Come trasformare la propria auto in un veicolo elettrico: intervista allo staff di eCars-Now!

La DeLorean elettrica di eCars-Now!

La mitica DeLorean DMC-12 con cui Marty McFly e “Doc” Emmet Brown scorrazzavano avanti e indietro nel tempo nelle avventure raccontate in Ritorno al Futuro necessitava di una buona dose di plutonio (o della scarica di un fulmine) per raggiungere la potenza di 1,21 GW, necessaria per viaggiare nel tempo. Non certo il massimo della sostenibilità quindi, e occorre aggiungere che per attivare il meccanismo occorreva raggiungere la velocità di 88 miglia orarie (141,6 km/h), anche se per questo bastava un normale motore a combustione interna. Il dispositivo di viaggio nel tempo (flusso canalizzatore) è stato successivamente convertito da “Doc” in modo da poter funzionare con la spazzatura e non con il plutonio, migliorando così enormemente la fattibilità dei viaggi nel tempo. Restava però ancora il motore a combustione interna, che continuava ad andare a benzina. Ma qui sono intervenuti gli esperti italiani di eCars-now!, che hanno risolto il problema del motore termico sostituendolo con un più efficiente e pulito motore elettrico.

Qualcuno di voi avrà notato qualcosa di strano… l’ultima parte della storia che abbiamo raccontato in effetti era assente nei film di Ritorno al Futuro. Ma eCars-now! esiste davvero. E, quel che è ancora più importante, è davvero in grado di convertire auto con motore termico in auto elettriche. Compresa la DeLorean.

Oggi incontriamo lo staff di eCars-Now! (Riccardo Mele, Roberto Vezzi e Daniele Invernizzi), e cerchiamo di saperne di più sulla loro realtà. Daniele Invernizzi risponde alle nostre domande.

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Presentiamo eCars-Now! Chi siete, cosa fate, e soprattutto… perche?

Ecarsnow è un’associazione nata e ripresa da un’iniziativa finlandese. L’obiettivo comune è la mobilità elettrica, e nello specifico il Retrofit elettrico, che è il passaggio più semplice per arrivare ad avere mezzi elettrici nelle nostre strade, alla portata di tutti. Alcuni ci conoscono grazie alla rivista WIRED ed al suo direttore Riccardo Luna: insieme abbiamo convertito in elettrica la nostra DeLorean, l’auto di ritorno al futuro, partendo poi da Milano per una grande sfida, che abbiamo portato a termine con successo:  l’Electric Race Milano-Roma, viaggio fatto completamente con energia elettrica.

Il messaggio è chiaro: il retrofit analizza delle vetture che già esistono e non devono essere fabbricate appositamente, le modifica togliendo il vecchio motore termico in ragione di un moderno ed efficiente motore elettrico con tutta l’elettronica di contorno ed, ovviamente, le batterie. Il retrofit reinventa le auto in chiave ecologica ed economica.

Parliamo dell’efficienza energetica e del risparmio economico che si può ottenere sostituendo i motori tradizionali con i motori elettrici. Una questione di importanza notevole, specie in tempi di crisi.

Il motore delle auto normali, anche le più moderne, si chiama “termico” e con la parola “termico” i tecnici hanno riassunto quello che rappresenta il motore a benzina: una caldaia, che ci fa anche muovere, ma che principalmente produce calore. In parole povere, ipotizzando di introdurre “100 unità” di carburante, lui ci restituirà circa  “20 unità” di energia meccanica per muoverci, mentre il resto diventerà calore (assieme agli scarti, ovvero i fumi e le polveri sottili). Attualmente nel motore elettrico a fronte di 100 unità riceveremo circa 65 unità di energia meccanica, questo si traduce in circa 150km percorsi con circa 1,90 euro di energia elettrica e quasi zero manutenzione, perché non ci sono cambi olio, filtri, candele, marmitte.

John Ford, visionario creatore della nota casa automobilistica, era solito dire che “più cose si muovono in un’auto, più sarà facile che questa si guasti. Nell’auto elettrica si muove solo l’albero motore, nelle tradizionali? Pistoni, pulegge, valvole, pompe, farfalle, liquidi, gas… Nel nostro sito i più curiosi e tecnici potranno trovare risposte ai principali dubbi sull’auto elettrica ma anche approfondimenti tecnici ed energetici.

Si dice che le auto elettriche consentano anche di ridurre l’emissione di sostanze inquinanti e soprattutto dei gas serra, responsabili dei cambiamenti climatici in atto (ormai impossibili da contestare). E’ davvero così?

