Le Smart City: città intelligenti, digitali ed inclusive. Ma cosa sono veramente?

By chensiyuan - chensiyuan, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21101086

***

Non è semplice dare una definizione di “Smart City”, pur essendo un argomento di cui si parla tanto e specie negli ultimi tempi. Proviamo a capire di cosa parliamo.

Il “funzionamento” e la competitività delle città ai nostri giorni non dipendono solo dalle sue infrastrutture materiali (“capitale fisico”), ma anche, e sempre di più, dalla disponibilità e dalla qualità delle infrastrutture dedicate alla comunicazione (ICT) ed alla partecipazione sociale (“capitale intellettuale e sociale”). Il concetto di “smart city” individua l’insieme organico dei fattori di sviluppo di una città mettendo in risalto l’importanza del “capitale sociale” di cui ogni ambito urbano è dotato. Non si tratta quindi di fermarsi al concetto di “città intelligente” intesa come “città digitale”, ma di fare un passo in avanti.

Una città può essere classificata come smart city se gestisce in modo intelligente (“smart”, appunto) le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il metodo di amministrazione. In altre parole, una città può essere definita come “smart” quando gli investimenti in capitale umano e sociale e nelle infrastrutture tradizionali (trasporti) e moderne (ICT) alimentano uno sviluppo economico sostenibile ed una elevata qualità della vita, con una gestione saggia delle risorse naturali, attraverso un metodo di governo partecipativo. É importante rimarcare come l’aspetto “smart” non debba essere collegato unicamente alla presenza di infrastrutture di informazione e comunicazione, ma anche e soprattutto al ruolo del capitale umano, sociale e relazionale (istruzione, cultura, ecc.), ed al riconoscimento del settore ambientale come fattore importante di crescita urbana. Anche l’Unione Europea ha dedicato un impegno costante per elaborare una strategia per raggiungere una crescita urbana “intelligente” per le sue città metropolitane.

Cosa serve per definire “smart” una città

Approfondiamo alcuni aspetti delle smart city, ponendoci sotto diversi punti di vista.

Dal punto di vista infrastrutturale, è importante che le risorse disponibili siano utilizzate “in rete” per migliorare l’efficienza economica e politica e consentire lo sviluppo sociale, culturale e urbano. Il termine  infrastruttura ricomprende in senso lato la disponibilità e la fornitura di servizi per i cittadini e le imprese, facendo ampio uso delle tecnologie di informazione e comunicazione (telefonia fissa e mobile, reti informatiche, ecc.), evidenziando l’importanza della connettività come importante fattore di sviluppo.

Dal punto di vista economico, una città è considerata “smart” se approfitta dei vantaggi derivanti dalle opportunità offerte dalle tecnologie ICT per aumentare la prosperità locale e la competitività. Si ragiona quindi sulla creazione di città aventi caratteristiche tali da attrarre nuove imprese, aspetto è a a sua volta associato alla pianificazione territoriale della regione alla quale la città appartiene, che deve allo stesso modo essere realizzata in modo intelligente seguendo i medesimi approcci delle smart cities.

Dal punto di vista sociale, si evidenzia il ruolo del capitale umano e relazionale nello sviluppo urbano.  In quest’ottica, una Smart City è una città la cui comunità ha imparato ad apprendere, adattarsi e innovare, con particolare attenzione al conseguimento dell’inclusione sociale dei residenti ed alla partecipazione dei cittadini nella pianificazione urbanistica e territoriale. Diventano quindi fondamentali iniziative come la progettazione partecipata e la consultazione on-line, per consentire ai cittadini di percepire una reale democrazia in relazione alle decisioni che li coinvolgono. E non vanno inoltre tralasciate iniziative di miglioramento della gestione della città stessa, come ad esempio i piani dei tempi e degli orari.

Dal punto di vista ambientale, emerge l’esigenza della sostenibilità, aspetto molto importante in un mondo dove le risorse sono scarse e dove le città basano sempre più il loro sviluppo anche sulla disponibilità delle risorse turistiche e naturali. In una smart city, in particolare, il loro “sfruttamento” deve garantire l’uso sicuro e rinnovabile del patrimonio naturale. Anche con iniziative tese a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti e di gas serra, come l’erogazione di incentivi economici per chi si reca al lavoro in bicicletta (spostamenti in itinere).

Dal punto di vista tecnologico, possiamo fare alcuni esempi concreti delle tecnologie di cui può dotarsi una Smart City. Possiamo ad esempio considerare una rete di sensori in grado di misurare diversi parametri per una gestione efficiente della città, con dati forniti in modalità wireless e in tempo reale ai cittadini o alle autorità competenti. I cittadini possono quindi monitorare la concentrazione di inquinamento in ogni via della città, ottenendo anche allarmi automatici quando il livello supera una certa soglia. Analogamente, è possibile per le amministrazioni ottimizzare l’irrigazione dei parchi, o l’illuminazione delle strade. Ancora: si possono rilevare perdite nella rete idrica, eseguire una mappatura del rumore, o impostare l’invio di avvisi automatici da parte dei cassonetti della spazzatura quando sono quasi pieni.

