Molta strada è stata fatta, negli ultimi anni, in tema di sicurezza stradale in ambito lavorativo. Alcune grandi realtà internazionali hanno avviato programmi specifici grazie ai quali hanno ridotto gli incidenti sul lavoro (ed i costi conseguenti, per nulla trascurabili) in misura superiore al 50%, mostrando inoltre ulteriori margini di miglioramento. In questo contesto, l’adozione di sistemi telematici di bordo e l’analisi puntuale ed aggregata dei dati relativi alla guida consentono di individuare con esattezza le circostanze su cui intervenire e le soluzioni specifiche ai vari problemi.

Le cause comportamentali

in linea del tutto generale occorre considerare che, con riferimento ai motivi degli incidenti, il comportamento del conducente ne costituisce causa (o concausa) in oltre il 90% dei casi. Le altre due componenti di base del “sistema guida”, e cioè il veicolo e l’infrastruttura, risultano essere molto meno critiche in termini di numerosità degli incidenti occorsi. Per ottenere quindi una robusta diminuzione degli incidenti stradali, sul lavoro e non, è dunque necessario intervenire con decisione sul comportamento umano.

Purtroppo, si osserva spesso una scarsa attenzione da parte dei vertici aziendali riguardo alla preparazione delle persone aventi mansioni che prevedano l’uso di veicoli su strada. Preparazione che deve essere invece assicurata in modo efficace intervenendo su più fronti: formazione, sensibilizzazione ed addestramento. Si tratta di aspetti spesso trascurati, su cui è possibile intervenire in diversi modi, prevedendo ad esempio corsi di guida sicura o incontri con psicologi del traffico. Ma, in prima battuta, occorre fare in modo di incidere concretamente sul comportamento dei lavoratori alla guida.

Come detto, il comportamento umano è responsabile di gran parte degli incidenti che avvengono su strada. Fretta, distrazione o stato psico-fisico alterato costituiscono fattori che incrementano notevolmente il rischio stradale, esponendo il guidatore a situazioni che spesso hanno esiti nefasti. Ed il fatto che il 50% delle morti sul lavoro siano dovute ad incidente stradale (come testimoniano i dati INAIL, anno dopo anno) non può che confermare la necessità di garantire la massima sicurezza durante la guida sul lavoro.

L’aspetto giuridico

Spesso i datori di lavoro, nei documenti di valutazione dei rischi (ex-D.Lgs 81/08), si limitano a trattare l’argomento attraverso la semplice prescrizione riguardante il possesso di patente di guida in corso di validità e la richiesta del rispetto del Codice della Strada. Questo approccio limitato rischia però di mettere gli stessi datori di lavoro in una situazione di rischio in caso di incidenti stradali causati da un proprio dipendente durante il lavoro, anche in caso di utilizzo dell’auto di proprietà del dipendente stesso. Occorre dunque che il tema sia trattato da parte delle aziende in modo accurato e scrupoloso, gestendo gli spostamenti di lavoro in modo attento e responsabile e chiedendo ai lavoratori il rispetto di regole aziendali ben definite.

Il testo Unico per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs 81/2008) non riporta specifici riferimenti rispetto al tema del rischio stradale, anche se richiede che i datori di lavoro valutino tutti (!) i rischi a cui sono esposti i lavoratori e prendano opportune misure per ridurre detti rischi. In diverse sentenze degli ultimi anni riguardanti casi di incidenti stradali avvenuti in occasione di lavoro è stata riconosciuta la responsabilità degli stessi datori di lavoro, a causa di una lacunosa gestione degli aspetti relativi alla sicurezza dei veicoli e degli spostamenti, spesso anche in presenza di adempimenti legali (es. su revisioni, patenti, ecc.) formalmente in regola. È quindi necessaria una gestione attiva da parte dei datori di lavoro in tema di spostamenti aziendali, che deve riguardare non solo la corretta tenuta dei mezzi ma anche (e soprattutto) una specifica valutazione del rischio stradale e la definizione di un regole e prescrizioni da dare ai dipendenti quando circolano su strada.

