Sicurezza delle infrastrutture stradali: criticità, innovazioni e strumenti normativi e gestionali.

Strade, autostrade, ponti e viadotti. Li percorriamo ogni giorno facendo attenzione ai rischi alla guida, ma può capitare che siano le stesse infrastrutture a costituire dei seri fattori di rischio.

Nel panorama italiano abbiamo sia forti criticità che importanti innovazioni. Ma anche strumenti normativi e metodologici che andrebbero, forse, sfruttati meglio. 

Il ponte Morandi, crollato a Genova nell’estate del 2018, non è stato il solo caso di infrastruttura di trasporto crollata negli ultimi anni. Altri ponti e cavacavia sono caduti sotto il peso della loro stessa struttura ormai marcia e del traffico sempre più impegnativo da sostenere.

Purtroppo si è visto che in Italia di ponti, viadotti e cavalcavia messi male ce sono a decine, e sono molti di più quelli che sono privi di manutenzione semplicemente perchè non sappiamo (!) chi li deve gestire.

Illuminante, in proposito, una inchiesta condotta da Milena Gabanelli sullo stato di ponti, viadotti e cavalcavia in Italia. La grafica seguente mostra in sintesi la disarmante situazione italiana.

Sarebbe utile che i ministri competenti in tema di trasporti, opere pubbliche e sviluppo economico considerassero la soluzione di questo problema come una priorità reale ed urgente, prima di piangere i morti del prossimo crollo annunciato.

Paradossalmente, in Italia abbiamo anche interessanti innovazioni tecnologiche che interessano proprio l’ambito della sicurezza delle infrastrutture di trasporto.

Ad esempio, nel 2018 Anas ha avviato con l’Enea, il Consorzio Train e la società Takius il progetto di ricerca “Sentinel”, per la pesatura dinamica intelligente per la gestione del traffico pesante, finanziato dal MIUR con il PON Ricerca e Innovazione 2014-2020.  Il sistema verrà sperimentato sulla A2 “Autostrada del Mediterraneo”.

L’obiettivo è quello di sviluppare e realizzare un sistema di pesatura dinamica dei veicoli che, integrandosi con altri sistemi, collabori in una gestione intelligente e predittiva del traffico di mezzi pesanti aventi effettive condizioni di carico non compatibili con le caratteristiche della struttura viaria, con smistamento in tempo reale su viabilità alternativa.

L’installazione del sistema è prevista in prossimità di nodi di infrastrutture stradali quali ponti, viadotti e cavalcavia, tratti considerati delicati per le caratteristiche altimetriche, ambientali e climatiche. Il progetto permetterà di avere informazioni utili sia per le attività di manutenzione delle infrastrutture stesse, sia a supporto del controllo dei veicoli pesanti in sovraccarico.

Ho riportato esempi di serie criticità e di grandi innovazioni, entrambe presenti nel nostro Paese. Quello che manca è forse un approccio adeguato capace di dare una visione di insieme e di assicurare la sicurezza sulla “componente infrastruttura” del sistema guida. E per questo è utile conoscere, da parte degli addetti ai lavori, i principali strumenti normativi e metodologici studiati appositamente per ridurre il più possibile i rischi legati alle infrastrutture stradali: il D.Lgs 35/2011 e lo standard ISO 39001.

Il decreto legislativo n. 35/2011, che recepisce la Direttiva Europea 2008/96, ha introdotto nuovi obblighi e nuove procedure, che segnano l’inizio di un nuovo modo di gestire la sicurezza. Si punta infatti ad avere il monitoraggio costante delle condizioni della strada e ad intervenire prima che si verifichino eventi incidentali, secondo un approccio preventivo.

Il decreto n. 35/2011 non stabilisce dei requisiti tecnico-funzionali per le caratteristiche infrastrutturali, ma introduce obblighi nei confronti dei diversi soggetti coinvolti nella gestione delle infrastrutture stradali.

Il decreto si applica alle strade ricadenti nella rete “TEN” (rete stradale transeuropea) in fase di pianificazione, di progettazione, in costruzione o già aperte al traffico. Al 1° gennaio 2020 sarà esteso anche alla rete stradale di interesse nazionale.  

Riporto di seguito lo schema dell’impianto descritto dal Decreto, riprendendolo dalle relative Linee Guida.