Le auto elettriche sono ZEV: Zero Emission Vehicles, il che significa che non emettono nemmeno un grammo della famigerata anidride carbonica, la Co2, e nemmeno perdono olio (lo si trascura, ma un motore termico che gocciola olio inquina in maniera considerevole). C’è un’altro aspetto importante da ricordare in favore dell’abbattimento di emissioni di CO2: il retrofit recupera auto per le quali l’ambiente ha già pagato un prezzo, in termini di energia usata per fabbricarle e CO2 versata nell’atmosfera durante la loro “vecchia vita termica”.

L’uso di motori elettrici ci consentirebbe di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Producendo inoltre elettricità da fonti rinnovabili potremmo ridurre anche la dipendenza da altre fonti fossili (come gas e carbone). Approfondiamo questi aspetti legati alla strategia energetica nazionale.

Se domani dovessimo tutti convertire le nostre auto e trasformarle in elettriche, le centrali energetiche potrebbero sopperire tranquillamente a questa richiesta, e comunque di norma la maggiore richiesta di energia per le ricariche avverrà di notte, quando i consumi tradizionali sono più ridotti. Aggiungiamo a questo l’energia risparmiata per la produzione, il trasporto e la commercializzazione dei combustibili fossili! L’autorità per l’energia del nostro paese ha di recente varato una legge che permette ai privati cittadini di avere un contatore separato per la ricarica dei veicoli elettrici e la cosa bella è che l’energia per autotrazione costa meno di quella tradizionale.

La produzione da rinnovabili aumenta costantemente, e comunque non dimentichiamo che l’auto elettrica non sposta il problema dell’inquinamento dalle città alle centrali elettriche: la rete elettrica, in termini di energia prodotta, rende più di un motore termico, le emissioni sono molto più controllate e la produzione sempre più rinnovabile. Privati e aziende possono scegliere di acquistare energia verde, incentivandone sempre di più la produzione. Da non dimenticare infine che è già possibile generarsi da soli l’energia, e in futuro sarà sempre più semplice ed economico.

Da quanto abbiamo detto pare che la mobilità elettrica sia una vera e propria rivoluzione energetica, economica ed ambientale, e che peraltro sarebbe stata già pronta a manifestarsi da tempo. Perchè allora sta arrivando solo ora? E’ vero che c’è chi ha avuto l’interesse a contrastare lo sviluppo dei veicoli elettrici?

L’auto elettrica è nata assieme, se non prima, all’auto termica. Come tutte le grandi rivoluzioni, quella della mobilità portava con se vantaggi e svantaggi. All’epoca le batterie non erano vantaggiose, anche se il rendimento delle auto elettriche era notevole, la loro manutenzione più economica etc… Investendo nell’auto a benzina, poi, si sono creati interessi enormi: in primis il petrolio ma anche ricambi, manutenzione, fine vita etc…

Negli anni i motori elettrici si sono sviluppati molto più di quelli termici e sono stati inseriti con successo nell’industria ed in altri settori, ma molto meno nei trasporti. Anche le batterie si sono sviluppate, diventando di giorno in giorno sempre migliori. I motori termici invece non sono cambiati molto, ed hanno avvelenato il mondo che conosciamo. Ma hanno arricchito e creato enormi interessi, superiori a quelli legati all’ambiente o al risparmio dell’utente finale: perché mai l’industria avrebbe dovuto privarsene? Non si tratta di segreti industriali, complotti o piani segreti, ma principalmente di affari: ciò che è molto conveniente per l’acquirente lo è poco per l’industria. È una legge dell’economia.

Negli ultimi anni però è cambiato il nostro modo di comunicare, di essere critici, di valutare e paragonare, è cambiata la sensibilità ambientale ed economica, per questo l’auto elettrica sarà il nostro nuovo modo di muoverci, anche se si qualcuno farà di tutto perché questo avvenga il più tardi possibile.

Torniamo alla vostra attività: voi seguite un approccio multiprofessionale, con il coinvolgimento di esperti e volontari di diversa provenienza e dalle molteplici competenze. Proponete inoltre l’approccio “dal basso”, fatto di aggregazione di utenti (con i gruppi di acquisto) e condivisione delle esperienze. Perchè questa metodologia e questo approccio diventano fattori di successo?