Le metodologie e gli strumenti per la riduzione del rischio

Molte delle realtà che si sono distinte su questo tema a livello internazionale, i cui casi sono efficacemente evidenzati nel progetto “PRAISE” dello European Safety Transport Council, hanno ottenuto risultati importanti lavorando su un sistema di regole interne basato su premi e penalità da applicare ai dipendenti in relazione al loro comportamento alla guida. Tali regole, concordate con gli stessi dipendenti, hanno consentito di migliorare le loro prestazioni in termini di riduzione del rischio, basandosi sui dati raccolti periodicamente (es. multe avute per infrazioni stradali, sinistri occorsi, ecc.) ed utilizzati per l’applicazione delle regole stesse. Anche se tale metodologia è implementabile senza l’utilizzo di particolari tecnologie di bordo, è ovvio che con l’adozione delle moderne piattaforme oggi disponibili si ha la possibilità di ottenere una mole di dati vasta e dettagliata, e di applicare così regole e procedure in modo estremamente accurato ed efficace.

In particolare, attraverso l’uso di uno specifico sistema tecnologico per la raccolta e l’analisi dei dati di guida è possibile definire numerose regole comportamentali e verificarne poi l’osservanza, elaborando analisi sia in modo aggregato che in modo dettagliato con riferimento ai singoli guidatori o alle singole tipologie di veicoli. Inutile dire come la possibilità di disporre di tali dati ed analisi consenta ad RSPP ed HSE manager aziendali di individuare in profondità i possibili comportamenti a rischio e definire le misure di miglioramento più adatte. Un sistema bilanciato di premi e penalità assicura infine l’efficace risposta da parte dei conducenti, che si sentono così parte essi stessi di un reale e concreto processo di miglioramento aziendale in termini di sicurezza e, più in generale, di attenzione al loro benessere lavorativo.

Non è inoltre da trascurare l’importanza di poter disporre di servizi aggiuntivi, come ad esempio una piattaforma di gestione della mobilità aziendale, per la condivisione degli spostamenti tra i dipendenti, per la realizzazione di un vero e proprio car pooling aziendale (sia in occasione di lavoro che in itinere), in grado di ridurre gli spostamenti complessivamente necessari all’operatività aziendale e consentire un importante recupero dei costi. Allo stesso modo, risulta notevole il beneficio offerto dalla possibilità di gestire i veicoli in modo ottimale, con un sistema che consente di gestire la manutenzione dei veicoli secondo programma e, parallelamente, di mettere immediatamente fuori flotta i veicoli che riportano dei problemi. L’integrazione degli elementi visti offre quindi uno strumento utile non solo ai responsabili aziendali della sicurezza (RSPP ed HSE manager), ma anche ai responabili della mobilità e degli spostamenti dei dipendenti (mobility manager e fleet manager), nell’ottica di un continuo miglioramento di tutti i processi aziendali.

E, per quanto riguarda l’aspetto economico, non va dimenticata una valutazione dei costi delle flotte stesse, eventualmente avvalendosi anche delle piattaforme disponibili on line (come quella statunitense raggiungibile a questo link).

I nuovi dispositivi tecnologici per la sicurezza stradale

A tutto questo si possono poi affiancare strumenti e dispositivi specifici per la guida assistita. In Germania, ad esempio, dal 2019 tutti i veicoli persanti gestiti da ALDI (importante catena della grande distribuzione organizzata), avranno il dispositivo di assistenza per le manovre di svolta (del, tipo, ad esempio, dei sistemi Side Vision Assist sviluppati da ZF). Questa misura, a protezione degli utenti vulnerabili della strada, è peraltro una delle tante che sono state proposte dall’Unione Europea come future dotazioni obbligatorie per tutti i veicoli pesanti.

Ed oltre alla guida assistita, si può ricorrere anche a strumenti innovativi di manutenzione predittiva, che mettono insieme aspetti di connettività, efficienza nella gestione dei fermi e sicurezza dei trasporti. Questo video riporta quanto, ad esempio, Volvo Trucks sta sviluppando sul tema.


