Sicurezza stradale: i dati degli incidenti del 2008 dal rapporto ACI-Istat

13 novembre 2009

Come procede l’attività di potenziamento della sicurezza stradale in Italia? Sono realmente in diminuzione gli incidenti ed il numero di morti e feriti?

Nonostante alcuni dati siano ancora incompleti (e in parte contraddittori), si può dire che, nel complesso, la situazione sta lentamente migliorando, e forse si potrebbe riuscire a raggiungere l’obiettivo europeo (che prevede la riduzione dei morti per incidenti stradali del 50% da conseguire nel periodo 2001-2010).

I dati ufficiali del 2008

Anche nel 2008 incidenti, vittime e feriti sono in diminuzione rispetto all’anno precedente.  Il rapporto ACI-ISTAT (scarica qui il pdf) riporta le prime indicazioni sull’andamento della situazione. Riporto di seguito le mie elaborazioni sui dati ufficiali degli incidenti stradali (NB: Indice di mortalità (rosso): (numero morti/numero incidenti) x 100. Indice di gravità (blu): ((numero dei morti)/(numero dei morti più i feriti)) x 100).

Morti incidenti stradali dati ACI Istat

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Feriti incidenti stradali dati ACI Istat

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Incidenti stradali dati ACI Istat

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Incidenti stradali dati ACI Istat indice mortalità gravità

Le lacune dei dati ISTAT e l’armonizzazione dei sistemi di rilevazione degli incidenti

Si stima che in Italia i dati ISTAT siano non recepiscono ogni anno almeno 90 mila sinistri stradali con lesioni, rilevati dalla polizia municipale. Il problema deriva dalla la mancanza di un sistema centrale informatico per la raccolta dell’attività della polizia locale (che da sola rileva in Italia 3 incidenti su 4). Nel 2008, secondo i dati ufficiali dell’Istat,  il numero complessivo di incidenti con feriti o decessi ammonta a 218.963, contro le stime dell’osservatorio Anvu-poliziamunicipale.it stima invece di circa 320.000 incidenti. Lo scostamento numerico con il dato ISTAT è tale da far rilevare una oggettiva esistenza del problema, che deve essere affrontato e risolto predisponendo un sistema di raccolta ed elaborazione dei dati completo ed integrato. Per quanto riguarda le differenze che spesso si riscontrano tra i dati ISTAT e quelli della Polizia Stradale, l’ASAPS ricorda inoltre che “i dati della Polizia Stradale sono provenienti dai mattinali dei vari reparti e non tengono conto dei decessi successivi all’evento, anche a distanza di giorni e dei feriti che producono un referto in tempi successivi. Elementi questi che vengono invece raccolti nell’attività degli uffici infortunistica e segnalati successivamente all’Istat. Inoltre, in alcuni tratti autostradali della Sicilia la Stradale non opera in convenzione e in esclusiva”.

Molti dei problemi legati alle diverse banche dati gestite da Istat, forze di polizia, ecc., sono risolvibili implementando sistemi unificati e coordinati di raccolta dei dati. Alcune Regioni hanno iniziato a muoversi su questa strada (Emilia-Romagna, Toscana, Puglia). Su questo link sono raccolte alcune informazioni sul sistema integrato della Regione Toscana.

La situazione in Europa

39 mila persone sono morte in Europa (UE27) nel 2008 per incidenti stradali. Rispetto al 2007 il calo è dell’8,5% (7,8% in Italia). La riduzione è positiva, ma pare non sufficiente a raggiungere l’obiettivo di  dimezzare le vittime degli incidenti nei periodo 2001-2010 (per raggiungere questo risultato occorre un calo medio annuo del 7,4%, mentre nel periodo preso in considerazione la diminuzione media annua è risultata solo del 4,4%). I miglioramenti più significativi spettano a Lussemburgo, Francia e Portogallo con una riduzione di quasi la metà delle vittime (-47%) seguiti da Spagna (-43%), Belgio (-38%) e Germania (-36%). Forti progressi anche da Estonia e Lituania con -33%, Slovenia (-27%) e Lettonia (-25%). Al contrario, le strade di Bulgarie e Romania nel 2008 sono diventate più pericolose. Nella Ue, 79 persone per milione di abitanti hanno perso la vita in un incidente stradale nel 2008, rispetto ai 113 del 2001. Le statistiche includono le persone morte sul colpo, ma anche quelle decedute entro un mese dall’incidente. Cifre alte, ma inferiori a quelle americane, che registrano una media di 122 morti sulla strada per milione di abitanti. Le strade più sicure sono quelle di Svezia, Olanda e Gran Bretagna insieme alla Svizzera dove la media delle vittime è di 50 ogni milione di abitanti.

I bambini rappresentano l’utenza più debole in assoluto: nel periodo 1998/2007, nei 27 Stati membri dell’Unione Europea (ai quali si aggiungono Norvegia, Svizzera e  Israele), sono morti circa 18.500 minori di 15 anni, 1.200 dei quali nel 2007. Il Portogallo ha realizzato la miglior media annua di riduzione della mortalità stradale infantile, sfiorando il 15%. Seguono Francia, Slovenia, Svizzera, Irlanda e Belgio con riduzioni molto vicine al 10%. L’Italia, insieme a Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca, Grecia e Romania, registra una riduzione media annua inferiore al 5%.

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