Elenco delle (mie) 7 soluzioni al problema del traffico stradale di Firenze

Tre persone sono indagate nell’ ambito dell’incidente avvenuto il 21 maggio 2016 a Firenze, nel quale è deceduta la 78enne Paola Nicolucci

La legge sull’omicidio stradale è stata “spinta” negli ultimi mesi dal premier ed ex-sindaco di Firenze, dopo essere stata promossa, tra i tanti soggetti, anche da lodevoli associazioni fiorentine impegnate per la sicurezza stradale. E’ significativo osservare che il primo caso (o uno tra i primi) di applicazione della nuova legge sia riferito proprio ad un incidente avvenuto a Firenze. E’ altrettanto significativo (ed evidente) riconoscere che, per ridurre il rischio di morire sulle strade urbane, non basti promulgare una legge o inasprire le pene esistenti, ma occorra intervenire anche con azioni strutturali.

Ho vissuto alcuni anni a Firenze, e mi sono trovato spesso a dover affrontare attraversamenti di incroci con auto che giungono a forte velocità. Le situazioni di pericolo che lì ho percepito sono tante. Così come le possibilità di migliorare la situazione. C’è tanto lavoro da fare. E non solo in termini di sicurezza, ma anche in termini di gestione del traffico e di miglioramento dell’accessibilità.

Ho riflettuto a lungo sul perché questo problema qui è forse ben più grave che rispetto ad altre città (non solo per chi si muove in auto, ma anche a piedi, in autobus, in bici, ecc.). É certamente vero che le caratteristiche morfologiche e territoriali della città non aiutano, ma si può fare molto già da subito, con interventi dalla realizzazione relativamente rapida e dai costi non esorbitanti.

Ecco le sette soluzioni al problema del traffico di Firenze, da me presentate al pubblico in occasione di vari incontri (ad esempio in occasione del convegno “(Im)mobilità (in)sostenibile) e nell’ambito del progetto Confronti Creativi.

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1 – Migliorare il servizio di trasporto pubblico.

Questa soluzione è attuabile semplicemente riorganizzando le linee attuali, senza dover necessariamente aumentare il numero di uomini, mezzi e percorrenze (per quanto questo non sarebbe affatto sbagliato, anzi). Molte delle linee sono organizzate su percorsi tortuosi ed ingarbugliati, che aumentano inutilmente i tempi di percorrenza dei passeggeri e impediscono di sfruttare adeguatamente la possibilità di interscambio tra le linee stesse. Semplicemente “raddrizzando” molti dei percorsi attuali è possibile rendere le linee più veloci e più adatte agli interscambi. A costo zero.

2 – Ridurre i sensi unici e realizzare nuovi parcheggi.

Molti quartieri della città (e non parlo del centro storico) sono letteralmente invasi dalle auto in sosta, anche laddove non ci sono particolari punti di attrazione. Occorre realizzare dei parcheggi sfruttando le numerose aree dismesse in città, per alleggerire il carico della sosta su strada “sotto casa”. La riduzione del numero di stalli su strada consentirà di eliminare in moltissime strade la disposizione a “spina di pesce”, ridisponendo gli spazi di sosta in parallelo al marciapiede. Questo intervento, realizzabile in decine e decine di strade della città, consentirà di riportare in queste strade il doppio senso di circolazione, eliminando gli attuali sensi unici e riducendo enormemente le percorrenze veicolari delle auto (che oggi sono costrette a percorsi lunghi e tortuosi a causa del grande numero di sensi unici in vigore).

3 – Migliorare gli schemi di circolazione: più rotatorie, meno semafori e più efficienza.

In numerosi punti della città gli incroci possono essere regolati da rotatorie invece che da semafori, con riduzioni notevoli delle code e della congestione. Va ripensato inoltre lo schema di circolazione principale della città. Il nodo della Fortezza è un esempio emblematico: è stato realizzato un enorme schema a rotatoria, esteso quanto inutile ed inefficiente, che alterna colli di bottiglia in cui si procede a passo d’uomo con tratti in cui la strada sembra una enorme pista da competizione. Lo spazio complessivo è davvero tanto, ma deve essere razionalizzato e riorganizzato alla radice, in modo da ridurre gli inutili allungamenti di percorso a cui oggi si è costretti e che influiscono sulla circolazione dell’intera città.

