Stati Generali della Mobilità Nuova: le proposte del tavolo “Muoversi in Sicurezza”.

Stati Generali della Mobilità NuovaLa seconda edizione degli Stati Generali della Mobilità Nuova, appena conclusasi a Bologna (ed ottimamente organizzati dalla Rete Mobilità Nuova), ha visto confrontarsi decine e decine di persone: cittadini, tecnici e politici.

Moltissime le idee e le proposte avanzate in diversi campi d’azione, tutte aventi lo scopo di migliorare la mobilità delle persone. La speranza è che tutto questo lavoro non sia stato fatto invano, ma venga acquisito dai decisori politici per mettere in opera in buona parte (se non in toto) queste misure e queste proposte.

Diversi i tavoli di lavoro approntati per l’occasione, intorno ai quali cittadini e professionisti si sono confrontati su problemi e proposte. Io ho avuto il piacere di portare il mio contributo al tavolo “Muoversi in sicurezza”, ottimamente coordinato da Edoardo Galatola ed Alfredo Drufuca.

Qui di seguito riporto la sintesi finale, prodotta dai coordinatori del tavolo.

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Il contesto

La sicurezza stradale è strettamente connessa alle politiche del trasporto, e in generale della mobilità. L’incidentalità stradale non è ineluttabile: è un’emergenza che può essere sconfitta. A maggior ragione per l’utenza vulnerabile della strada, e in particolar modo per quella non motorizzata, vero motore, insieme al TPL, della mobilità sostenibile. Oggi siamo in un momento particolare. C’è forte attenzione e forte dinamica, anche a livello legislativo (a dimostrazione dell’interesse), ma ancora nessun risultato è stato raggiunto.

Occorre pertanto un ulteriore sforzo, ma soprattutto una forte volontà politica (come dimostrano gli intoppi, non casuali, sorti in Senato per frenare ad esempio l’approvazione della legge delega sul Codice della Strada). Serve inoltre un coordinamento, ad esempio tra i diversi ministeri e soggetti interessati per far convergere le proposte (a tal proposito, si potrebbe riprendere a lavorare sul Master Plan della mobilità ciclistica…). È importante pensare all’esempio dell’Olanda, quando da una grave crisi (quella petrolifera degli anni ‘70) si è deciso di uscire con un approccio nuovo, che ha portato alla realtà che conosciamo oggi.

Ed ccco gli spunti emersi dal tavolo di lavoro, raggruppati in tre categorie (i veicoli, il contesto, gli utenti).

1 – Veicoli più sicuri

  • Si propone l’adozione estesa dell’Intelligent speed adaptation (ISA), cui va affidato il rispetto generale dei limiti di velocità vigenti sulle diverse categorie di strada. Si aderisce alla campagna “Un filo di sicurezza”, recentemente lanciata per chiedere a Governo e Parlamento una rapida azione in questo senso. Si evidenzia che opportune forme di incentivo potrebbero favorire nell’immediato una applicazione “volontaria”, mentre norme specifiche potrebbero essere rapidamente emanate per le flotte aziendali e assimilate o per l’inserimento di tale requisiti nei bandi di gara per le flotte del car sharing.
  • Si propone di rendere obbligatorio l’uso delle “scatole nere”, capaci di registrare stili di guida e infrazioni, con conseguente riduzione della tariffazione delle polizze assicurative. Più in generale, attraverso esse si potrebbero trasformare, per quanto possibile, gli oneri fissi (di assicurazione e di circolazione) in tariffe “a consumo” intelligenti, che tengano conto, oltre che dei km percorsi, anche di altre variabili significative quali la disponibilità di modi alternativi e la vulnerabilità del contesto attraversato.
  • Si suggerisce di evidenziare il “livello di sicurezza” nei confronti dei terzi nelle caratteristiche dei veicoli (es. in caso di impatti incidentali).
  • Si propone di ritornare ad una tassazione proporzionale al peso del veicolo.

