Mobilità, trasporti e sicurezza nelle città degli Stati Uniti: ecco cosa ho visto di persona.

Washington

E’ bastato trascorrere un paio di giorni a Washington per vedere un perfetto esempio di come una città sia attenta alle esigenze di tutti coloro che si muovono, siano essi residenti, pendolari o visitatori occasionali.

Un trasporto pubblico efficiente e puntuale, non solo sottoterra (con una buona metropolitana), ma anche in superficie, con autobus attrezzati per il trasporto delle bici. Ed a proposito delle biciclette, c’è una grande attenzione per chi la usa in città. Spazi preferenziali agli incroci per le bici davanti alle auto, una bike station accanto alla principale stazione con funzione di officina, noleggio e ricovero bici, box chiusi con chiave vicino alle fermate della metro per il ricovero notturno, e naturalmente un servizio di bike sharing di ultima generazione.

Ma anche chi si muove a piedi o in auto è facilitato nel suo spostamento: semafori con il conto alla rovescia, parcheggi da pagare via cellulare, car sharing di ultima generazione (il famoso Car2Go, forse presto in arrivo anche in Italia).

E tutto questo in uno dei Paesi che, come è noto, ha sempre avuto una attenzione smodata (per usare un eufemismo) nei confronti della mobilità con auto privata.

Se questi interventi sono stati fatti negli Stati Uniti, possono essere fatti anche da noi. Ed in effetti qualcosa si vede anche sulle nostre strade, anche se non ancora con una organizzazione “di sistema” come quella di cui vi ho raccontato. Ma si può fare tutto: sappiamo come si fa, con quali prodotti e come adattarlo ad ogni contesto. Ed i costi sono molto inferiori alle cosiddette “grandi opere” di italica fama, ma in grado, a differenza di quelle, di migliorare il vissuto quotidiano di milioni di persone, ed anche di creare tanta occupazione nel settore della mobilità in modo diffuso e continuato.

Ecco un breve video nel quale ho documentato quanto sopra… e c’è anche la chicca finale: un inaspettato incontro con una Google Car parcheggiata a bordo strada. Buona visione!

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Philadelphia

Stazione di Elkins Park. Due manifesti. Il primo pubblicizza gli sconti che si possono avere sull’uso di UBER per andare a prendere il treno, e ridurre così l’uso dell’auto propria anche per gli spostamenti di adduzione alle fermate del treno caratterizzate da scarsa offerta di sosta. Il secondo pubblicizza invece gli incentivi economici che le aziende possono avere con l’uso di veri e propri ticket mobilità, secondo il programma RideECO. Ogni mobility manager dovrebbe studiarlo. Niente da aggiungere, molto da imparare.

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New Orleans

Il disastro dell’uragano Katrina è stato enorme. Oggi la città è più pronta a reagire alle emergenze. Questo è uno dei punti di raccolta su scala cittadina che ho visto, a servizio delle persone che dovessero, malauguratamente, essere sotto ordine di evacuazione. Il programma si chiama Evacuteer, e costituisce, a tutti gli effetti, un vero e proprio piano di evacuazione su scala cittadina.

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