Il mobility management urbano e territoriale delle pubbliche amministrazioni: approccio tecnico e uso dei dati.

La corretta gestione della mobilità di persone e merci in ambito urbano e territoriale è uno degli strumenti fondamentali per ridurre costi e sprechi da parte delle pubbliche amministrazioni.

E’ importante adottare l’approccio giusto e coinvolgere nel modo corretto tanto le aziende quanto i cittadini.

E, naturalmente, utilizzare al meglio i “Big Data” oggi disponibili.

Ecco alcune indicazioni.


Il contesto

Nell’ambito delle grandi città, la complessità dei sistemi urbani è andata crescendo negli anni di pari passo con l’aumento della popolazione residente, delle attività produttive, del turismo e di tutto quanto ruota intorno a questi elementi. Le amministrazioni che ignorano tale complessità lasciano sostanzialmente in una situazione di caos tanto i residenti quanto i visitatori, offrendo una immagine pessima della città e causando a tutti inefficienze e disagi enormi, da tutti i punti di vista.

Come gestire adeguatamente questo aspetto? La risposta che posso dare passa attraverso la buona pianificazione dei trasporti e della mobilità urbana, intervenendo sia sull’offerta (cioè su cosa si mette a disposizione per consentire e facilitare gli spostamenti di persone e merci) che sulla domanda (cioè sull’analisi e sulla gestione di come e perchè si generano i vari spostamenti, per intervenire di conseguenza). Al di là dell’aspetto puramente urbanistico, l’attività che le Pubbliche Amministrazioni devono fare è gestire correttamente la domanda di mobilità attraverso il mobility management urbano e territoriale, che dovrebbe perseguire lo sviluppo di strategie orientate ad assicurare la mobilità delle persone e il trasporto delle merci in modo efficiente dal punto di vista sociale, ambientale ed energetico.

Aggiungo che il mobility management urbano e territoriale si configura peraltro come una attività che, per poter manifestare compiutamente le proprie potenzialità, necessita di una forte istituzionalizzazione e di un esteso riconoscimento da parte di tutti i portatori di interessi (i cosiddetti stakeholder). Ricordo agli addetti ai lavori che le iniziative di mobility management hanno spesso alla base cambiamenti di stili di vita ed abitudini consolidate, e il ruolo delle pubbliche amministrazioni è fondamentale per il successo di queste azioni. Ed in effetti, si è visto che nei casi in cui si concretizzano vere e proprie partnership tra pubbliche amministrazioni e mobility manager i risultati e i benefici non sono mancati.

Smart City e Smart Mobility: l’importanza dell’analisi dei dati

Naturalmente, con le possibilità oggi offerte dalla grande quantità di dati disponibili (e qui siamo nel mondo dei Big Data) è possibile ottenere importanti risultati. Approfondisco di seguito questo argomento, sulla scorta di un confronto avuto con lo specialista Pablo Barcelò (già pubblicato sulla rivista tecnica Mobility Lab, per il quale rimando al link in fondo all’articolo).

Ci sono forti dipendenze tra uso del territorio e pianificazione dei trasporti. Dal momento che l’uso del territorio determina la distribuzione spaziale e temporale delle attività socio-economiche, che a loro volta generano le esigenze del viaggio che deve essere “servito” dal sistema di trasporto, tanto migliore è la conoscenza dei modelli di viaggio e di ciò che li genera, tanto maggiori saranno le probabilità di prendere le giuste decisioni. In questo contesto, le applicazioni delle ICT (tecnologie di informazione e comunicazione) consentono una stima più tempestiva e accurata della domanda di trasporto, che porta ad una migliore comprensione delle implicazioni reciproche tra uso del suolo e uso dei trasporti.

Da anni le città cercano di migliorarsi, perseguendo l’obiettivo di diventare “smart cities”. Ed un tassello fondamentale è dato proprio dalla gestione della mobilità e del traffico. Il modo migliore per le amministrazioni di affrontare il problema è procedere passo dopo passo, senza pensare di poter fare miracoli. Le città sono sistemi complessi, e per gestire adeguatamente un sistema complesso è necessario sviluppare una buona comprensione di come il sistema stesso si comporta ed evolve. In altre parole, è necessario che il sistema urbano e territoriale diventi “osservabile”, ricavando dati sufficienti per stimare tanto il suo stato quanto la sua probabile evoluzione a breve termine.

Una delle principali strade che una città deve seguire per diventare “intelligente” (smart) è creare un ambiente ricco di reti di comunicazione che supporti applicazioni digitali. I dispositivi mobili e vari altri sistemi consentono già oggi la raccolta e l’analisi dei dati in modo massiccio, la cui analisi permette di migliorare notevolmente la capacità di gestione e previsione dei flussi urbani, e dunque di promuovere una gestione intelligente delle città. E, naturalmente, è fondamentale l’analisi dei dati, in quanto i dati grezzi hanno poco valore. Il vero valore deriva proprio dall’estrazione di informazioni ottenibili dall’analisi di questi dati, analisi che rileva i modelli ed i comportamenti e porta alla conoscenza del fenomeni del sistema e quindi alla possibilità di poterli gestire, migliorandoli costantemente.

