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Borghetto Lodigiano, 11 gennaio 2012. Una mamma accompagna a scuola i suoi figli. Parcheggia la sua Bmw 320 e fa scendere la sorellina di 3 anni dal seggiolino nella parte posteriore della vettura. Il fratellino, di cinque anni, scende inavvertitamente dall’altra porta, sempre nel retro della macchina, proprio mentre…


Secondo voi quale è la prima causa di morte per bambini e ragazzi? Facile: la prima causa di morte per i minorenni è data dagli incidenti stradali.

Può trattarsi di ragazzi che corrono in auto portati dai loro amici neopatentati, adolescenti spericolati su scooter o biciclette, bambini investiti mentre attraversano la strada a piedi o bimbi ancora più piccoli non correttamente assicurati sui seggiolini all’interno delle auto.

La promozione di una mobilità sicura e sostenibile (a piedi ed in bici), affiancata ad un accurato studio dei Piani di Spostamento Casa-Scuola, ad opportuni interventi di moderazione del traffico (soprattutto in prossimità degli ingressi degli istituti scolastici) ed alla promozione del trasporto pubblico, non possono che condurre ad una sensibile riduzione del numero degli incidenti stradali per bambini e ragazzi, soprattutto in ambito urbano. Aspetto, peraltro, da considerare all’interno del quadro generale della sicurezza stradale, visto che i dati ci mostrano un allarmante aumento degli incidenti stradali, a fronte di una diminuzione costante che si era invece osservata dal 2001 in poi.

Per ridurre l’esposizione al rischio stradale di bambini e ragazzi occorre lavorare su più fronti: educazione stradale a scuola (fatta bene!), rinforzo delle regole, utilizzo dei dispositivi di sicurezza, interventi di moderazione del traffico nei dintorni delle scuole. Riporto di seguito alcuni esempi di azioni efficaci e di interessanti iniziative di sensibilizzazione e partecipazione.


Le azioni

Insegnare ai bambini come camminare in sicurezza.

Questo decalogo, predisposto dall’organizzazione “Safe Kids Worldwide” aiuta genitori ed insegnanti a dare le regole fondamentali ai bambini per la loro sicurezza su strada.

  1. Insegnare ai bambini a guardare a sinistra, a destra e ancora a sinistra prima di attraversare la strada. Poi, ricordare loro di continuare a guardare in entrambe le direzioni fino alla fine dell’attraversamento.
  2. Camminare su marciapiedi o percorsi pedonali ed attraversare in corrispondenza degli angoli delle strade, utilizzando segnali stradali e strisce pedonali. Se non ci sono marciapiedi, camminare di fronte al traffico, mettendosi il più possibile a sinistra.
  3. Insegnare ai bambini a stabilire un contatto visivo con i guidatori delle auto prima di attraversare la strada.
  4. I bambini con meno di 10 anni di età hanno bisogno di attraversare la strada con un adulto. Ogni bambino è ovviamente diverso dagli altri, ma occorre considerare che, in generale, i più piccoli non sono in grado di stimare correttamente la velocità e la distanza delle auto in arrivo.
  5. Insegnare i bambini ad essere particolarmente attenti alle auto che fanno manovre di inversione o retromarcia.
  6. Insegnare ai bambini a non correre in strada, soprattutto in mezzo alle auto parcheggiate.
  7. Se i bambini sono fuori di casa ed è buio, insegnare loro ad essere particolarmente vigili ed a farsi vedere dai conducenti (utile allo scopo far indossare loro indumenti chiari o riflettenti).
  8. Insegnare ai bambini (ed ancora di più agli adolescenti) a non usare telefoni, cuffie e dispositivi elettronici vari durante l’attraversamento della la strada.
  9. Essere consapevoli che gli altri (pedoni, guidatori, ecc.) possono essere distratti, e dare l’allarme quando si vede qualcuno che è in pericolo.
  10. Se i bambini hanno bisogno di utilizzare un telefono cellulare, insegnare loro a smettere di camminare e mettersi in un luogo sicuro per parlare.

Dalla stessa piattaforma abbiamo inoltre una infografica interattiva molto utile da mostrare ai bambini, per insegnare i comportamenti corretti nel camminare per strada.

La piattaforma citata riporta molte altre risorse, utili ad educatori e genitori. E tanto altro materiale informativo ed educativo è presente sui siti del Child Safety Europe e del WHO.

