Guida alla gestione dell’esercizio di strade e autostrade: monitoraggio, centrali operative, cantieri, incidenti, traffico, meteo, emergenze, itinerari alternativi e ripristino.
Esercizio della rete · Traffico · Incidenti ed emergenze
L’esercizio sicuro dipende dalla capacità di prepararsi, decidere e ripristinare
Gestire una strada o un’autostrada non significa soltanto mantenerne efficienti le opere. Significa osservare ciò che accade sulla rete, riconoscere eventi e condizioni degradate, coordinare persone e soggetti esterni, informare gli utenti, adottare misure temporanee e ripristinare il servizio in condizioni controllate.
Questa guida sviluppa il tema dell’esercizio distinguendolo sia dalla gestione tecnica degli asset, sia dai sistemi di gestione ISO 39001 e SGS-ISA.
Assetto organizzativo, competenze, procedure e livelli di presidio dipendono da rete, traffico, territorio, contratto di gestione e quadro istituzionale applicabile.
Preparare
Scenari, contatti, risorse, itinerari alternativi, soglie, procedure e configurazioni degradate.
Gestire
Rilevazione, verifica, decisione, intervento, regolazione del traffico e informazione agli utenti.
Apprendere
Registrazione, analisi dell’evento, ripristino, verifica dei tempi e aggiornamento delle misure.
Il principio guida. Un evento non è gestito quando viene semplicemente rimosso dalla carreggiata. È gestito quando il rischio viene riconosciuto, le conseguenze sulla rete sono governate, gli utenti ricevono informazioni utili e la riapertura avviene sulla base di verifiche e responsabilità definite.
Che cosa comprende l’esercizio di una rete stradale
Il perimetro cambia tra autostrada, strada statale, rete regionale, provinciale o comunale. Le funzioni ricorrenti possono tuttavia essere organizzate in famiglie operative omogenee.
Sorveglianza della rete
Pattugliamento, centrali operative, segnalazioni, telecamere, sensori e controlli delle condizioni di transitabilità.
Regolazione del traffico
Limitazioni, chiusure, deviazioni, corsie reversibili, sensi unici alternati, PMV e altri dispositivi.
Gestione degli eventi
Incidenti, veicoli fermi, ostacoli, incendi, sversamenti, animali, allagamenti e dissesti.
Cantieri e attività
Lavori programmati o urgenti, segnaletica temporanea, protezione degli addetti e coordinamento con il traffico.
Informazione agli utenti
Messaggi tempestivi, coerenti e comprensibili su eventi, tempi, percorsi alternativi e comportamenti richiesti.
Ripristino e riesame
Verifiche, pulizia, riparazioni, riapertura progressiva, registrazione degli esiti e apprendimento.
Tre livelli da coordinare. La funzione tecnica verifica che opere e impianti siano idonei; l’esercizio governa la rete mentre è utilizzata; il sistema di gestione attribuisce responsabilità, controlla i processi e ne misura l’efficacia. Separare i livelli aiuta a evitare sovrapposizioni, ma non deve interrompere lo scambio di informazioni.
Responsabilità e coordinamento non coincidono con un unico centro operativo
L’articolo 14 del Codice della strada attribuisce agli enti proprietari compiti di manutenzione, gestione, pulizia e controllo tecnico dell’efficienza della strada e delle relative pertinenze. Nell’esercizio concreto intervengono però anche Polizia stradale e locale, Vigili del Fuoco, soccorso sanitario, protezione civile, imprese di manutenzione, concessionari, centrali informative e autorità territoriali.
La procedura deve quindi distinguere chi riceve la prima informazione, chi verifica l’evento, chi assume le decisioni sulla circolazione, chi interviene sul posto, chi informa gli utenti e chi autorizza il ripristino. Il coordinamento non elimina le competenze istituzionali dei singoli soggetti.
La sala operativa non deve diventare un punto unico di vulnerabilità. Comunicazioni, alimentazioni, sistemi informativi, accesso ai dati e reperibilità devono prevedere soluzioni degradate e alternative proporzionate alla criticità della rete.
