Dati INAIL relativi agli infortuni sul lavoro. Prima causa di morte? Gli incidenti stradali!

Gli ultimi dati diffusi da INAIL relativi agli infortuni sul lavoro (anno 2020) mostrano una diminuzione del numero di Infortuni sul lavoro, ma va considerato che il 2020 è stato l’anno del Covid.

Resta comunque un fatto: la prima causa di morte sul lavoro è sempre data dagli incidenti stradali.

Gli ultimi dati diffusi da INAIL relativi agli infortuni sul lavoro (anno 2020) mostrano una leggera diminuzione del numero degli infortuni, sulla quale ha certamente influito il periodo di interruzione delle attività lavorative in conseguenza della pandemia da Covid-19.

In ogni caso, e si tratta di un dato che trova conferma anno dopo anno, la prima causa di morte sul lavoro è data dagli incidenti stradali, siano essi avvenuti durante il lavoro stesso o nella fase di itinere (cioè durante gli spostamenti fatti per andare da casa al lavoro e viceversa).

Tralasciando i dati del 2020, è importante sottolineare che, mentre la totalità degli infortuni con mezzo di trasporto si attesta costantemente intorno al 15% del numero complessivo degli infortuni avvenuti, questa quota sale al 40-45% se parliamo di infortuni mortali con mezzo di trasporto (percentuale, peraltro, in linea con la media europea). Questo, a testimonianza della particolare pericolosità della strada come luogo di lavoro (elemento riscontrabile anche attraverso un confronto, ad esempio, tra gli indici di frequenza degli infortuni mortali del comparto trasporti e del comparto industria).

Riporto di seguito i grafici che ho elaborato nel tempo a partire dai dati INAIL (fonti dei dati: appendici statistiche della “Relazione Annuale del Presidente” degli ultimi anni).

Ritengo importante osservare che, come riporta l’ETSC, da diversi studi emerge che le vittime degli incidenti su strada per motivi di lavoro ammontano a circa il 40% del totale dei morti su strada. Applicando questa proporzione al caso italiano, a partire dai dati ACI-ISTAT sugli incidenti stradali, si perviene ad una stima di circa 1.300 – 1.400 morti su strada in occasione di lavoro, di molto superiore ai dati registrati da INAIL, i quali quindi costituiscono una stima solo parziale del fenomeno (aspetto peraltro comprensibile se si pensa ad esempio al mondo dei lavoratori autonomi, le cui vittime su strada non rientrano nel computo INAIL).

In questo contesto, l’attenzione che i datori di lavoro ed i responsabili aziendali della sicurezza dei lavoratori (RSPP ed HSE Manager) devono rivolgere alla questione degli spostamenti su strada dei propri dipendenti deve necessariamente diventare prioritaria, con azioni che vadano al di là di quanto previsto dalla sola normativa relativa alla sicurezza sul lavoro. Devono cioè intervenire con valutazioni specifiche del rischio stradale, anche implementando, ad esempio, veri e propri sistemi di gestione conformi ai requisiti dello standard “ISO 39001”.

Tecniche, procedure, dispositivi e metodologie efficaci per ridurre il “rischio stradale” sono ormai risorse ben note ed ampiamente utilizzate. È importante, per le aziende che ancora stanno sottovalutando questo problema, iniziare a darsi da fare seriamente!


Invito gli interessati al tema a contattarmi per ogni esigenza di confronto ed a partecipare ai miei corsi di formazione su rischio stradale sul lavoro e sistemi ISO 39001  che tengo periodicamente in modalità webinar, in NIER Ingegneria o presso le sedi delle organizzazioni interessate.