I dati ACI-ISTAT degli incidenti stradali e le statistiche europee

ACI ed Istat hanno diffuso i dati sugli incidenti stradali del 2019. Confermando, se ce ne fosse ancora bisogno, che è definitivamente fallito l’obiettivo del decennio 2010-2020 di dimezzare le vittime dovute agli incidenti.

Nel 2019, in Italia si sono verificati circa 172mila incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.173 morti e circa 240mila feriti. Il numero di morti per milione di abitanti è pari a circa 53, superiore alla media europea.

A partire dal 2001, il numero dei morti dovuti all’incidentalità stradale è andato sempre diminuendo, fino al 2013. Poi, tale numero si è assestato intorno ai 3.200-3.400 morti/anno, interrompendo la tendenza alla diminuzione in corso fino ad allora. Andamento peraltro del tutto analogo a quello riscontrato a livello europeo (come testimoniato dal rapporto PIN n. 14 dello European Transport Safety Council – ETSC).

Non va poi dimenticato il grave problema economico direttamente connesso: il costo sociale degli incidenti stradali con danni alle persone è pari a circa 17 miliardi di euro (che arrivano a circa 23 considerando anche i costi degli incidenti senza danni alle persone)!

Si indaga su quali siano le cause di questo arresto del calo della mortalità. Quella che pare predominante è la distrazione in auto, fenomeno in deciso aumento negli ultimi anni, con numerosi casi di incidenti causati dall’uso dei cellulari.

Nei grafici seguenti potete esaminare i dati riferiti al contesto europeo (fonte: European Transport Safety Council – ETSC).

A livello mondiale, infine, il fenomeno è in preoccupante aumento, a causa della crescente motorizzazione nei Paesi meno sviluppati e delle condizioni di sicurezza stradale certamente meno avanzate rispetto al contesto europeo (per approfondire, consiglio questo rapporto della WHO). Le vittime degli incidenti ogni anno ammontano a ben 1,35 milioni in tutto il mondo. Ed inoltre:

  • La maggior parte (93%) dei decessi si verifica nei paesi a basso e medio reddito, anche se questi paesi hanno solo circa il 60% dei veicoli circolanti in tutto il mondo;
  • Le vittime del traffico stradale sono la prima causa di morte tra i giovani (età tra i 5 ed i 29 anni);
  • il rischio di morire in un incidente stradale “dipende da dove si vive” (i tassi di mortalità più alti sono nella regione africana, mentre quelli inferiori in Europa);
  • Oltre la metà dei decessi stradali riguarda pedoni, ciclisti e motociclisti.

Sempre in base al rapporto citato, emerge che un certo numero di paesi ad alto e medio reddito, nonostante l’aumento della motorizzazione, sono comunque riusciti a ridurre le morti per traffico stradale.

Ma, evidentemente, la strada verso l’eliminazione delle morti per incidenti stradali è ancora molto lunga.