Il ciclo operativo: sette passaggi
- Preparare gli scenari. Definite eventi prevedibili, ruoli, soglie, risorse, contatti, deviazioni e configurazioni degradate.
- Rilevare l’evento. Segnalazioni, pattuglie, sensori e sistemi devono consentire di identificare rapidamente luogo e natura della criticità.
- Verificare e classificare. Prima di decidere servono informazioni sufficienti su persone coinvolte, transitabilità, rischio evolutivo e impatto sulla rete.
- Adottare le misure. Protezione dell’area, soccorso, chiusura, deviazione, regolazione, attivazione di risorse e informazione devono procedere in modo coordinato.
- Gestire gli effetti sulla rete. L’evento locale può produrre code, traffico sulla viabilità alternativa, accessi difficili e ulteriori rischi.
- Verificare e ripristinare. La riapertura deve considerare sicurezza della sede, rimozione dei pericoli, funzionamento degli impianti e condizioni operative residue.
- Registrare e migliorare. Tempi, decisioni, criticità, comunicazioni ed esiti devono alimentare riesame, formazione ed esercitazioni.
Monitoraggio e rilevazione: il dato deve generare un’azione
Telecamere, sensori, stazioni meteo, chiamate, eCall, pattuglie, dati FCD e segnalazioni degli utenti possono concorrere a individuare eventi e condizioni anomale. Il valore operativo non dipende soltanto dal numero di fonti, ma da qualità, tempestività, georeferenziazione e capacità di verificare l’informazione.
| Fase del dato | Domanda operativa | Rischio da evitare |
|---|---|---|
| Acquisizione | La fonte rileva davvero l’evento necessario? | Coperture apparenti o dati non pertinenti |
| Localizzazione | Il punto è identificato con precisione? | Invio di risorse nel luogo sbagliato |
| Validazione | L’informazione è confermata o classificata? | Allarmi falsi o sottovalutazione |
| Decisione | Quale soglia attiva quale misura? | Accumulo di dati senza responsabilità |
| Diffusione | Chi deve ricevere il messaggio e con quale priorità? | Informazioni tardive o contraddittorie |
| Chiusura | Quando l’evento può essere considerato risolto? | Allarmi aperti o riaperture premature |
Il Regolamento delegato (UE) 2022/670 disciplina l’accessibilità, lo scambio, il riutilizzo e l’aggiornamento dei dati necessari ai servizi di informazione sul traffico in tempo reale. Per governance dei dati, interoperabilità e applicazioni ITS è disponibile un approfondimento specifico su big data, intelligenza artificiale e mobilità.
Centrale operativa e pattugliamento devono completarsi
La centrale integra informazioni, mantiene il quadro della rete e coordina le funzioni di competenza. Le squadre sul territorio verificano condizioni che sensori e telecamere possono non descrivere: presenza di persone, materiali, visibilità, evoluzione dell’evento, accessibilità e comportamento degli utenti.
Funzioni della centrale
- ricezione e classificazione delle segnalazioni;
- quadro aggiornato di traffico, cantieri e limitazioni;
- attivazione dei referenti e delle risorse previste;
- gestione di PMV e canali informativi;
- registrazione cronologica delle decisioni;
- supporto alle configurazioni degradate.
Funzioni del presidio sul posto
- conferma dell’evento e delle condizioni locali;
- prima protezione e supporto alla viabilità;
- collegamento con soccorritori e manutentori;
- aggiornamento sull’evoluzione e sulle risorse necessarie;
- verifica delle condizioni prima della riapertura;
- raccolta di evidenze utili al riesame.
Informare gli utenti: dire cosa accade, cosa fare e per quanto tempo
Un messaggio operativo deve essere tempestivo ma anche verificato. Dovrebbe indicare luogo, direzione, natura dell’evento, limitazione, eventuale alternativa e previsione temporale quando attendibile. Messaggi generici o non aggiornati possono aumentare code, manovre improvvise e sfiducia.
Tempestività
Pubblicare presto, distinguendo informazione preliminare e quadro confermato.
Coerenza
PMV, app, radio, siti, call center e partner devono diffondere indicazioni compatibili.