Il Piedibus

Il Piedibus, nato in Danimarca diversi anni fa con lo scopo di promuovere l’esercizio fisico nei bambini, si è ormai diffuso anche in Italia. Il progetto nacque con lo specifico scopo di combattere il crescente fenomeno dell’obesità infantile, ma si è rivelato poi utile anche per promuovere la socializzazione e l’autostima dei bambini e per ridurre il traffico veicolare nei pressi delle scuole. In pratica, i bambini, anziché prendere l’autobus o lo scuolabus, alla “fermata” piedibus si aggregano ad una comitiva guidata da alcuni addetti fino a scuola, e viceversa al ritorno a casa. Il Piedibus è organizzato come un vero autobus, con linee, fermate, orari, autista, controllore e regolamento: “trasporta” i bambini dalla fermata più vicina a casa fino a scuola in modo sicuro, ecologico e salutare. I bambini vengono accompagnati da due responsabili adulti, un “autista” davanti ed un “controllore” che chiude la fila. Il servizio è generalmente garantito negli orari di ingresso alle scuole (es. dalle ore 8,00) attraverso volontari (compresi i genitori degli stessi alunni) e personale comunale. L’organizzazione dei Piedibus è curata da Comuni, ASL, scuole o associazioni.

Tra le tante iniziative riuscite in Italia sul Piedibus, segnalo il progetto esperienze “I bravi Piedoni” condotte in Puglia dal laboratorio ElaborAZIONI.

L’educazione stradale, a scuola e non solo

Come detto, è fondamentale insegnare ai bambini ad essere prudenti ed a comportarsi in modo adeguato quando sono per strada. Esistono ormai numerose tecniche, metodologie e programmi di educazione stradale, diverse per tipologia didattica e per età dei bambini a cui sono destinate. Tra le tante ottime esperienze, richiamo in particolare:


Le iniziative

Tra le iniziative di sensibilizzazione e partecipazione in tema di sicurezza stradale per bambini e ragazzi segnalo in particolare un paio di azioni significative.

 “La mia scuola va in classe A”

Si tratta di un progetto pilota promosso dal Comune di Venezia nell’ambito del programma P.U.M.A.S. (Pianificare una mobilità urbana regionale sostenibile nello spazio alpino), e prevede la sperimentazione di percorsi di progettazione partecipata utili a pianificare interventi sistematici nelle aree intorno alle scuole per migliorarne i livelli di sicurezza stradale ed ambientale. Sono coinvolte le scuole elementari e medie del Comune, con l’attuazione di interventi sperimentali a basso costo. I risultati diventeranno poi strumento concreto per l’elaborazione di un documento di Linee Guida da diffondere a tutti i Comuni della Regione, per incentivarli ad approvare nuovi piani di accessibilità sostenibile alle scuole. Rimando al sito del progetto (scuolainclassea.eu) e ringrazio Chiara Fantin per la segnalazione.

#SaveKidsLives

#SaveKidsLives è la campagna mondiale coordinata dal gruppo di collaborazione delle Nazioni Unite Global Road Safety. E’ stata lanciata in occasione della terza Settimana delle Nazioni Unite sulla Sicurezza Stradale, con lo scopo di chiedere ai governi di tutto il mondo di impegnarsi per intervenire in occasione della Conferenza mondiale sulla Sicurezza Stradale in programma a Brasilia (dal 17 al 19 Novembre 2015). La campagna chiede un intervento urgente per salvare vite umane sulle strade di tutto il mondo. Invito chiunque abbia davvero a cuore questo tema a sottoscrivere la campagna.

#Gitesicure

Aggiungo, infine, una indicazione per i viaggi di istruzione e le gite scolastiche. Con la circolare ministeriale numero 674 del 3 febbraio 2016, diretta a tutti gli uffici periferici e a ogni dirigente scolastico, il Ministero dell’Istruzione (MIUR) ha inviato un documento elaborato dalla Polizia Stradale, nel quale si richiamano gli insegnanti a verificare l’idoneità dell’azienda di trasporto delegata a portare i ragazzi in occasione delle gite di classe (i famosi “viaggi di istruzione”). per le scuole: il consiglio è quello di avvalersi, per le gite di classe, di aziende di trasporto in possesso della certificazione ISO 39001 (inserendolo ad esempio come criterio per le gare), allo scopo di dimostrare l’attenzione dei presidi alla sicurezza stradale di ragazzi e professori.


Ciak si Guida: il Film Festival della Sicurezza Stradale rivolto alle scuole.

Anche i video e gli spot costituiscono un elemento di notevole efficacia per sensibilizzare bambini e ragazzi e fare assumere loro comportamenti corretti e prudenti. E non parlo solo di quelli diffusi da web e TV, ma anche di progetti realizzati dagli stessi ragazzi.. Con i concorsi rivolti alle scuole essi stessi possono infatti ideare e girare un video sulla sicurezza stradale e competere per la migliore realizzazione.

Uno dei più importanti è CIAK SI GUIDA, concorso nazionale rivolto alla scuola primaria e secondaria di I e II grado per la realizzazione di spot di educazione alla sicurezza stradale.

Il concorso torna ora nella sua 9a edizione. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le nuove generazioni sul corretto comportamento da tenersi sulla strada, in particolare comprendere l’importanza del rispetto delle regole, sviluppando una maggiore capacità di percezione dei “rischi” al fine di preservare il valore della vita di tutti.

