Andrea Bottazzi ci parla del trasporto pubblico efficiente e pulito

25 agosto 2009
Autobus ibrido

Autobus ibrido

Cosa succede al trasporto pubblico urbano delle nostre città? Indipendentemente dall’uso (purtroppo ancora scarso) che ne facciamo, possiamo dire di avere un sistema di trasporto pubblico moderno, pulito ed efficiente? E quali sono le tendenze per il futuro? Ne parliamo con Andrea Bottazzi, ingegnere di ATC (gestore del servizio pubblico delle province di Bologna e Ferrara) ed esperto del tema.

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In alcune delle nostre città si assiste da qualche anno ad un positivo e lungamente atteso rinnovamento delle flotte degli autobus per il trasporto pubblico urbano (anche se sono però ancora molti gli ambiti nei quali i servizi vengono svolti con mezzi obsoleti ed inquinanti). Potresti darci una panoramica concernente le migliori realtà italiane in tema di tecnologie pulite per il trasporto urbano con autobus?

Per quello che riguarda il nostro paese a parte i casi di sviluppo dei sistemi in sede propria (metropolitane e tramvie) per quanto riguarda gli autobus si è assistito:

  • ad uno sviluppo ulteriore dell’alimentazione a metano: casi di Roma, Torino, Bologna e Ferrara, tra gli altri;
  • all’acquisto di filobus : casi di Genova, Milano, Lecce, Bologna;
  • al rinnovo degli autobus con autobus con emissioni rispettose degli standard euro IV ed euro V


Non si è sviluppata la trazione ibrida anche se è unanimemente riconosciuta una delle risposte del futuro.

Cosa succede invece in Europa? Possiamo dire di essere allineati con le migliori esperienze europee?

Per quanto riguarda il trasporto con infrastrutture in sede propria (es. tram, metropolitane), l’Italia rimane tragicamente il fanalino di coda.

Per quanto riguarda gli autobus siamo nella media europea. Si osserva che in tutta Europa, e in Italia in particolare, i finanziamenti statali (che passano poi per le regioni) per il rinnovo della flotta si sono drasticamente ridotti, tanto che alcuni costruttori di autobus non vedono più il vecchio continente come fattore essenziale del business dell’autobus. In Gran Bretagna invece è in atto un forte finanziamento pubblico per autobus ibridi (si parla di migliaia di veicoli…).

Riguardo alla trazione a metano è fondamentale la realizzazione del grosso piano di costruzione di rigassificatori, il secondo dei quali, realizzato a Rovigo, è entrato in funzione da poco. Possiamo dire che sul lungo termine il metano sarà un sistema di trazione affidabile in termini macroeconomici e con una disponibilità elevata.

Quali sono le tendenze del momento in termini di nuove soluzioni pulite per la trazione degli autobus (a livello di alimentazione, tecnologie, ecc.)?

Al momento lo standard Euro V per i veicoli a gasolio e l’alimentazione a metano sono i sistemi più rispettosi dell’ambiente per le motorizzazioni tradizionali.

I filobus sono “ZEV” (veicoli a zero emissioni) se alimentati dalla linea elettrica, cosi come i veicoli elettrici a batteria (questi ultimi però non potranno mai essere una soluzione di rete,  perchè al massimo possono arrivare a 9,5 m di lunghezza, altrimenti si corre il rischio di “trasportare più batterie che passeggeri”). Chiaramente dovrà essere prodotta sia per i filobus che per gli elettrici energia elettrica apposita per alimentarli.

I veicoli ibridi riducono le emissioni nocive e l’emissione di CO2, con prestazioni migliorative rispetto agli autobus con motorizzazioni tradizionali.

Si rileva inoltre che in Italia non sono ancora sviluppate politiche statali sui biocarburanti di origine non vegetale.

Quali sono in Italia i principali ostacoli alla diffusione di soluzioni davvero pulite per il trasporto pubblico (per tecnologie, carburanti, ecc.)?

Il rinnovo della flotta con piani di rinnovo coerenti. Ad esempio, al momento si possono “rottamare” in Emilia Romagna autobus con 15 anni di vita. L’età media del parco autobus non dovrebbe superare, quindi, i 7,5 anni, mentre a Bologna (ad esempio) era di 8,5 anni a fine 2008. Il vero problema è quindi la mancanza di fondi per il rinnovo delle flotte. Consideriamo che gli autobus più vecchi (con età di 20 anni e più) non hanno certo il comfort e l’accessibilità di quelli odierni, e inquinano molto di più.

Le tue impressioni ed il tuo auspicio per il futuro.

Credo che il TPL possa essere una risposta importante per la mobilità sostenibile del futuro. E’ necessario che da fenomeno importante ma non strategico venga considerato, qual’è, un aspetto strategico dei tessuti urbani. Si pensi che un aumento della velocità commerciale lungo le linee porterebbe una grande riduzione di emissioni lungo la linea stessa.

Le tecnologie basate sull’idrogeno si sono dimostrate invece molto lontane dal lancio effettivo sul mercato. Sul mercato USA, le ripercussioni più evidenti della nuova politica ambientale hanno fatto riconsiderare l’utilizzo del metano per grandi flotte, che peraltro esistevano già, e rimandato più in là lo sviluppo della trazione con alimentazione a idrogeno. Al momento tutti i costruttori più importanti hanno annunciato la produzione in serie di autobus ibridi.

Nell’ambito dei risparmi energetici, infine, deve essere riconsiderato ruolo del personale viaggiante (cioè dei conducenti), il cui stile di guida che può incidere sino al 20% sui consumi del veicolo. Azioni “culturali” sulla sostenibilità portate avanti sul personale viaggiante avrebbero significative ripercussioni per l’ambiente e per i bilanci degli operatori del TPL.

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Tags: autobus, trasporto pubblico

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