Chiusura
Aggiornare il messaggio quando limitazione, tempi o percorso alternativo cambiano.
L’informazione modifica il traffico. Annunciare una chiusura o suggerire un itinerario sposta domanda su altre tratte. Prima della diffusione occorre quindi considerare capacità, vulnerabilità e condizioni della viabilità alternativa.
Cantieri e segnaletica temporanea: progettare anche l’esercizio provvisorio
Un cantiere modifica geometria, velocità, visibilità, spazi di manovra e comportamento degli utenti. Deve quindi essere trattato come una configurazione temporanea della strada, non come semplice posa di segnali.
L’articolo 21 del Codice della strada, il relativo regolamento e il D.M. 10 luglio 2002 disciplinano opere, depositi, cantieri e schemi di segnalamento temporaneo. Il decreto interministeriale 22 gennaio 2019 definisce inoltre criteri minimi per le attività lavorative di posa, mantenimento e rimozione della segnaletica in presenza di traffico veicolare.
| Fase | Domanda da affrontare | Evidenza |
|---|---|---|
| Programmazione | Quando e con quali interferenze si svolgeranno i lavori? | Fasi, orari, flussi, eventi e coordinamento |
| Schema temporaneo | Come cambiano traiettorie, velocità e spazi? | Elaborato, segnaletica, protezioni e percorsi |
| Posa e rimozione | Come vengono protetti gli addetti durante l’attività? | Procedura, formazione, mezzi e sequenza |
| Esercizio del cantiere | La configurazione resta leggibile ed efficiente? | Controlli, pulizia, ripristini e modifiche |
| Eventi e guasti | Cosa accade se aumenta il traffico o un dispositivo non funziona? | Escalation e configurazioni alternative |
| Chiusura | La strada è stata ripristinata senza residui o messaggi incoerenti? | Verifica finale e restituzione dell’area |
La protezione degli addetti che operano in presenza di traffico richiede un’analisi specifica. Il tema è approfondito nella guida sulla sicurezza di chi lavora a piedi su strada.
Incidenti e ostacoli: proteggere, soccorrere, gestire il traffico
La prima esigenza è evitare che il primo evento ne generi altri. Protezione della zona, accesso dei soccorsi, gestione delle code, rimozione dei veicoli, pulizia e verifica delle infrastrutture devono essere coordinati senza sovrapporre ruoli e competenze.
Protezione
Segnalare e delimitare, ridurre il rischio di collisioni secondarie e preservare i corridoi di accesso.
Soccorso e rimozione
Facilitare l’intervento, gestire mezzi e materiali e coordinare la liberazione della sede.
Traffico e utenti
Valutare blocco, filtraggio, deviazione, informazione e condizioni delle code a monte.
La riapertura non coincide con la rimozione dei veicoli. Occorre verificare pavimentazione, barriere, segnaletica, impianti, sostanze disperse, visibilità e ogni eventuale limitazione temporanea necessaria.
Gallerie: esercizio ordinario, configurazioni degradate ed emergenza
In galleria un evento può evolvere rapidamente per spazi confinati, visibilità, fumo, difficoltà di accesso e comportamento degli utenti. Il D.Lgs. 264/2006 disciplina le gallerie TEN-T superiori a 500 metri e prevede, nel relativo ambito, ruoli, piano di risposta alle emergenze, esercitazioni e condizioni per l’esercizio.
La procedura operativa deve collegare rilevazione dell’evento, conferma, chiusura, ventilazione, illuminazione, comunicazioni, accesso dei soccorsi, evacuazione, gestione del traffico esterno e verifica tecnica prima della riapertura. Devono essere considerate anche le configurazioni degradate: telecamera indisponibile, ventilatore fuori servizio, comunicazioni interrotte o via di fuga temporaneamente non utilizzabile.
Un caso utile per comprendere gli effetti di rete. L’incendio di un pullman nella galleria Monte Giugo, in Liguria, il 9 luglio 2023 richiese soccorso, chiusura e ripristino, ma produsse anche un forte aumento del traffico sulla Via Aurelia. L’evento mostra perché una procedura non può fermarsi al solo tratto direttamente interessato.