Come riporta il sito del Comune di Milano (al quale rimando per tutte le informazioni del caso), partecipare è semplicissimo: basta realizzare uno spot sulla sicurezza stradale attraverso tecnologie multimediali che permettono di esprimere abilità creative, comunicative e tecniche. Questo denominatore comune favorisce la socializzazione in team e permette ai partecipanti di trasformarsi in registi, attori, sceneggiatori, musicisti e intraprendere un percorso formativo orientato verso una “peer education”.

Una giuria specializzata valuterà i filmati pervenuti, decretando i vincitori, premiati nella giornata conclusiva del contest, 8 aprile 2016, con la partecipazione di tutte le scuole interessate. Durante lo spettacolo teatrale a tema, ospitato in un teatro di Milano, verranno proiettati gli elaborati prescelti.

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Qui di seguito, infine, alcune mie domande ad Antonio Barbato, Capo di Gabinetto della Polizia Locale Milano e ideatore del progetto, e Susanna Toffetti, dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale.

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Quale è il contesto in cui è nato il concorso Ciak si Guida ?

La Polizia Locale Milano da più di 40anni entra nelle scuole della città per promuovere la cultura dell’educazione alla sicurezza stradale, avvalendosi di personale fortemente motivato e puntualmente aggiornato con corsi di formazione per essere sempre al passo con i cambiamenti generazionali.

“Ciak si Guida” nasce in questo contesto. Con la diffusione di nuove tecnologie ormai alla portata di tutti, e gradite particolarmente dai ragazzi, ci è sembrato naturale coinvolgere i giovani chiedendo loro di realizzare uno spot (della durata massima di un minuto). In questo modo è possibile affrontare l’argomento in classe, non più solo con noiose istruzioni e regole da rispettare, che a volte contrastano con la voglia di trasgressione tipica dell’adolescenza, ma anche con una modalità “divertente” e partecipata. Chiediamo infatti a loro di trasformarsi in registi e sceneggiatori, e che la loro idea ed il loro progetto vengano poi condivisi. E, chissà, possano anche diventare una campagna in sostegno alla diffusione di comportamenti sicuri sulla strada.

Come è evoluta negli anni questa iniziativa?

La prima edizione è stata proposta nelle scuole della città, ma in breve tempo il concorso è cresciuto ed è stato esteso alla scuola primaria ed a quella secondaria di I e II grado di tutto il territorio nazionale. Dal punto di vista comunicativo quello che arriva è sempre una bella sorpresa. La disparità del livello tecnico a volte è molto grande, e dipende dal fatto se c’è stato o no il supporto tecnico/economico da parte delle Istituzioni che a volte intervengono in sostegno dell’educazione stradale.

Qual è il criterio seguito per la selezione dei filmati?

Ci teniamo a precisare che quello che viene valutato in fase di selezione è l’idea, il messaggio da condividere tutti insieme nell’evento finale, che si tiene a Milano: una festa dell’educazione alla sicurezza stradale durante la quale proiettiamo i migliori filmati e che premiamo consegnando il nostro oscar – il “Vigile 1860” – e strumentazioni multimediali che restano in dotazione alla scuola.

Un pensiero finale…

L’esperienza maturata fin qui ci fa essere consapevoli di quanto sia difficile attrarre l’attenzione dei giovani e fornire loro gli strumenti per una crescita personale necessaria affinché adottino comportamenti sicuri sulla strada. In questo senso, crediamo di dare con CIAK SI GUIDA un contributo efficace e significativo.


Borghetto Lodigiano, 11 gennaio 2012. Una mamma accompagna a scuola i suoi figli. Parcheggia la sua Bmw 320 e fa scendere la sorellina di 3 anni dal seggiolino nella parte posteriore della vettura. Il fratellino, di cinque anni, scende inavvertitamente dall’altra porta, sempre nel retro della macchina, proprio mentre…

…arriva un SUV guidato da un altro genitore.

Il bambino viene colpito alla testa e poi schiacchiato. Muore sul colpo.

Quali sono le cause? La distrazione della mamma che fa scendere il figlio dall’auto senza assicurarsi che non stia sopraggiungendo un altro veicolo? La disobbedienza del bambino alla mamma, che forse gli aveva detto di non scendere? La difficoltà per chi guida un SUV di vedere i bambini nei pressi di un asilo a causa della loro bassa statura? Indipendentemente dall’esito dell’accertamento delle responsabilità, la cosa è avvenuta, e non avrebbe dovuto. E ne avvengono spesso tante altre, in modo del tutto analogo.

Abbiamo parlato di educazione stradale per i bambini. Ma forse un bel corso obbligatorio di educazione stradale da tenersi nelle scuole materne ed elementari e rivolto ai genitori (!) sarebbe una delle migliori cose da fare! Perchè non invitare i ministri competenti (responsabili di istruzione, salute ed infrastrutture) a prendere la cosa in considerazione?


Invito a contattarmi i responsabili di scuole e poli scolastici interessati ad attivare iniziative educative sulla sicurezza stradale o piani di mobilità casa-scuola