Trasporti, energia, emissioni ed effetto serra: intervista a Daniel Tarozzi

Incontriamo oggi Daniel Tarozzi, direttore responsabile del progetto editoriale Il Cambiamento, testata giovane ma già seguitissima nel panorama dell’informazione indipendente. Parliamo con lui dei sempre più urgenti temi relativi alla sostenibilità del nostro modo di muoverci e, più in generale, di vivere.

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Il settore dei trasporti e della mobilità è uno dei più importanti (insieme all’energia, all’industria, all’agricoltura) nel contribuire alle emissioni di gas serra dovute alle attività umane, responsabili dei mutamenti climatici in atto. Quali sono gli scenari che si prospettano per il clima del pianeta?

Non sono in grado di dipingere scenari futuri. Quello che è certo è che nel nostro presente i danni dovuti all’inquinamento e alle emissioni sono evidenti. I problemi più grandi li vivono come al solito i paesi meno coperti dai mass media: le isole in mezzo all’Oceano, i paesi africani, quelli asiatici. Si scherza sempre sul fatto che “non esistono più le mezze stagioni”, ma è anche vero che a Roma ormai assistiamo ad un fenomeno che richiama i monsoni indiani tra maggio e giugno… Possiamo continuare a far finta di niente, ma il risveglio sarà poi più doloroso… Inoltre, non dobbiamo mai dimenticare che il problema mobilità non ha solo risvolti ecologici o ambientali. Il vero dramma della mobilità basata sull’automobile è la disgregazione sociale, la rabbia, la frustrazione, che questo sistema genera ogni giorno in milioni, forse miliardi di persone. Malattie, incidenti, omicidi, stress, infarti…

Si parla molto di Protocollo di Kyoto, strategia 20-20-20 ed altre strategie intraprese in questi anni. Sono sufficienti le iniziative prese dagli organi di governo nazionali ed internazionali per far fronte ai cambiamenti climatici?

Difficile valutare l’efficacia di queste strategie in un Paese come l’Italia che sta facendo poco o niente per cambiare le cose. In linea di massima credo che queste strategie siano necessarie, ma non sufficienti.

Riflettiamo sul trasporto su strada, ed in particolare sul trasporto privato in auto. Ci sono diverse tecniche e metodologie che si possono utilizzare per ridurne gli effetti negativi (favorire il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile, ecc.), ma si fa fatica a metterle in pratica. Si tratta forse di un “problema culturale”?

Assolutamente sì. Tutti si lamentano ma nessuno è disposto a cambiare le proprie abitudini o a rinunciare alla presunta comodità dell’automobile privata. Vorrei poi capire in cosa consista questa comodità- Nel girare anche un’ora e mezzo per trovare un parcheggio? Nel pagare le multe sempre più salate per parcheggio in doppia fila? Nell’accelerare e inchiodare a ogni semaforo? Io ho dato via l’auto da due anni, ma ricordo ancora i pianti e lo sconforto di alcune nottate passate a cercare un posto… Si vive meglio senz’auto. Si risparmiano un sacco di soldi, che si possono reinvestire in taxi, car sharing, mezzi pubblici, bicicletta, motorino. Certo, ci vorrebbe una rete di mezzi pubblici molto ma molto più efficiente. Ma cominciamo ad abbandonare l’auto. E poi potremo andare dai nostri politici e PRETENDERE una mobilità diversa.

Uno dei principali problemi legati alla mobilità è dato dal consumo di risorse energetiche, in primis di combustibili fossili. La questione della strategia energetica nazionale, soprattutto in questo periodo, è molto dibattuta. Quale dovrebbero essere le linee di intervento da seguire per garantire ad ognuno il soddisfacimento dei propri bisogni nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente (cioè della nostra qualità della vita)?

Ridurre gli sprechi, ridurre i consumi e poi chiedersi quale energia utilizzare. Il dibattito sulle rinnovabili è un falso dibattito. Finché non si punta seriamente all’efficienza e al risparmio energetico non c’è energia alternativa che tenga. Paradossalmente, è molto più ecologica un auto a benzina che fa 100 chilometri con un litro che un auto elettrica… Tutti pensano che l’auto elettrica sia la soluzione… Ma non ci si rende conto che si sposta solo il problema. L’energia viene prodotta tramite fonti fossili e nucleare!!! E non ci saranno mai abbastanza pannelli solari da poter far circolare centinaia di milioni di automobili…

Daniel Tarozzi

Daniel Tarozzi

Infine, questo è uno spazio a tua disposizione per esprimere il tuo pensiero, da rivolgere a chi vuoi.

Io credo che non ci siano regole valide per tutti. Se si abita in città e non si hanno problemi motori l’automobile secondo me va eliminata. Ma se si abita in campagna è ovvio che questo mezzo si rende necessario. Un auto poco inquinante è meglio di un auto più inquinante, ma non dimentichiamoci che ogni volta che cambiamo automobile, contribuiamo all’inquinamento dovuto alla produzione della stessa oltre che allo smaltimento della precedente. Insomma, non ci sono soluzioni valide per tutti. Il mio invito è sempre lo stesso: riprendiamoci il senso delle cose, domandiamoci cosa si nasconda dietro ogni oggetto, dalla sua produzione, al suo, al suo smaltimento, e poi decidiamo quale sia la nostra soglia di compromesso…

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Daniel Tarozzi sarà presente all’edizione 2011 della mostra-convegno internazionale “TerraFutura” a Firenze.

 

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