Schema del ciclo di controllo della sicurezza delle infrastrutture stradali (D.Lgs 35/2011)

Il decreto 35/2011 non è in conflitto con lo standard ISO 39001 (del quale ho molto scritto in queste pagine), ma si affianca ad esso avendo lo stesso obiettivo: intervenire sulla gestione della sicurezza stradale al fine di ridurre e prevenire gli incidenti (in particolare quelli gravi). Entrambe le normative sviluppano un processo di tipo preventivo e non individuano dei requisiti tecnico-funzionali.

Ho avuto modo di seguire in prima persona un progetto relativo alla certificazione ISO 39001 di un importante concessionario autostradale ricadente nella rete TEN-T, durante il quale è stato importante mettere in luce gli ambiti di sovrapposizione e di intervento delle due normative in questione. Infatti, lo standard ISO 39001 ed il decreto 35/2011 operano su piani differenti, come ho riassunto nella seguente tabella.

STANDARD ISO 39001 D.Lgs 35/11
Applicazione volontaria Applicazione cogente (ma decreti attuativi ancora non del tutto emanati)
Validità internazionale Validità nazionale italiana (in recepimento di una direttiva europea)
Individua i requisiti per il sistema di gestione in sicurezza del traffico stradale, per consentire a tutte le organizzazioni che interagiscono con il sistema stradale di ridurre le morti e le lesioni gravi dovute ai sinistri sui quali possono intervenire.   Il D.Lgs 35/11 e le relative Linee Guida hanno come finalità quella di orientare, coordinare e rendere omogenee le attività di tutti i soggetti coinvolti nel processo della sicurezza delle infrastrutture stradali, tra cui gli Enti territoriali, gli Organi Competenti, gli Enti proprietari e gestori delle strade e gli esperti di sicurezza stradale, al fine di realizzare un progressivo aumento del livello di sicurezza della rete.
Lo standard ISO 39001 è destinato a indirizzare la gestione di sicurezza del traffico stradale portando l’organizzazione ad individuare i fattori che interagiscono con il sistema stradale e che hanno effetto sul raggiungimento degli obiettivi finali. Il Decreto stabilisce criteri e modalità per l’effettuazione dei controlli della sicurezza stradale sui progetti e sulle ispezioni di sicurezza di infrastrutture esistenti e per l’attuazione del processo per la classificazione della sicurezza della rete.
Al punto 9.2 della ISO 39001 è richiesto che l’organizzazione (ad esempio un Ente gestore o proprietario di una infrastruttura) metta in atto una o più procedure per registrare, indagare e analizzare quei sinistri e quegli altri eventi incidentali da traffico stradale in cui è coinvolta che provocano morte e lesioni gravi agli utenti della strada, al fine di determinare i fattori che essa può controllare o influenzare e che possono essere causa o possono contribuire al verificarsi di tali episodi ed identificare la necessità di un azione correttiva o preventiva di RTS. Il risultato dell’analisi incidentale deve essere documentato e conservato. Nell’Articolo 7 del D.Lgs. 35/11 viene specificato che per ciascun incidente mortale verificatosi sulla rete, l’OC (nel caso di un concessionario autostradale è il MIT) deve effettuare una “relazione di incidente” riportando i dati raccolti e trasmessi dalle FFOO (Forze dell’ordine) e dagli EELL (Enti Locali).   I dati dell’incidentalità vengono inoltre utilizzati per classificare la rete stradale in tratti omogenei ad elevata concentrazione di incidenti, al fine di individuare ed eliminare le criticità della rete stradale che provocano il reiterarsi di incidenti mortali.  

L’applicazione ragionata di quanto visto, sia a livello normativo che metodologico, consente quindi di presidiare anche gli aspetti della sicurezza legati alla “componente infrastruttura”, a patto naturalmente che venga implementata adeguatamente.

In definitiva, a livello normativo, metodologico e tecnologico non mancano gli strumenti per garantire la piena sicurezza sulle strade che percorriamo ogni giorno. Abbiamo però un problema serio a livello organizzativo e gestionale, che è opportuno risolvere presto, per la sicurezza e la serenità di tutti.

Invito gli interessati al tema a contattarmi per ogni esigenza di confronto ed a partecipare ai miei corsi di formazione su rischio stradale e sistemi ISO 39001  che tengo periodicamente in NIER Ingegneria o presso le sedi delle organizzazioni interessate.