Nel campo del traffico stradale si può intervenire sui cicli semaforici per gestire la circolazione delle automobili in modo dinamico. Allo stesso modo, i guidatori possono ottenere informazioni in tempo reale per trovare rapidamente un parcheggio, risparmiando tempo e carburante e contribuendo alla riduzione della congestione stradale. Per il trasporto pubblico, è possibile implementare sistemi di monitoraggio e di avviso in tempo reale dei passaggi degli autobus alle fermate. Si tratta di tecnologie peraltro già in uso in molte delle nostre città, che aiutano molto i cittadini (ed i Comuni) nella gestione della vita quotidiana. E non solo la mobilità “ordinaria” delle grandi città può diventare intelligente, ma si può lavorare anche su questioni come logistica urbana e distribuzione delle merci, fino ad arrivare ad una situazione limite come il trasporto “smart” di merci pericolose in città. Ma occorre partire quantomeno da una attenzione adeguata alla semplice sicurezza dei pedoni. E passare, subito dopo, alla definizione di un adeguato piano della mobilità ciclistica (come il Biciplan di Bologna), per il miglioramento della mobilità cittadina.

Qualche considerazione

Alcuni lettori mi hanno chiesto un parere in merito. A mio parere nessuna città oggi, in Italia, può definirsi una Smart City. Ci sono buoni spunti in alcune città, ma in nessun caso mi pare di riscontrare nello stesso momento la presenza di tutti gli elementi che possano promuoverla al rango di città “smart” (intelligente). Ad esempio, sulle reti wi-fi i casi sono tanti ed in aumento. Ma non bastano un centinaio di hot-spot per fare una smart city. Si tratta invece di un insieme di fattori che fanno sì non solo che il cittadino (ed il turista o visitatore occasionale) abbiano informazioni veicolate in modo più o meno tecnologico, ma anche che egli sia in ogni momento “non abbandonato” dalla città. Ad esempio, che senso avrebbe avere una applicazione precisissima sul passaggio in tempo reale degli autobus quando poi magari il servizio è scadente o poco frequente? Ed ancora, visto che parliamo di mobilità: avrebbe senso per una città “smart” assistere ad una competizione “UBER contro taxi“, piuttosto che cercare di inserire questi nuovi servizi in modo organico nell’offerta di mobilità urbana a servizio dei cittadini?

Le tecnologie sono tante, e non riguardano solo i servizi per la mobilità privata e pubblica. Anche aspetti come l’illuminazione, o la raccolta dei rifiuti, o la distribuzione delle merci possono essere gestiti in modo intelligente con le nuove tecnologie (es. uso intelligente dell’energia elettrica, sensori automatici di segnalazione della capienza dei cassonetti, ottimizzazione di orari e percorsi per la logistica, ecc.). Le tecnologie ovviamente hanno un prezzo, ma i benefici che si ottengono dal loro utilizzo sono molto elevati (a patto ovviamente di progettare i vari sistemi con competenza ed accuratezza).

E non vanno poi trascurati i moderni sistemi di comunicazione tra cittadini ed amministratori per risolvere i problemi della città: alcune piattaforme sembrano essere in effetti particolarmente utili allo scopo (come epart o seeclickfix).

Quindi?

Il tema delle Smart City è quindi complesso ed affascinante, e sarà uno dei principali ambiti di ricerca e sviluppo dei prossimi anni. Le città si distingueranno tra di loro in modo forse anche più marcato rispetto a quanto avviene tra le rispettive nazioni, ed in questo processo saranno sempre più importante anche l’attività e la partecipazione diretta dei singoli cittadini per le decisioni da prendere e le misure da attuare nella loro città. L’uscita dalla crisi economica ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutti passa anche da qui.

Bandi e finanziamenti pubblici ce ne sono, nel 2012 ad esempio è arrivato il primo bando nazionale. E ci sono naturalmente anche bandi europei. Per ottenere i finanziamenti però occorre presentare idee progettuali serie, concrete e fattibili, e soprattutto utili a risolvere problemi reali delle città.

In ogni caso, siamo appena all’inizio di un lungo percorso, che potrebbe portare notevoli miglioramenti nella qualità della vita nelle città grazie a tanti piccoli (ma importanti) interventi ben ragionati. E potrebbe portare soprattutto tanto lavoro, specializzato e diffuso su tutto il territorio nazionale. Sarebbe il caso che i governi investano molto di più su questo tipo di interventi che sulle cosiddette grandi opere, che spesso sono di dubbia utilità e sottraggono enormi somme di denaro che potrebbe essere usato molto meglio (vogliamo parlare ad esempio del ponte sullo stretto di Messina?)

***

Aggiornamento – marzo 2016.

Bologna, Milano e Torino davanti a tutte. Sono queste le tre città più hi-tech in Italia. Almeno stando allo Smart City Index 2016, la classifica realizzata dalla Ernst & Young in collaborazione con Ericsson, Tim e Indra, che comprende ben 116 centri urbani del nostro paese. Qui il rapporto completo (fonte: repubblica.it).

***