Intervista a Marco Federzoni di Tom Tom Telematics

Ai fleet manager aziendali sono sempre più richieste alte competenze ed elevate prestazioni in termini di efficienza della gestione dei veicoli, riduzione del rischio stradale per i conducenti ed economia nel consumo di carburante. L’offerta di tecnologie e servizi in questo campo è ampia ed in continua evoluzione. Marco Federzoni, di Tom Tom Telematics, illustra il progetto OptiDrive360.

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TomTom è conosciuta in tutto il mondo grazie ai dispositivi di navigazione satellitare, ma anche in altri ambiti legati alla mobilità le applicazioni sviluppate sono molto significative. A cosa si dedica, in particolare, TomTom Telematics?

TomTom Telematics è la Business Unit di TomTom dedicata alla gestione delle flotte aziendali e della telematica per i veicoli. La nostra piattaforma WEBFLEET è una soluzione “Software-as-a-Service” (SaaS), utilizzata da piccole e grandi aziende per migliorare le performance dei veicoli, risparmiare carburante, supportare i conducenti ed incrementare l’efficienza della flotta in tutti i suoi aspetti. TomTom Telematics è una delle aziende leader mondiali di fornitura di soluzioni telematiche: con oltre 480.000 abbonati attivi, è riconosciuta tra i leader indiscussi del mercato Europeo. Supportiamo conducenti in più di 60 Paesi, mettendo a loro disposizione la più ampia gamma di applicazioni e integrazioni di terze parti nel settore. Ormai più di 34.000 clienti beneficiano ogni giorno degli elevati livelli di sicurezza, qualità e disponibilità del nostro servizio certificato ISO 27001.

Parliamo della tecnologia OptiDrive 360. In cosa consiste nello specifico?

OptiDrive 360 utilizza i dati del veicolo e quelli della mappa relativa al percorso per fornire ai conducenti ed all’azienda le informazioni per creare programmi completi volti al miglioramento dell’apprendimento, il “coaching” durante la guida, la valutazione a fine viaggio e il confronto con altri utenti. Prima del viaggio, OptiDrive 360 segnala ai conducenti informazioni sulle migliori pratiche su come guidare in modo sicuro e efficiente, senza sprechi di carburante. I feedback diretti e i consigli di guida vengono forniti durante il percorso, in modo da consigliare il conducente. Al termine è disponibile una reportistica istantanea che rappresenta le statistiche di viaggio. Tutte le informazioni vengono visualizzate dal conducente direttamente dal driver terminal.

WEBFLEET fornisce ai manager “cruscotti interattivi” che permettono di evidenziare facilmente i comportamente fuori standard nello stile di guida. Diversi report di approfondimento forniscono, poi, uno strumento di analisi approfondito per confrontare le performance dell’intera flotta allo scopo di impostare una politica di miglioramento continuo all’interno dell’azienda.

I punteggi dei conducenti forniti da OptiDrive 360 sono basati su 8 indicatori di performance (eccessi di velocità, eventi di guida, inattività del motore, consumo di carburante, marcia per inerzia – lasciare l’acceleratore mentre si è in marcia -, cambio di marcia e velocità costante) che possono essere utilizzati come base per la verifica delle performance, la formazione e gli obiettivi dei conducenti.

TomTom Telematics è stata inoltre affiancata dalla divisione di Guida Sicura di ACI Vallelunga con il beta-test di OptiDrive 360, provando in anteprima sul campo i nuovi consigli di guida in tempo reale che permettono ai conducenti di avere un comportamento al volante più ecologico e sicuro. La partnership con TomTom Telematics è stato un ulteriore passo in avanti per migliorare l’esperienza al volante dei conducenti, offrendo un notevole valore aggiunto in quanto gli indicatori delle performance forniti da OptiDrive 360 direttamente sul driver terminal, permettono al conducente uno stile di guida più rilassato e attento.

 

 

Quali sono stati i problemi più ostici riscontrati in fase di sviluppo del progetto? E quali riconoscete invece, allo stato attuale dello sviluppo, come punti di forza più significativi di questa tecnologia?

Rispondo al primo punto dicendo che sono molto fiero del nostro gruppo di lavoro, tanto da potermi permettere di dire che la divisione commerciale non è mai al corrente di problemi di sviluppo, poichè anche in fase di test tutti i nuovi prodotti si comportano in linea con gli obiettivi prefissati e presentati al cliente.

