma non sostituiscono gli indicatori di esposizione.

Gli anni 2020 e 2021 restano nei grafici, ma vanno letti con cautela. La pandemia ha modificato mobilità, attività lavorative e composizione degli infortuni. È corretto conservare gli anni anomali nella serie, evitando però di interpretarli come variazioni strutturali direttamente confrontabili con tutti gli altri periodi.

Che cosa possiamo concludere — e che cosa no

Conclusioni sostenute

Il rischio stradale merita un presidio specifico

  • La componente con mezzo di trasporto è particolarmente rilevante tra gli esiti mortali.
  • Occasione di lavoro e itinere devono essere analizzati separatamente.
  • Le organizzazioni con lavoratori mobili non dovrebbero limitarsi a richiami generici alla prudenza.
  • I dati INAIL possono orientare approfondimenti, formazione e misure, ma vanno integrati con informazioni aziendali.

Limiti da rispettare

I dati non spiegano da soli cause e responsabilità

  • Non individuano automaticamente il settore o la mansione con il rischio individuale più alto.
  • Non descrivono tutte le cause prevalenti degli eventi.
  • Non permettono di giudicare la sicurezza di una singola azienda.
  • Non dimostrano quale misura preventiva sia più efficace.
  • Non consentono di attribuire responsabilità nel singolo caso.

Focus: il mezzo di trasporto nei casi mortali notturni

Un approfondimento INAIL sul lavoro notturno, riferito al quinquennio 2018–2022 e aggiornato al 31 ottobre 2023, conferma quanto la modalità di accadimento sia importante per leggere la gravità degli eventi.

Il confronto riportato da INAIL

Negli infortuni notturni esaminati, gli eventi con mezzo di trasporto coinvolto rappresentano il 21% delle denunce e il 60% dei casi mortali. Per il complesso degli infortuni, diurni e notturni, le quote confrontate nello studio sono inferiori: rispettivamente 14% e 36%.

La fonte è l’approfondimento INAIL Chi lavora di notte rischia di meno. Il titolo riguarda l’incidenza complessiva, ma il dettaglio sugli esiti mortali mostra una forte concentrazione della componente con mezzo di trasporto.

Questo dato non significa che ogni lavoro notturno sia più pericoloso di quello diurno né dimostra, da solo, la causa degli incidenti. Indica però che turni, fatica, visibilità, percorsi, tempi di recupero e organizzazione degli spostamenti meritano attenzione specifica quando il lavoro comporta guida o mobilità.

Focus: infortunio in itinere e bicicletta

L’infortunio avvenuto durante il tragitto casa-lavoro o lavoro-casa può essere tutelato anche quando lo spostamento viene effettuato in bicicletta, purché ricorrano i presupposti generali previsti per l’infortunio in itinere.

Il riferimento INAIL. La Circolare INAIL n. 14 del 25 marzo 2016 chiarisce la tutela dell’uso del velocipede, ferma restando la verifica degli altri presupposti applicabili al caso concreto.

Questo tema è rilevante anche per aziende ed enti che promuovono mobilità sostenibile, bike to work o Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro: la promozione della bicicletta deve essere accompagnata da informazioni corrette, analisi dei percorsi, dotazioni adeguate e misure coerenti con le condizioni locali.

Dal dato nazionale alla prevenzione in azienda

La statistica nazionale serve a riconoscere la rilevanza del fenomeno, ma le misure aziendali devono partire dall’esposizione reale. Non basta sapere quanti infortuni si verificano in Italia: occorre capire chi guida o lavora su strada, quanto, dove, con quali mezzi e sotto quali condizioni organizzative.

  1. Individuare lavoratori e mansioni esposti. Conducenti professionali, tecnici, commerciali, manutentori, operatori ambientali, addetti alle consegne, lavoratori a piedi su strada e personale in trasferta.
  2. Ricostruire l’esposizione. Chilometri, ore di guida, missioni, turni, orari, percorsi, condizioni meteorologiche, tipologie di veicolo e frequenza delle soste o manovre.
  3. Analizzare gli eventi disponibili. Infortuni, sinistri assicurativi, danni ai mezzi, quasi incidenti, infrazioni, segnalazioni e criticità osservate sul campo.
  4. Verificare l’organizzazione. Programmazione delle trasferte, tempi, carichi di lavoro, pause, comunicazioni, gestione delle urgenze, manutenzione e criteri di assegnazione dei veicoli.
  5. Definire misure proporzionate. Policy, procedure, pianificazione, tecnologie, controlli, gestione dei percorsi, criteri per sospendere o rinviare lo spostamento.
  6. Progettare la formazione necessaria. Contenuti coerenti con mansioni, eventi reali e procedure, distinguendo obblighi, abilitazioni professionali e buone pratiche integrative.
  7. Misurare nel tempo. Usare indicatori comprensibili, preferibilmente rapportati all’esposizione, e riesaminare le misure dopo incidenti, cambi organizzativi o variazioni significative dell’attività.

