Come garantire la sicurezza stradale nelle nostre città?

Il contesto

La sicurezza stradale è strettamente connessa alle politiche del trasporto, e in generale della mobilità. L’incidentalità stradale non è ineluttabile: è un’emergenza che può essere sconfitta. A maggior ragione per l’utenza vulnerabile della strada, e in particolar modo per quella non motorizzata, vero motore, insieme al TPL, della mobilità sostenibile. Oggi siamo in un momento particolare. C’è forte attenzione e forte dinamica, ma ancora nessun risultato rilevante è stato raggiunto.

Occorre pertanto un ulteriore sforzo, ma soprattutto una forte volontà politica. Serve inoltre un coordinamento, ad esempio tra i diversi ministeri e soggetti interessati per far convergere le proposte. È importante pensare all’esempio dell’Olanda, quando da una grave crisi (quella petrolifera degli anni ‘70) si è deciso di uscire con un approccio nuovo, che ha portato alla realtà che conosciamo oggi.

Propongo qui alcuni spunti utili sul tema, raggruppati in tre categorie (i veicoli, il contesto, gli utenti).


1 – Veicoli più sicuri

  • Adottare in modo esteso l’Intelligent speed adaptation (ISA), cui va affidato il rispetto generale dei limiti di velocità vigenti sulle diverse categorie di strada. Evidenzio che opportune forme di incentivo potrebbero favorire nell’immediato una applicazione “volontaria”, mentre norme specifiche potrebbero essere rapidamente emanate per le flotte aziendali e assimilate o per l’inserimento di tale requisiti nei bandi di gara per le flotte del car sharing.
  • Rendere obbligatorio l’uso delle “scatole nere”, capaci di registrare stili di guida e infrazioni, con conseguente riduzione della tariffazione delle polizze assicurative. Più in generale, attraverso esse si potrebbero trasformare, per quanto possibile, gli oneri fissi (di assicurazione e di circolazione) in tariffe “a consumo” intelligenti, che tengano conto, oltre che dei km percorsi, anche di altre variabili significative quali la disponibilità di modi alternativi e la vulnerabilità del contesto attraversato.
  • Evidenziare il più possibile il “livello di sicurezza” nei confronti dei terzi nelle caratteristiche dei veicoli (es. in caso di impatti incidentali), come di recente recepito anche dalla classificazione Euroncap.

2 – Contesto più sicuro

  • Utilizzare in modo diffuso gli strumenti di rilevazione automatica delle velocità e di relativo sanzionamento in ambito urbano, il cui uso è oggi limitato ai soli assi di scorrimento.
  • Studiare, da parte delle amministrazioni comunali, con particolare attenzione interventi di limitazione/chiusura al traffico in corrispondenza delle scuole durante gli orari di ingresso/uscita.
  • “Riorganizzare”le città per tutelare gli anziani.
  • Passare da “Zone 30” a “Città 30”, definendo cioè il limite di 30 km/h come la norma, e non l’eccezione nelle città.
  • Raccogliere i dati sulla composizione modale ciclistica.
  • Raccogliere e divulgare i dati sull’incidentalità in modo dettagliato anche su scala locale, con georeferenziazione degli eventi e con lo studio della correlazione con le statistiche sanitarie.
  • Introdurre con decisione le Analisi di Rischio per le reti stradali.
  • Attuare di efficaci politiche di controllo della sosta, che eliminino il fenomeno della sosta illegale (sui marciapiedi o in doppia fila).
  • Procedere con una più adeguata manutenzione delle sedi stradali, il cui stato si è particolarmente degradato a seguito della crisi finanziaria degli enti locali (tali interventi, essenziali per la sicurezza, potrebbero in particolare essere oggetto di specifiche leggi di finanziamento e sottratti al calcolo del patto di stabilità, in particolare quando funzionali alla circolazione ciclabile).
  • Adottare norme tecniche di indirizzo che consentano l’applicazione dell’intero insieme dei dispositivi di moderazione che da anni e con successo sono applicati in molti paesi nel mondo, ma in Italia sono ancora privi di sufficiente inquadramento normativo.

3 – Utenti più sicuri

  • Allargare il campo di applicazione del Testo Unico per la salute e sicurezza dei lavoratori anche all’ambito stradale, e di inserire nel Testo Unico un nuovo Titolo esclusivamente dedicato al Rischio Stradale.
  • Inserire anche i modelli di organizzazione e gestione aziendale basati sullo standard ISO 39001 tra quelli citati nell’art. 30 comma 5 del Testo Unico 81/2008.
  • Istituzionalizzare la figura dello psicologo del traffico in scuole guida, campagne pubblicitarie, etc.
  • Potenziare i momenti di formazione ed educazione stradale (es. con corso di aggiornamento al momento del rinnovo della patente di guida; con introduzione nelle autoscuole di elaborati specifici sulla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, con campagne di comunicazione sugli esiti dell’incidentalità; con maggiore educazione stradale a scuola, ecc.).
  • Facilitare la possibilità di stipulare polizze di assicurazione per le biciclette e di istituire consulte locali per la ciclabilità.

Spero che queste proposte possano trovare ampia diffusione e sostegno da parte dei soggetti responsabili, a tutti i livelli, della mobilità delle persone.