Guidare in modo sicuro, efficiente e pulito è importante. Ma non basta avere una patente.

Saper guidare bene la propria auto (o il proprio veicolo di lavoro) è molto più importante di quanto non si pensi.

Si può risparmiare carburante (e quindi denaro), si riduce il rischio di incorrere in incidenti stradali, si riducono le emissioni in atmosfera di inquinanti e di gas serra, si diminuisce il livello del rumore del traffico, e così via.

Ma non basta avere una patente in regola, soprattutto nel caso di uso dei veicoli per ragioni lavorative. Occorre continuare a “formarsi”

Il problema

Sappiamo bene che, dopo la Scuola Guida, non è richiesto per legge un aggiornamento della formazione o dell’addestramento alla guida per i conducenti “non professionali”. Tuttavia, molte persone, pur essendo, appunto, “non professionali”, utilizzano l’auto molte ore a settimana per motivi di lavoro. Ecco, dunque, che questo mancato aggiornamento, sia con riferimento alla conoscenza delle regole del Codice della Strada che con riferimento alla capacità di guida, può diventare un problema di sicurezza, propria ed altrui. Anche perchè, evidenzio che il conducente è uno degli elementi fondamentali del “sistema guida”, e quando non “funziona” a dovere si rischia sul serio l’incidente.

Il contesto

Il contesto è naturalmente quello della vita di tutti i giorni, in cui chiunque di noi si muova per lavoro su strada incontra, intorno a sè, altri guidatori di ogni età e tipologia, esperti e non, professionali o meno, che hanno fretta o meno, distratti da un telefono o meno, ecc. Ed ognuno con il suo livello, alto, basso o nullo, di preparazione rispetto alle situazioni che si incontrano in strada. Gli imprevisti quindi possono essere innumerevoli. Ed è importante essere preparati.

La soluzione: mantenere aggiornata la propria “formazione” rispetto alla guida dei veicoli.

Ecco quindi che diventa quantomeno opportuno, se non necessario, mantenere alto negli anni il livello della formazione ed addestramento rispetto alla guida su strada, magari acquisendo elementi e tecniche che rientrano negli ambiti conosciuti come “guida ecologica”, “guida sicura” o “guida difensiva”. Cerchiamo di capirne di più.

L’uomo è il miglior “dispositivo di sicurezza” di un veicolo, a patto che sia correttamente preparato e formato. Ci si ritrova spesso a guidare veicoli ultramoderni e sicuri con le stesse tecniche di cinquant’anni fa, e questo vanifica in buona parte l’aumentata efficacia della tecnologia. Da questa circostanza sono nati i primi corsi di guida sicura, dove, ricreando artificialmente in pista situazioni di pericolo, si porta il conducente ad esagerare fino all’errore, insegnandogli poi come rimediare. E questo è già stato un passo in avanti. Sono poi arrivate la “guida difensiva” e la “guida ecologica”, altre due particolari metodologie didattiche, che è opportuno oggi siano applicate fin dall’apprendimento delle prime nozioni di guida. Sono in realtà strettamente legate tra di loro, e puntano l’una a far acquisire una mentalità diversa nel traffico reale (in modo da porsi nella condizione di prevenire le situazioni di pericolo e di prevedere le giuste contromisure da attuare nel caso in cui questa situazione si dovesse comunque verificare), l’altra ad applicare le corrette tecniche di utilizzo di un veicolo moderno al fine di ridurre, anche sensibilmente, consumi, inquinamento ed usura degli organi meccanici (come anche lo stress del conducente), arrivando quindi ad aiutare sia l’ambiente che la sicurezza.

Apprendere questa “filosofia” di guida e farla propria significa ridurre ed eliminare moltissime situazioni di pericolo e di incidente. I benefici sono rilevanti anche con riferimento al livello di traffico nelle aree urbane, come è evidente pensando a stili di guida più fluida, caratterizzati dall’evitare bruschi cambi di velocità. Il conducente e i passeggeri sono molto meno stressati, e quindi più concentrati e sicuri. Ed anche i benefici ambientali (ed economici) di una guida corretta sono notevoli. Con uno stile di guida adeguato si raggiunge la destinazione senza aumentare nella sostanza il tempo del viaggio, e ottenendo tuttavia riduzioni delle emissioni e dei consumi anche fino al 20%. E calano sensibilmente anche il rumore emesso e la CO2 prodotta. Da non sottovalutare poi che, in questo modo diminuiscono le sollecitazioni su freni, pneumatici e componenti meccanici vari, aumentando l’intervallo di tempo necessario per la manutenzione.

Come è ormai chiaro, la formazione rispetto alle corrette tecniche di guida di fatto dovrebbe partire fin dall’origine. Certo è che se fin dall’esame di guida, e a cascata poi ad ogni occasione di contatto con l’utente, venisse imposto l’aggiornamento a tutti i conducenti, i benefici sarebbero davvero immensi. Già applicare le direttive obbligando chi insegna e chi esamina ad essere formato correttamente in materia sarebbe un gran passo avanti.

Cosa fare?

L’importanza di essere consapevoli di cosa si fa al volante è il fondamento su cui si basa la sicurezza stradale. Consapevolezza dei propri limiti, delle proprie capacità, consapevolezza ambientale, consapevolezza di guidare un veicolo che può essere pericoloso come un’arma.

Come arrivarci? Sicuramente investendo con decisione nella formazione e nell’addestramento, a partire dai giovani, e senza però fermarsi al momento di ottenimento della patente. Anche chi già è patentato dovrebbe essere formato rispetto al tenere una guida altrettanto efficiente e responsabile, per poter ottenere un contesto generale di sicurezza reale. E questo vale anche (e soprattutto) per le situazioni di guida in occasione di lavoro.

Pur in assenza di specifiche disposizioni di legge, il mio invito, rivolto sia ai privati che ai responsabili della sicurezza delle varie organizzazioni, è quello di investire nell’aggiornamento e nella formazione alla guida anche in età adulta e per i conducenti “non professionali”. La sicurezza di tutti non potrà che beneficiarne.


Ho scritto questo articolo con il contributo di Marco Mazzocco, Eco Coach esperto di guida efficiente e sicura, che ringrazio per la collaborazione.