Supponendo poi di raccogliere i dati nel modo più appropriato, l’”intelligenza” (cioè l’aspetto “smart”) risiede proprio nella qualità dell’analisi. Esiste una vasta gamma di fonti di dati per misurare le variabili di traffico (sensori sulle strade, immagini video, antenne Bluetooth / WiFi, fonti GPS, ecc…), dati che devono poi essere “puliti”, filtrati e opportunamente aggregati per sfruttare appieno le informazioni che da essi possono essere ottenute.

La stima dello stato della rete stradale e la previsione della sua evoluzione a breve termine implicano l’utilizzo di modelli di traffico dinamici, alimentati con dati puliti ed aggregati. E la possibilità di conoscere (e prevedere) in tempo reale il traffico gravante su ogni ramo stradale (rilevato o stimato) offre informazioni preziose a diversi soggetti: cittadini, gestori delle flotte, operatori dei servizi, ecc. L’insieme delle informazioni e della loro analisi porta una maggiore comprensione della mobilità urbana. Gia oggi percepiamo molti benefici da tutto questo (ad esempio grazie ad applicazioni come Google Maps o Moovit), ed in futuro saranno ancora maggiori, anche se non siamo in grado di prevedere in anticipo la maggior parte di essi.

L’insieme delle informazioni, della loro gestione e delle applicazioni dedicate migliora di molto l’uso della capacità della rete in diversi modi ed ambiti, come ad esempio:

  • sistemi di gestione proattiva di massimizzazione dei flussi;
  • supporto nella fase pre-viaggio (la pianificazione del viaggio multimodale con informazioni in tempo reale aiuta a decidere il momento della giornata e la scelta del modo di trasporto);
  • supporto nella fase di viaggio (es. chi si muove in auto è in grado di evitare le zone troppo dense, contribuendo a ridurre la congestione usando percorsi alternativi);
  • ottimizzazione dei servizi (i soggetti interessati, come gli operatori della logística, sono in grado di massimizzare il loro rendimento, riducendo al minimo l’interferenza con il resto del traffico).

Questi fattori avranno un impatto sempre più diretto e positivo sulla qualità della vita e sugli impatti ambientali ed economici. E’ un quadro molto promettente, ma le città devono impostarlo come un obiettivo strategico a lungo termine, e devono quindi iniziare a lavorare da subito, anche senza grossi sforzi, ma ad un ritmo costante. L’approccio migliore è ottimizzare i sistemi attuali ed impostare le condizioni per consentire lo sviluppo di città intelligenti, “smart”, nel senso di avere servizi più efficienti (sia quelli esistenti che quelli nuovi). I dati completi e la previsione di traffico sono le condizioni necessarie per attivare il potenziale “smart”, ma vanno utilizzati nel modo più corretto.

Un paio di esempi

Oltre agli aspetti legati alla pianificazione dinamica, dall’analisi dei big data urbani è possibile impostare utili strumenti di pianificazione e gestione della città. Un esempio, forse non diffuso quanto meriterebbe, è il Piano dei Tempi e degli Orari, che interviene nella redistribuzione ragionata degli orari delle città (es. ingresso e uscita di uffici e scuole, orari di distribuzione delle merci, ecc.) allo scopo di ridurre i fenomeni di congestione che si generano in concomitanza delle ore di punta. Piano che può essere applicato, naturalmente, solo attraverso la concertazione e il confronto con le diverse parti interessate in modo da conciliare esigenze e interessi differenti (è bene farlo subito presente agli amministratori interessati).

L’impostazione di un progetto di questo tipo va orientata su due fronti. In primo luogo sull’organizzazione dei tempi della città, individuando i servizi pubblici la cui erogazione spesso non si concilia con gli orari di lavoro delle aziende. In secondo luogo sul contesto aziendale, promuovendo delle tecniche di gestione flessibile dell’orario di lavoro (fino ad arrivare alle moderne forme di smart working) e perseguendo un approccio volto alla ricerca dell’armonizzazione tra tempo lavorativo e tempo di vita. Le amministrazioni che si dotano della figura del Mobility Manager di Area sono certamente facilitate nell’impostazione di un progetto di questo tipo.

Uno altro esempio di iniziative per la gestione della domanda di mobilità riguarda il trasporto delle merci pericolose in ambito urbano. Molte città vedono infatti oggi la presenza di importanti (ed impattanti!) poli industriali a ridosso dei centri abitati, con tutte le problematiche che derivano da questa situazione. Ed uno dei principali problemi è garantire la sicurezza e la salute non solo delle persone che lavorano in tali siti, ma anche dei residenti vicini, che vivono a stretto contatto con tali realtà. E’ fondamentale quindi in tali casi, da parte delle amministrazioni, dotarsi di un Piano specifico, in mancanza del quale si corre il rischio di avere seri incidenti legati a situazioni di difficile gestione.

Conclusioni

In definitiva, in aggiunta a quanto sopra dettagliato, sottolineo con forza che le azioni di mobility management urbano e territoriale agiscono anche sui processi di sviluppo locale, in quanto si pongono, se riconosciute e valorizzate dai soggetti locali, come valide risorse per lo sviluppo e la competitività. L’uso corretto e ragionato delle enormi quantità di dati oggi disponibili consente l’acquisizione di preziose informazioni e l’attivazione di misure con un livello di efficacia e precisione un tempo impensabili, a beneficio di residenti, operatori economici e visitatori.

E’ bene che chi ha il compito di gestire una Pubblica Amministrazione a livello locale ne tenga conto con la dovuta attenzione.