4 – Estendere il servizio e la rete su ferro (tram e treno).

Ogni città europea in cui il traffico non costituisce un problema possiede una rete di trasporto pubblico su ferro – tram e treno locale – estesa e ben servita. Firenze non necessita certo di una metropolitana (la città è troppo “piccola” per giustificarne il costo), ma deve essere completata al più presto la rete tramviaria, ed integrata con il servizio dei treni regionali, sfruttando l’estesa rete ferroviaria le tante stazioni presenti in città.

5 – Potenziare il servizio di car sharing.

Molti fiorentini non ne sono neanche a conoscenza, ma esiste da tempo un servizio cittadino di car sharing (appartenente al circuito nazionale ICS) sfruttato da centinaia di persone, che così fanno a meno dell’auto di proprietà (se non della principale, almeno della seconda) con notevole risparmio sui costi. Il confronto con le altre città europee mostra che Firenze ha ancora ampi margini di crescita dell’utilizzo del servizio e dei benefici conseguenti, a patto di sostenere adeguatamente a livello economico ed organizzativo questa iniziativa.

6 – Potenziare la mobilità ciclabile e realizzare il bike sharing.

Occorre definire al più presto un piano della mobilità ciclabile adeguato ed efficiente, per consentire gli spostamenti in bicicletta a chi oggi vi rinuncia per via della scarsità della sicurezza e delle infrastrutture (es. cicloposteggi, piste ciclabili, ecc.). Occorre inoltre implementare un moderno servizio di bike sharing come in tutte le altre città europee, considerando inoltre che Firenze ha il vantaggio di avere un enorme afflusso di turisti, che porterebbe forti introiti dall’uso occasionale del servizio, abbattendone i costi complessivi per le casse comunali e rendendo quindi un beneficio alla comunità fiorentina tutta.

7 – Organizzare un piano della mobilità per il turismo e gli eventi.

Occorre mettere in atto piani di mobilità cittadina per gestire l’afflusso e la circolazione dei turisti e dei visitatori, sia in condizioni “normali” (es. affluenza dei turisti internazionali) che in occasione dei grani eventi cittadini come la Notte Bianca. Devono essere gestite in modo integrato tutte le componenti della mobilità di Firenze, compreso l’importante servizio svolto dai taxi, che dovrebbe essere inserito in modo organico e regolamentato nel complesso sistema della mobilità fiorentina (ad esempio realizzando una seria integrazione modale e tariffaria con il servizio di trasporto pubblico). E, non per ultimo, facilitare la mobilità turistica e pedonale, anche con iniziative di comunicazione che facciano uso di strumenti come la Mappa Metrominuto Firenze.

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Tanto per fare un esempio di cosa può essere migliorato, mostro quanto è complicata la vita di pedoni e ciclisti. Il video è stato realizzato nel 2011, e la situazione in questo incrocio non è più quella rappresentata (si è oggi in fase di lavori per la realizzazione della linea 2 della tramvia). Lascio comunque on-line il video a testimonianza della situazione pre-esistente.

Nell’attraversamento di Viale Spartaco Lavagnini in corrispondenza dell’incrocio con Viale Filippo Strozzi, si imponeva a pedoni e ciclisti di attendere il verde di ben tre semafori (per attraversare una sola strada)! Il tutto nel bel mezzo di un incrocio tra viali a tre e più corsie per senso di marcia, sostando in una specie di isola al centro del viale e senza protezioni alcune dalla pioggia. Per le auto invece, nello stesso incrocio, era sufficiente attendere il verde una sola volta per effettuare l’attraversamento…

Ecco il video che ho registrato nell’incrocio in questione:

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L’elenco sopra riportato, per quanto si riferisca ai problemi di mobilità specifici di Firenze, illustra un approccio che può essere seguito in modo del tutto analogo anche per altre realtà paragonabili a quella fiorentina. E’ utile quindi tenerne conto anche con riferimento ad altre città.

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