Meteo, neve e fenomeni naturali: anticipare soglie e decisioni
Neve, ghiaccio, pioggia intensa, vento, nebbia, caldo estremo, incendi e dissesti richiedono dati previsionali, monitoraggio sul posto e misure graduate. I piani stagionali di Viabilità Italia mostrano l’importanza del coordinamento tra gestori, Forze di polizia e altri soggetti per eventi che possono interessare aree vaste e più concessionarie.
Preparazione
Scorte, mezzi, turni, aree di accumulo, fornitori, contatti e tratti prioritari.
Attivazione
Soglie previsionali e osservate, trattamenti, pattugliamento, limitazioni e informazioni.
Rientro
Controllo delle condizioni, riapertura progressiva, rimozione dei residui e verifica delle scorte.
La gestione della viabilità può inoltre integrarsi con la pianificazione di protezione civile prevista dal D.Lgs. 1/2018 e dagli indirizzi nazionali del 30 aprile 2021. Il piano del gestore deve raccordarsi con i livelli territoriali pertinenti senza sostituirli.
Picchi di traffico ed eventi programmati
Esodi, manifestazioni, grandi eventi, lavori coordinati, trasporti eccezionali e deviazioni pianificate consentono una preparazione maggiore rispetto alle emergenze improvvise. Ciò non elimina il rischio: rende possibile anticipare scenari, risorse, comunicazioni e misure di regolazione.
| Elemento | Verifica preventiva |
|---|---|
| Domanda attesa | Volumi, composizione, direzioni, orari e variabilità |
| Capacità residua | Cantieri, restringimenti, guasti e altre limitazioni contemporanee |
| Viabilità alternativa | Capacità, attraversamenti urbani, utenti vulnerabili e criticità locali |
| Risorse | Presidio, reperibilità, soccorso, manutenzione e informazione |
| Messaggi | Tempi, canali, destinatari e aggiornamenti programmati |
| Piano B | Misure ulteriori se domanda o durata superano le previsioni |
Itinerari alternativi: non basta indicare una strada diversa
Una deviazione trasferisce traffico, rumore, emissioni e rischio su altri contesti. L’itinerario deve essere valutato per geometria, capacità, attraversamenti urbani, ponti, gallerie, limiti di sagoma e massa, intersezioni, presenza di pedoni e possibilità di intervento.
Quando l’alternativa coinvolge altri gestori o Comuni, il piano dovrebbe stabilire in anticipo condizioni di attivazione, messaggi, regolazioni, contatti, monitoraggio e modalità di disattivazione.
Resilienza e continuità operativa: mantenere o recuperare le funzioni essenziali
La resilienza riguarda la capacità della rete e dell’organizzazione di assorbire un disturbo, adattarsi e recuperare. La continuità operativa riguarda invece la preparazione necessaria a mantenere o ripristinare funzioni essenziali entro condizioni e tempi accettabili.
Ridondanza
Alternative per sale operative, comunicazioni, alimentazioni, personale e itinerari.
Configurazioni degradate
Modalità sicure e temporanee quando impianti, dati, corsie o strutture non sono pienamente disponibili.
Recupero
Priorità di ripristino, risorse, fornitori, ricambi e criteri per tornare alle condizioni ordinarie.
La resilienza non coincide con la tecnologia. Un sistema avanzato può ridurre tempi e incertezza, ma resta efficace soltanto se persone, ruoli, procedure, manutenzione, dati e canali alternativi sono preparati.
Esercitazioni e simulazioni: verificare il processo prima dell’emergenza
Un piano non è verificato soltanto perché è approvato. Esercitazioni documentali, simulazioni di sala, prove di comunicazione e attività sul campo consentono di controllare tempi, reperibilità, interpretazione dei ruoli, disponibilità delle risorse e coerenza delle informazioni.
| Tipo di verifica | Che cosa mette alla prova |
|---|---|
| Table-top | Decisioni, ruoli, escalation e comprensione dello scenario |
| Chiamata e reperibilità | Contatti, tempi di risposta e sostituzioni |
| Test di sala | Sistemi, messaggi, registrazioni e configurazioni degradate |
| Prova tecnica | Impianti, alimentazioni, comandi e comunicazioni |
| Esercitazione sul campo | Accesso, coordinamento, sicurezza e compatibilità tra squadre |
| Riesame | Scostamenti, azioni correttive e aggiornamento dei piani |
Indicatori: misurare il processo, non soltanto il tempo di chiusura
Rilevazione
Tempo tra evento, prima segnalazione, conferma e classificazione.