Dati interni

Non fermarsi agli infortuni

Sinistri senza lesioni, danni, anomalie, sanzioni, guasti, ritardi e quasi incidenti possono anticipare problemi che non emergono ancora nelle statistiche assicurative.

Esposizione

Costruire indicatori confrontabili

Il numero assoluto di eventi può aumentare perché aumenta il lavoro svolto. Rapportare incidenti e sinistri a chilometri, ore, missioni o veicoli aiuta a interpretare meglio l’andamento.

Riesame

Trasformare i dati in decisioni

Gli indicatori sono utili quando portano a una scelta: modificare un percorso, rivedere un turno, intervenire sulla flotta, approfondire una mansione o aggiornare formazione e procedure.

Il rischio stradale nel DVR: evitare automatismi e omissioni

Il D.Lgs. 81/2008 richiede la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Quando guida, trasferta, consegna, manutenzione o lavoro su strada fanno parte dell’attività, questa esposizione deve essere considerata nel quadro complessivo della valutazione.

Non esiste però una soluzione standard valida per ogni organizzazione, né è sufficiente inserire nel documento una sezione denominata “rischio stradale”. Il livello di approfondimento dipende da mansioni, frequenza degli spostamenti, veicoli, orari, percorsi, pressioni operative, appalti, eventi già verificatisi e possibilità effettive di controllo.

Il punto operativo. Non basta richiamare il rispetto del Codice della strada. Occorre verificare come il lavoro viene programmato e svolto, quali condizioni possono favorire errori o esposizioni e quali misure sono realisticamente applicabili.

Approfondimenti collegati

Come utilizzo questi dati nelle attività professionali

Utilizzo da anni le statistiche INAIL nelle attività di formazione e valutazione del rischio stradale, integrandole con dati aziendali su trasferte, chilometri, flotte, sinistri, mansioni e organizzazione del lavoro.

Ho progettato ed erogato corsi per aziende industriali, logistiche, della grande distribuzione e dei servizi, per enti pubblici, organizzazioni sanitarie ed enti di formazione. Nei progetti e negli audit il dato nazionale costituisce il punto di partenza: la valutazione concreta richiede poi sopralluoghi, interviste, analisi degli eventi, indicatori di esposizione e verifica delle procedure effettivamente applicate.

Dalla statistica all’organizzazione. Il valore professionale non consiste nel ripetere una percentuale, ma nel collegare dati, attività reali e decisioni: capire dove si concentra l’esposizione, quali eventi anticipano i problemi e quali misure possono ridurre concretamente frequenza e gravità.

Domande frequenti

Denunce e infortuni accertati positivi sono la stessa cosa?

No. La denuncia avvia il procedimento e consente un monitoraggio tempestivo; l’infortunio accertato positivo è un caso riconosciuto dopo la definizione amministrativa. Le due basi possono essere entrambe utili, ma rispondono a domande differenti.

Gli infortuni in itinere sono compresi nelle statistiche INAIL?

Sì, quando ricorrono le condizioni di tutela. Nelle tabelle sono distinti dagli eventi in occasione di lavoro e suddivisi ulteriormente in base alla presenza o meno di un mezzo di trasporto.

“Con mezzo di trasporto” significa sempre incidente stradale?

Non necessariamente. È la classificazione statistica disponibile e costituisce un indicatore molto utile della componente trasportistica, ma non descrive automaticamente il luogo e la dinamica di ogni singolo evento.

Il rischio stradale deve essere considerato nel DVR?

Quando la guida, gli spostamenti o il lavoro su strada fanno parte dell’attività, l’esposizione deve essere considerata nella valutazione complessiva dei rischi. Profondità dell’analisi e misure dipendono dalle mansioni e dall’organizzazione concreta, non da una formula standard.

Fonti e criteri di lettura

Metodo delle elaborazioni grafiche: dati INAIL relativi agli infortuni accertati positivi, organizzati per anno e modalità di accadimento; calcolo delle quote percentuali sul totale dei casi rappresentati per ciascun anno. Gli anni 2020 e 2021 sono mantenuti nella serie ma interpretati tenendo conto della discontinuità legata alla pandemia.

Dovete capire quanto pesa il rischio stradale nella vostra organizzazione?

Posso supportare aziende, Datori di lavoro, RSPP e HSE nell’analisi dei dati disponibili, nella ricostruzione dell’esposizione, nell’integrazione del DVR, nella definizione di misure e indicatori e nella progettazione di percorsi formativi aderenti alle attività realmente svolte.

Per un primo inquadramento sono utili: mansioni coinvolte, numero e tipologia dei veicoli, chilometri o missioni annuali, turni e orari, sinistri o quasi incidenti disponibili e documentazione già presente.

Versione / ultimo aggiornamento: 30 luglio 2026.