A Bologna c’è UniBike, l’Università della Bicicletta. Lucia Bruni ci spiega come è stata pensata e realizzata.

UniBike - Università della BiciclettaChe siate ciclisti professionisti, amatori, utilizzatori saltuari o anche pigri automobilisti, non potete ignorare iniziative come UniBike (o “Università della Bicicletta”, per capirci). È una lodevole serie di eventi in corso a Bologna, che prevede un insieme di incontri, nell’arco di diverse settimane, con esperti legati al mondo della bici, e dove chiunque può imparare tutto sulla ciclabilità, conoscere i nuovi sistemi ed imparare in prima persona i trucchi del mestiere. Sarebbe bellissimo se ogni città potesse realizzare la propria Università della Bicicletta, a servizio dei propri cittadini. Ma come si organizza una cosa del genere?

Lucia Bruni, responsabile dell’organizzazione di UniBike, ci racconta cosa è stato fatto a Bologna per far partire questa iniziativa. Può essere una buona linea guida da seguire per ogni città interessata a replicarla.

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“Per i temi delle lezioni ci siamo ispirati al Lacu di Roma (Libero Ateneo del Ciclismo Urbano), e per individuare i docenti ho scelto di rivolgermi al più ampio raggio possibile di realtà associative e non associative, sia per creare l’occasione di un contatto e un coordinamento, sia per aiutare i partecipanti a rendersi conto della varietà del pianeta della bicicletta e delle sensibilità presente in città su questi temi.

Concretamente ho contattato la Fiab, il gruppo degli appassionati di reclinate, le associazioni sportive dilettantistiche che si occupano di ciclismo, un’associazione studentesca e di promozione sociale che si occupa di diversi progetti legati alla bici, l’Ufficio Mobilità di Reggio Emilia per il loro Biciplan, e figure e realtà in vario modo impegnate su questi fronti.

Abbiamo scelto per tenere le lezioni un luogo centrale della città in uno dei giorni della pedonalizzazione (i famosi “T-Days”) per cercare di integrarci con la proposta comunale di cambiare la cultura dell’uso e della presenza in centro. L’Urban Center ci ha offerto gratuitamente lo spazio per le lezioni e il service. Abbiamo chiesto il patrocinio del Comune di Bologna, e iniziato la campagna pubblicitaria con un mese di anticipo, su canali web (pagine eventi cittadini, facebook, giornali…) ma anche con volantini cartacei.

Ogni docente ha preparato autonomamente la propria presentazione. Abbiamo creato una pagina dedicata sul sito di Salvaiciclisti Bologna e un canale Youtube per mandare in diretta streaming le lezioni e lasciarle a disposizione per chi non potesse partecipare personalmente.

Abbiamo cercato di stimolare l’interesse ai temi con un questionario online sull’uso della bicicletta, e di motivare la partecipazione chiedendo l’iscrizione al percorso con un modulo da compilare. Man mano che arrivavano le iscrizioni ho risposto a ciascun iscritto ringraziandolo e chiedendogli di condividere la notizia tra i suoi amici e conoscenti.

Abbiamo creato un ‘libretto universitario’ da dare ai partecipanti per attestare la loro presenza alle lezioni e suggerire la campagna del limite dei 30 km/h in città giocando sul “30” come voto degli esami.

Abbiamo creato un accordo con l’associazione che si occupa delle aste di biciclette per stabilire un piccolo incentivo alla partecipazione, consistente nell’attribuzione di un biglietto gratuito per la ciclo-lotteria che si terrà durante l’asta.

Tutto è stato finalizzato allo scopo di creare non solo un’attenzione all’evento, ma anche di fare sentire le persone protagoniste di quello che stava succedendo, per fare capire che è indispensabile l’adesione di tutti per cambiare la cultura dei trasporti in città.

Il nostro desiderio è di continuare il progetto, portandolo in altri ambiti magari con attenzioni più specifiche, come l’uso della bici per andare a scuola o al lavoro, l’uso della bici durante i mesi invernali, la sensibilizzazione degli utenti motorizzati, l’integrazione con gli altri progetti comunali ed associativi per la promozione della bicicletta e della mobilità sostenibile.”

Risorse:

Libero Ateneo del Ciclismo Urbano – http://lacu.bikesquare.org

Pagina dedicata sul sito di Salvaiciclisti Bologna http://salvaiciclisti.bologna.it/unibike/.

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Lucia Bruni -sLucia Bruni, laureata nel 2009 in Relazioni Internazionali a Firenze, ha poi frequentato a Pescara il corso in Mediazione con l’Area Balcanica, Adriatica e Danubiana. Dal 2012 collabora con l’associazione L’Altra Babele ai progetti di educazione alla mobilità sostenibile e alla ciclabilità. Con il comitato bolognese di Salva i Ciclisti ha organizzato l’Università della Bicicletta e segue diversi altri progetti per la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto in città.

Contatti: Lucia Bruni, +340-8102578; dodicimila@gmail.com.

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