Intervento
Tempi di attivazione, arrivo, protezione, soccorso e disponibilità delle risorse.
Informazione
Tempo, coerenza, completezza, aggiornamento e copertura dei canali.
Ripristino
Durata delle limitazioni, riapertura, ricadute e condizioni residue.
Rete
Code, traffico deviato, saturazione delle alternative e utenti coinvolti.
Apprendimento
Azioni aperte, tempi di chiusura, recidive ed efficacia delle esercitazioni.
Checklist per verificare la capacità operativa
Segnate “Sì” soltanto quando esistono procedure, prove o registrazioni aggiornate.
| Domanda | Evidenza utile | Sì | Parz. | No |
|---|---|---|---|---|
| 1. Sono definiti eventi e livelli di gravità? | Catalogo scenari, soglie ed escalation | |||
| 2. È chiaro chi riceve, verifica e classifica una segnalazione? | Ruoli, turni, reperibilità e istruzioni | |||
| 3. Centrale e squadre sul territorio condividono lo stesso quadro? | Sistemi, comunicazioni e registrazioni | |||
| 4. Ogni misura sulla circolazione ha un’autorità e una procedura? | Competenze, ordinanze, schemi e autorizzazioni | |||
| 5. Gli utenti ricevono informazioni tempestive e coerenti? | PMV, canali, modelli di messaggio e aggiornamenti | |||
| 6. Cantieri e attività temporanee vengono verificati durante l’esercizio? | Piani, controlli, anomalie e ripristini | |||
| 7. Sono previste configurazioni degradate? | Procedure per guasti, indisponibilità e ridondanze | |||
| 8. Gli itinerari alternativi sono realmente verificati? | Capacità, vincoli, accordi e monitoraggio | |||
| 9. Meteo e fenomeni naturali attivano soglie e azioni graduate? | Piani stagionali, risorse e registrazioni | |||
| 10. La riapertura richiede una verifica documentata? | Checklist, autorizzazione e condizioni residue | |||
| 11. Vengono svolte esercitazioni o simulazioni? | Programma, scenari, verbali e azioni correttive | |||
| 12. Gli eventi alimentano indicatori e miglioramento? | Report, riesami, trend e chiusura delle azioni |
Gli errori che rendono fragile l’esercizio
Piano non esercitato
Contatti e ruoli sembrano chiari finché non vengono messi alla prova.
Dati senza soglie
Il monitoraggio non serve se non attiva verifiche, decisioni e chiusure.
Comunicazioni divergenti
Utenti e operatori ricevono messaggi diversi da canali e soggetti differenti.
Deviazione non verificata
Il traffico viene trasferito su una rete incapace di assorbirlo in sicurezza.
Riapertura prematura
La causa visibile è rimossa, ma permangono danni, residui o impianti indisponibili.
Nessun apprendimento
L’evento viene chiuso operativamente senza riesaminare tempi, scelte e criticità.
Cosa potete ottenere con una consulenza ben impostata
Scenari
Mappa degli eventi
Eventi prevedibili, livelli, effetti sulla rete, soglie e configurazioni degradate.
Ruoli
Matrice operativa
Chi rileva, verifica, decide, interviene, informa, ripristina e riesamina.
Procedure
Flussi decisionali
Soglie, escalation, comunicazioni, misure sulla circolazione e condizioni di chiusura.
Rete
Piani di deviazione
Alternative verificate, accordi tra soggetti e criteri per attivazione e disattivazione.
Verifica
Programma di esercitazioni
Table-top, test di sala, prove tecniche e attività sul campo con azioni conseguenti.
Controllo
Indicatori e riesame
Tempi, qualità delle comunicazioni, impatti di rete, criticità ricorrenti e miglioramento.
