Sicurezza stradale: il contributo di Andrea Marella

***

Qual è lo stato della sicurezza stradale oggi in Italia? Stiamo davvero facendo progressi? Ecco il contributo di Andrea Marella di Trafficlab, esperto in ingegneria del traffico e sicurezza stradale.

***

La situazione generale della sicurezza stradale in Italia ed il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS)

In tema di sicurezza stradale, mai come ora la situazione è disordinata e senza pianificazione. Disordinata perché ognuno fa quello che può e, molto spesso, solo quello che vuole: pubbliche amministrazioni più o meno sensibili fanno interventi di “messa in sicurezza” che molto spesso non sono altro che manutenzioni ordinarie, un fiorire di associazioni no profit che non possono che portare ad un abbassamento culturale e di ricerca sul tema, tecnici sempre più condizionati dalle scelte dei decisori locali.

Senza pianificazione perché oramai il PNSS è del 2001 e tra non molto si festeggerà il decennale, anche se da festeggiare c’è davvero poco. Manca un aggiornamento e soprattutto una pianificazione a 360°, dal Governo alle realtà locali, e in questo marasma generale ognuno pubblica e si plaude da solo di aver trovato la panacea del male sicurezza stradale. Non vorrei passare per pessimista ma la strada è ancora lunga.

Le novità positive e negative della normativa recente

Considerando il pacchetto sicurezza in discussione alla Commissione Trasporti, qualche lumicino di speranza c’è ancora. Ci sono articoli che introducono obblighi nei confronti degli enti proprietari e concessionari delle strade, e degli enti locali competenti, con la finalità di elevare i livelli di sicurezza della circolazione, con specifico riferimento alle strade ove si registrano i più alti tassi di incidentalità. Sono stati inoltre fissati – finalmente – i termini e le modalità per la trasmissione, in via telematica, dei dati relativi all’incidentalità stradale da parte delle Forze dell’ordine e degli enti locali al Dipartimento per i trasporti così finalmente potremmo vedere la reale situazione della nostra povera Italia. Non c’è molto da commentare se non un auspicio che queste norme siano presti cogenti e che per una volta tanto fatta la legge non si trovi l’inganno.

Un breve confronto con il quadro europeo

Il quadro europeo è molto diverso da quello italiano. E’ decisamente meglio organizzato e più concreto sul tema, tant’è che non saranno pochi i Paesi europei che raggiungeranno l’obiettivo 2010 (dimezzamento delle vittime da incidenti stradali rispetto al 2001); anche se c’è da segnalare una controtendenza proprio in quei paesi virtuosi (quelli scandinavi e anglosassoni, ed i Paesi bassi), di difficile comprensione. Per altri Paesi invece, Italia compresa, l’obiettivo comunitario è abbastanza una chimera – nonostante quanto possa risultare dai dati ufficiali, talvolta incomprensibilmente discordanti da un anno all’altro – e sapere che per colpa di questi Paesi tutta l’Europa non raggiungerà l’obiettivo – cosa oramai certa – dovrebbe essere uno stimolo a fare bene e meglio nei prossimi anni. Speriamo che così sia.

“Vision Zero”

Vision Zero è un programma di pianificazione e programmazione sulla sicurezza stradale adottato dalla Svezia e ripreso di recente anche dalla Svizzera con Via Sicura, e si basa su un concetto semplice: concepire la sicurezza stradale alla pari della sicurezza nello spazio aereo dove qualsiasi azione, progetto, attività è studiata per annullare il rischio di incidente. Credo che se passasse questo concetto anche in Italia potremmo avere davvero una effettiva pianificazione della sicurezza stradale, per attuare poi tutte quelle attività di progettazione, comunicazione ed informazione nel campo della moderazione del traffico, nella mobilità sicura e sostenibile e in generale nell’ecologia urbana.

Andrea Marella (TrafficLab)

***