Incidenti stradali: i dati ACI-ISTAT e le statistiche europee.

Nei corsi di formazione che tengo sulla sicurezza stradale, una delle informazioni che lascia più stupiti i partecipanti è apprendere che, ogni giorno, in Italia muoiono in media 9 persone per incidente stradale (mettendo però per un attimo da parte i numeri del 2020, più bassi causa lockdown).

ACI ed Istat hanno diffuso i dati sugli incidenti stradali del 2020. Confermando che, nonostante il forte calo degli incidenti dovuto al lockdown anti-Covid, è ufficialmente fallito l’obiettivo del decennio 2010-2020 di dimezzare le vittime dovute agli incidenti.

Nel 2020, in Italia si sono verificati circa 120mila incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 2.395 morti e circa 160mila feriti. Il numero di morti per milione di abitanti è pari a circa 40, contro i 42 della media nella UE27.

Mettendo da parte le considerazioni sui dati del 2020, inevitabilmente influenzati dai periodi di lockdown, ricordo che a partire dal 2001, il numero dei morti per incidenti stradali è sempre diminuito fino al 2013, per poi assestarsi stabilmente intorno ai 3.200-3.400 morti/anno. Andamento, peraltro, del tutto analogo a quello riscontrato a livello europeo (come testimoniato dal rapporto PIN n. 15 dello European Transport Safety Council – ETSC).

Non va poi dimenticato il grave problema economico direttamente connesso: il costo sociale annuo degli incidenti stradali è pari a circa 23 miliardi di euro!

Si indaga su quali siano le cause di questo arresto del calo della mortalità. Quella che pare predominante è la distrazione in auto, fenomeno in deciso aumento negli ultimi anni, con numerosi casi di incidenti causati dall’uso dei cellulari.

Nei grafici seguenti potete esaminare i dati riferiti al contesto europeo (fonte: European Transport Safety Council – ETSC).

A livello mondiale, infine, il fenomeno è in preoccupante aumento, a causa della crescente motorizzazione nei Paesi meno sviluppati e delle condizioni di sicurezza stradale certamente meno avanzate rispetto al contesto europeo (per approfondire, consiglio questo rapporto della WHO). Le vittime degli incidenti ogni anno ammontano a ben 1,35 milioni in tutto il mondo. Ed inoltre:

  • La maggior parte (93%) dei decessi si verifica nei paesi a basso e medio reddito, anche se questi paesi hanno solo circa il 60% dei veicoli circolanti in tutto il mondo;
  • L’incidente stradale è la prima causa di morte tra i giovani (età tra i 5 ed i 29 anni);
  • il rischio di morire in un incidente stradale “dipende da dove si vive” (i tassi di mortalità più alti sono nella regione africana, mentre quelli inferiori in Europa);
  • Oltre la metà dei decessi stradali riguarda pedoni, ciclisti e motociclisti.

Sempre in base al rapporto citato, emerge che un certo numero di Paesi ad alto e medio reddito, nonostante l’aumento della motorizzazione, sono comunque riusciti a ridurre le morti per traffico stradale.

Concludendo, osservo che i progressi fatti negli ultimi decenni (a livello di miglioramento delle strade, dei veicoli e delle misure di controllo) ha certamente portato nel complesso a buoni risultati. Ma, evidentemente, la strada verso l’eliminazione delle vittime dovute agli incidenti stradali è ancora molto lunga.