Siamo un’associazione e viviamo della condivisione di esperienza, in modo che un modello che funzioni possa essere replicato. Tutti i nostri protocolli sono “open”, a disposizione di tutti, così come condividiamo i contatti, successi ed insuccessi. In questo modo evitiamo che una buona idea possa essere comprata da chi vuole che questa non venga messa a disposizione delle masse, e se uno dei fondatori dovesse mai abbandonare il progetto, chiunque potrebbe subentrare trovando in dote l’esperienza condivisa. Un brevetto può essere acquistato e nascosto in un cassetto, ma nel nostro caso questo non è possibile: noi promuoviamo un’idea stimolando la concorrenza tra i produttori e fornitori per ottenere i migliori prodotti ed i migliori prezzi. Collaboriamo con ingegneri e tecnici che vogliano mettere a disposizione la loro esperienza e volontari che aderiscano appieno ai nostri principi. I gruppi di acquisto sono una forza, altro non sono che il modo per ottenere i prezzi all’ingrosso dei componenti, l’attenzione di media ed istituzioni ed un prodotto sviluppato e sempre migliore. Questo fa sempre parte della legge del commercio che, se utilizzata dall’utente finale, può diventare un vantaggio enorme per tutti.

Cosa deve fare un cittadino interessato a convertire la propria auto accogliendo la vostra proposta? E come gestirà poi la sua nuova auto elettrica? Penso alle questioni autonomia, batterie, ricarica, ecc…

L’obiettivo principale di ecarsnow! è il gruppo di acquisto: individuare un modello di auto che sia interessante per tutti, ottenere i prezzi migliori, convertirla e commercializzarla. In questo modo il prezzo finale è il migliore che si possa avere, ed è sempre possibile replicare l’esperienza con ulteriori gruppi di acquisto, semplicemente avviando una nuova campagna acquisto e conversione. Ma abbiamo officine in grado di convertire molti veicoli e diversi modelli: noi chiediamo sempre di inviarci la copia del libretto e forniamo quindi un preventivo al prezzo migliore. L’autonomia è la domanda tipica: consideriamo la seconda auto, ovvero di avere una citycar per andare al lavoro. L’autonomia base è di circa 140km con una ricarica, la percorrenza media in città di una persona che va al lavoro e torna a casa la sera è di circa 50km. È chiaro che con pochissima energia e meno di due euro andrà a lavoro e tornerà a casa!

Ma non limitiamoci a questo: aggiungendo batterie potremo avere l’autonomia di un’auto normale, è possibile farlo anche in un secondo momento. Le nostre auto si ricaricano da qualsiasi presa si casa, ma le colonnine elettriche di ricarica stanno arrivando e si diffonderanno sempre di più. Un aspetto che non posso omettere è la durata enorme di un motore elettrico e la semplicità con cui può essere re-installato in una nuova vettura, quando magari deciderete di cambiare la vostra: potete fare lo stesso con un’auto normale? Ovviamente si tratta di una rivoluzione del modo di muoversi: tutti dovremo fare uno sforzo, ma i vantaggi che ne derivano sono enormi!

Ecco infine uno spazio a vostra disposizione: fate il vostro appello a chi volete (cittadini, potenziali collaboratori, istituzioni, ecc.).

Ecarsnow! sta aprendo importanti collaborazioni con enti, istituzioni e privati, e questo non deve sorprendere, perché i vantaggi sono evidenti e tangibili, immediati e convenienti.

Il nostro quindi non è un appello, ma un’apertura a chiunque voglia “salire a bordo” di questa macchina del “ritorno al futuro”. Alle istituzioni rivolgiamo un appello, che si unisce a quello di molte altre realtà: snellire le pratiche burocratiche per la re-immatricolazione dei veicoli elettrici, incentivandoli. Creare finanziamenti e incentivi mirati alla conversione trascina dietro di se una serie di vantaggi enormi che non possono più essere dimenticati in favore di altri interessi: il primo vantaggio è quello ambientale, che viaggia di pari passo con quello economico.

Voglio utilizzare la frase ascoltata durante un workshop molto importante dal rappresentante di una importantissima casa automobilistica di cui non posso fare il nome: “se cento anni fa avessimo scelto l’auto elettrica ed oggi qualcuno venisse a proporci di cambiarla con il miglior modello di auto a benzina che vi possa venire in mente, lo guarderemmo come un pazzo. Oggi invece ci sentiamo dei pazzi a guidare una caldaia”.

Link al sito web di E-carsNow: www.ecarsnow.it.

Aggiornamento 20/01/2016 – Convertire veicoli tradizionali in elettrici: il regolamento in Gazzetta Ufficiale

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