I punti di forza sono: offrire un servizio di coaching e non di “controllo”, e il tutto per la totalità dei veicoli del mercato. Il primo punto è stato completamente raggiunto fornendo 4 indicatori che ci permetto di migliorare la nostra guida e altri 4 che ci indicano, a posteriori, dove possiamo ancora fare meglio. Insomma una piattaforma di “drivers coaching” al servizio dell’utente professionale con un’interfaccia piacevole e intuitiva.

Quale è il vostro giudizio sul panorama normativo nazionale ed internazionale relativo alle tecnologie di supporto alla mobilità? Avete incontrato ostacoli di natura burocratica o normativa nello sviluppo di queste tecnologie?

Noi di TomTom Telematics siamo molto focalizzati sul “fleet management” e non ci permettiamo di essere esperti o tuttologi. Parlare di supporto alla mobilità coinvolge moltissimi attori e noi siamo dedicati in modo esclusivo e professionale alla gestione/ottimizzazione della flotta (cosa che ci sembra già alquanto impegnativa). Per quanto riguarda gli ostacoli, direi che l’interpretazione da parte di alcuni delle norme sulla privacy sono ad oggi l’ostacolo più grande. Sottolineo come il Garante, con una delibera del 9 ottobre 2014, abbia ritenuto ammissibile il trattamento dei dati personali, in particolar modo se gli strumenti garantiscono (come nel caso di TomTom Telematics) la possibilità all’utente di andare in modalità “privata” in ogni momento in funzione di particolari situazioni. Noi di TomTom Telematics continuiamo a diffondere la cultura della gestione della flotta e non del controllo del driver, sicuri che nel breve questa cultura attecchirà anche in Italia.

Qui, infine, lo spazio per il vostro pensiero, da rivolgere a chi volete.

Gli applicativi per la gestione/ottimizzazione delle flotta sono uno strumento e non un fine. Averli a bordo non risolve i problemi, e neanche li evidenzia, se non vengono utilizzati coerentemente ai fini con cui sono stati installati. TomTom Telematics, oltre che vendere, fa consulenza al proprio cliente ed è anche per questo che chiedo a tutti i lettori di non affrontare un investimento in fleet management senza avere avuto un confronto serio sugli obiettivi che ci si pone all’interno dell’azienda e con chi vi propone un servizio. Ricordate, è un servizio, e non un prodotto, quello che state cercando, una scatola telematica non fa nulla per voi e i dati che raccoglie diventano utili solo quando c’è qualcuno al vostro fianco che vi indica il modo migliore per utilizzarli.

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Marco FederzoniMarco Federzoni si è occupato dello sviluppo commerciale di sistemi GPS based sin dal 1999, sia per i prodotti consumer che per quelli professionali (Location Based Services). Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato la sua carriera in ambito vendite fino ad arrivare a Direttore Generale Italia per Navman, dove ha lavorato per oltre 10 anni. Da oltre 3 anni si occupa dello sviluppo della rete commerciale di TomTom Telematics per il territorio italiano nella funzione di Sales Director Italy.

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Conclusioni

In definitiva, per le aziende di maggiori dimensioni risulta fondamentale affrontare in modo serio il problema della sicurezza dei propri dipendenti negli spostamenti su strada, sia che si tratti di viaggi effettuati con flotte aziendali (di proprietà o a noleggio), che in caso di auto di proprietà degli stessi dipendenti. Ai benefici che i dipendenti percepiscono in termini di riduzione del rischio stradale si sommano i vantaggi per i datori di lavoro ottenibili a livello di tutela legale e di riduzione costi. I sistemi di bordo e le piattaforme telematiche oggi disponibili consentono di gestire il tutto in modo efficiente ed accurato. Non resta che invitare le grandi realtà aziendali ad affrontare con decisione la sfida della modernizzazione dei processi e degli strumenti, nella prospettiva di realizzare un sistema di trasporto stradale più moderno e sicuro non solo a vantaggio dei lavoratori, ma dei cittadini tutti.


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