Auto a guida autonoma causa incidente mortale. Fidarsi o no della tecnologia?

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Il 19 marzo 2018 si diffonde la brutta notizia di una vittima di incidente stradale causato da un’auto in modalità di guida autonoma. Per giunta, con un uomo a bordo (proprio per motivi di sicurezza), che però non è intervenuto in tempo. Questo ha portato alla sospensione dei test di guida autonoma in corso in diverse città degli Stati Uniti.

La domanda che molti si fanno è: fidarsi o no della tecnologia?

Le auto a guida autonoma sono una fontiera ormai vicina. Già da tempo si moltiplicano i dispositivi in grado di assisterci alla guida in tutti i modi possibili, e non è lontano il giorno in cui l’intervento umano per la guida sarà ridotto a zero. Nel frattempo, assistiamo (con dispiacere, naturalmente) ad episodi in cui la sperimentazione di auto a guida autonoma porta alla perdita di vite umane.

Cosa pensare in merito? E soprattutto, cosa fare?

Le sensazioni personali possono essere tante e diverse, tutte legittime. Si può passare dalla posizione di chi pensa che “in nessuna sperimentazione tecnologica si possa accettare di perdere una vita umana” a chi pensa che “è un prezzo necessario da pagare oggi per evitare molte più vittime domani”.

La mia opinione è che il progresso tecnologico non si può e non si deve fermare, se esso è, in generale, orientato ad ottenere condizioni di vita più sicure (ricordo che nel mondo ci sono 1,25 milioni di vittime ogni anno per incidenti stradali). Quindi, ben vengano gli sviluppi di dispositivi volti a portare maggiore sicurezza. D’altra parte, sono ugualmente convinto che la perdita di una vita umana non sia giustificabile come prezzo da pagare per consentire queste sperimentazioni. E non debba essere giustificato.

Per me si è trattato di un incidente. E come tale deve essere considerato. Come tanti altri, stradali o meno, che portano alla perdita di vite umane.

E il fatto che “non sia giustificabile” (cosa che ribadisco, convintamente!) non deve portarci a fermare le attività umane, ma a moltiplicare gli sforzi per evitare che la cosa possa ripetersi.

Fare sicurezza. “Pensare” la sicurezza. Esigere, la sicurezza. E, infine, applicarla nel concreto. In qualsiasi contesto in cui possa essere messa a rischio l’incolumità delle persone. Compresa la sperimentazione tecnologica.

Se siamo sufficientemente evoluti per costruire “macchine” che si guidano da sole, possiamo sicuramente sperimentarle in modo da ridurre al massimo i rischi che questa sperimentazione comporta. E forse, nel caso specifico in questione, non ci si è preoccupati a dovere di questo aspetto.

Spero davvero di non dover più commentare notizie come questa.

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Più in generale, occorre considerare come questo tema diventi anno dopo anno sempre più presente nella nostra vita personale (ed ancora di più in quella professionale, per gli addetti ai lavori). E’ quindi interessante seguirne le evoluzioni.

Tra i vari aspetti interessanti segnalo quanto segue: come testimonia il video qui sotto, le auto a guida autonoma stanno “imparando” a guidare prendendo lezioni da guidatori umani (mi verrebbe da commentare… speriamo da quelli giusti!“)

Battute a parte, questo spunto è molto significativo per farci capire quello che sta avvenendo, e come nel prossimo futuro le auto a guida autonoma entreranno nella nostra vita. Piaccia o no, occorre abituarsi all’idea, e gestire questa rivoluzione nel modo migliore (e mi rivolgo naturalmente anche agli esperti di mobilità e trasporti). Non sarà certo una “transizione” banale.

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