Esperienze e ambito professionale
Il mio contributo riguarda soprattutto integrazione tra sicurezza stradale, processi operativi, dati, sistemi di gestione e tecnologie di monitoraggio. L’attività può affiancare le strutture del gestore senza sostituire le competenze istituzionali e specialistiche responsabili della gestione dell’emergenza.
Sistemi e audit
SAV, CAV e A4 Holding
Attività di assistenza, audit, gap analysis e preparazione documentale su processi di sicurezza di gestori autostradali.
Dati e traffico
Trafficlab / WeTraffic
Monitoraggio dei flussi, analisi delle condizioni operative e sistemi di regolazione a supporto di enti e gestori.
Rischio e rete
Autostrade per l’Italia
Definizione metodologica della valutazione del rischio stradale e precedenti attività di audit su sistemi integrati.
Domande frequenti
Gestione tecnica ed esercizio della rete sono la stessa cosa?
No. La gestione tecnica riguarda stato, controlli e manutenzione degli asset; l’esercizio riguarda ciò che accade mentre la rete è utilizzata: traffico, cantieri, eventi, limitazioni, informazione e ripristino. I due ambiti devono comunque scambiarsi dati.
Una centrale operativa è indispensabile per ogni ente?
Non necessariamente con la stessa struttura. Il modello dipende da dimensioni, traffico, criticità e risorse. Devono però essere sempre chiare ricezione delle segnalazioni, reperibilità, responsabilità e modalità di attivazione.
Un itinerario alternativo può essere deciso durante l’emergenza?
Può essere necessario, ma le alternative principali dovrebbero essere verificate in anticipo per capacità, vincoli, attraversamenti urbani e competenze dei gestori coinvolti.
Le tecnologie ITS sostituiscono pattugliamento e verifica sul posto?
No. Possono ridurre i tempi di rilevazione e migliorare il quadro, ma molte condizioni richiedono conferma locale e decisioni contestualizzate.
Quando una strada può essere riaperta dopo un incidente?
Quando i soggetti competenti hanno verificato che le condizioni consentano la circolazione prevista, eventualmente con limitazioni. Rimozione dei mezzi e conclusione dei soccorsi non sono sempre sufficienti.
Le esercitazioni sono utili anche per reti comunali o provinciali?
Sì, con complessità proporzionata. Anche una simulazione documentale può far emergere contatti superati, ruoli incerti, risorse mancanti o deviazioni non praticabili.
Approfondimenti collegati
Le procedure reggono anche quando dati, traffico e risorse non sono quelli previsti?
Posso affiancare enti proprietari, gestori e concessionari nella mappatura dei processi di esercizio, nella verifica delle procedure, nella costruzione di scenari, indicatori ed esercitazioni e nel raccordo tra sicurezza stradale, sistemi di gestione e strumenti digitali.
Per un primo confronto sono utili: organigramma operativo, procedure per eventi e cantieri, elenco dei sistemi disponibili e due o tre casi recenti che hanno prodotto ritardi, comunicazioni difficili o ripercussioni sulla rete.
Fonti normative e operative essenziali
- D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 — Codice della strada, in particolare articoli 14 e 21.
- D.M. 10 luglio 2002, disciplinare tecnico per il segnalamento temporaneo.
- Decreto interministeriale 22 gennaio 2019, sicurezza nelle attività lavorative in presenza di traffico veicolare.
- D.Lgs. 5 ottobre 2006, n. 264, sicurezza delle gallerie della rete TEN-T.
- D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1, Codice della protezione civile.
- Direttiva 30 aprile 2021, indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile.
- Regolamento delegato (UE) 2022/670, servizi di informazione sul traffico in tempo reale.
- Viabilità Italia, pianificazioni e comunicati nazionali su esodi, limitazioni ed emergenze invernali.
Le fonti hanno ambiti differenti. Procedure, poteri, ordinanze, piani di emergenza e modalità operative devono essere verificati rispetto alla specifica rete, all’ente competente e alle attività effettivamente svolte.
Contenuto aggiornato a luglio 2026.