 

2 – Contesto più sicuro

  • Si richiama la possibilità di utilizzare in modo diffuso gli strumenti di rilevazione automatica delle velocità e di relativo sanzionamento in ambito urbano, il cui uso è oggi limitato ai soli assi di scorrimento.
  • Si propone l’obbligo di prevedere, da parte delle amministrazioni comunali, interventi di limitazione/chiusura al traffico in corrispondenza delle scuole durante gli orari di ingresso/uscita.
  • Si chiede di “riorganizzare”le città per tutelare gli anziani.
  • Si suggerisce di passare da “Zone 30” a “Città 30”, definendo cioè il limite di 30 km/h come la norma, e non l’eccezione nelle città.
  • Si chiede di stabilire un presupposto di “responsabilità” rispetto al livello di vulnerabilità degli utenti.
  • Si evidenzia l’importanza di raccogliere i dati sulla composizione modale ciclistica.
  • Si propone di raccogliere e divulgare i dati sull’incidentalità in modo dettagliato anche su scala locale, con georeferenziazione degli eventi e con lo studio della correlazione con le statistiche sanitarie.
  • Si chiede di introdurre con decisione le Analisi di Rischio per le reti stradali.
  • Si chiede l’attuazione di efficaci politiche di controllo della sosta, che eliminino il fenomeno della sosta illegale (sui marciapiedi o in doppia fila).
  • Si propone di procedere con una più adeguata manutenzione delle sedi stradali, il cui stato si è particolarmente degradato a seguito della crisi finanziaria degli enti locali (tali interventi, essenziali per la sicurezza, potrebbero in particolare essere oggetto di specifiche leggi di finanziamento e sottratti al calcolo del patto di stabilità, in particolare quando funzionali alla circolazione ciclabile).
  • Si suggerisce l’adozione di norme tecniche di indirizzo che consentano l’applicazione dell’intero insieme dei dispositivi di moderazione che da anni e con successo sono applicati in molti paesi nel mondo, ma in Italia sono ancora privi di sufficiente inquadramento normativo.

 

3 – Utenti più sicuri

  • Si propone di allargare il campo di applicazione del Testo Unico per la salute e sicurezza dei lavoratori anche all’ambito stradale, e di inserire nel Testo Unico un nuovo Titolo esclusivamente dedicato al Rischio Stradale.
  • Si chiede di inserire anche i modelli di organizzazione e gestione aziendale basati sullo standard ISO 39001 tra quelli citati nell’art. 30 comma 5 del Testo Unico 81/2008.
  • Si suggerisce di istituzionalizzare la figura dello psicologo del traffico in scuole guida, campagne pubblicitarie, etc.
  • Si propone di potenziare i momenti di formazione ed educazione stradale (es. con corso di aggiornamento al momento del rinnovo della patente di guida; con introduzione nelle autoscuole di elaborati specifici sulla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, con campagne di comunicazione sugli esiti dell’incidentalità; con maggiore educazione stradale a scuola, ecc.).
  • Si suggerisce di facilitazione la possibilità di stipulare polizze di assicurazione per le biciclette e di istituire consulte locali per la ciclabilità.

 

E qui, infine, l’elenco definitivo delle proposte che il tavolo propone per la “Carta di Bologna”:

  1. Promuovere la mobilità non motorizzata (oltre al TPL) anche per migliorare la sicurezza dei centri urbani.
  2. Passare da Zone 30 a “Città 30‟, definendo i 30 km/h come la norma e non l‟eccezione.
  3. Adottare i sistemi ISA (Intelligent Speed Adaptation) per un controllo delle velocità grazie alla tecnologia oggi disponibile.
  4. Sistematizzare e divulgare la raccolta dati sulla composizione modale degli spostamenti e sull’incidentalità su scala locale.
  5. Rendere obbligatorie analisi di rischio che permettano di individuare la priorità e l’urgenza degli interventi di mitigazione e messa in sicurezza attraverso strumenti quali i Piani della Sicurezza locali e le Valutazioni di Impatto sulla Sicurezza Stradale (VISS).
  6. Promuovere la sicurezza stradale in ambito lavorativo sia in fase di valutazione dei rischi che con la valorizzazione del possesso di certificazione ISO 39001.

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Fin qui quanto prodotto dal tavolo dedicato alla sicurezza stradale. Come detto, spero che queste proposte (come anche quelle emerse negli altri tavoli di lavoro) possano trovare ampia diffusione e sostegno da parte dei soggetti responsabili, a tutti i livelli, della mobilità delle persone.

Il tempo ci dirà molto presto se sarà effettivamente così.

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