Come progettare adeguatamente un sistema di bike sharing: incontro con Luca Barbadoro

Come progettare adeguatamente un sistema di bike sharing: incontro con Luca Barbadoro mobilità urbana biciclette e mobilità ciclabile In questi ultimi anni, pur tra le mille difficoltà economiche con cui devono combattere ogni giorno le amministrazioni comunali, è notevolmente aumentata la diffusione dei sistemi di bike sharing, cioè delle biciclette comunali messe a disposizione di cittadini o turisti per gli spostamenti di ogni giorno.

I sistemi di bike sharing, pur se offerti ai cittadini a a prezzi estremamente irrisori, hanno per i Comuni costi non trascurabili, che possono portare al fallimento o alla scarsa utilizzazione dei servizi se sono mal progettati. Per questo è importante che i tecnici comunali progettino questi sistemi in modo molto accurato, inserendoli nell’ottica complessiva della mobilità cittadina. Luca Barbadoro ha curato questo processo per il Comune di Jesi, e racconta in questa sintesi la sua esperienza.

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Sviluppo integrato della mobilità sostenibile: dalle indagini degli spostamenti alla realizzazione degli interventi. L’esperienza del Bike Sharing del Comune di Jesi.

Negli ultimi anni sono state sviluppate e testate diverse misure per rispondere alle diverse esigenze di mobilità: trasporto pubblico a chiamata, potenziamento della mobilità ciclabile, car pooling car sharing, ecc.

Tali strumenti, di per sè tutti validi, non sempre hanno fornito i risultati sperati per mancanza di risposta da parte dei cittadini. Occorre comprendere che ripensare la mobilità delle persone è un processo (e non un progetto) che necessita un’approfondita conoscenza delle modalità di spostamento, delle esigenze specifiche, di una partecipazione attiva da parte degli utenti alle possibili scelte di spostamento alternative all’auto privata. Per partire con il piede giusto occorre un’attività iniziale che preveda la rilevazione delle abitudini di spostamento, in particolare delle persone che quotidianamente compiono spostamenti sistematici (casa – lavoro, casa – scuola).

Un esempio di cosa si intenda per processo è fornito dall’esperienza del Comune di Jesi, avviata in occasione del forum di Agenda 21 Locale nel 2005, che ha individuato tra le priorità la realizzazione di una indagine sugli spostamenti casa – lavoro del centro storico di Jesi. Dall’indagine sono seguite diverse iniziative, tra  cui il servizio di Bike Sharing, denominato  JESINBICI.

Dalle indicazioni fornite dall’indagine è stato possibile individuare il possibile target, il tipo di servizio, la localizzazione delle postazioni per le biciclette; ad esempio il servizio è completamente fornito di biciclette a pedalata assistita, considerando che il centro storico di Jesi è posto in collina e – come emerso dall’indagine – l’attuale basso utilizzo della bicicletta per recarsi al lavoro è riconducibile alle salite che risultano poco agevoli per l’utente medio. I primi dati disponibili sull’utilizzo del servizio sono confortanti: dal 22 luglio 2011 (inaugurazione del servizio), in 3 mesi si sono iscritti 220 utenti, sono state effettuate 1900 corse (in media 20 al giorno, circa mezz’ora per ogni utente) e sono state usate tra le 15 e le 21 biciclette, dislocate nelle quattro postazioni.

In sintesi, dall’esperienza emerge il seguente processo logico per l’attivazione di un servizio di bike sharing (e non solo) a partire da strumenti di indagini sugli spostamenti:

  • avviare una analisi degli spostamenti: oltre al rilevamento diretto delle modalità di spostamento dei cittadini occorre comprendere la loro propensione a utilizzare modalità alternative all’auto
  • individuare i punti generatori/attrattori di traffico: alla luce dei dati raccolti dalla precedente fase d’indagine, integrata con altri dati disponibili (come i flussi del traffico e l’analisi del trasporto pubblico), sarà possibile analizzare il territorio comunale individuando gli ambiti che generano e attraggono il traffico (stazioni, fermate degli autobus, parcheggi scambiatori, ospedali, uffici comunali, strutture scolastiche, ecc.); per questa fase si rende necessario un’applicazione GIS;
  • pianificare un sistema di offerta di bike sharing sulla base delle analisi degli spostamenti, dell’offerta della rete ciclabile, del target specifico su cui agire, ed anche considerando la possibilità di integrazione del servizio con il trasporto pubblico;
  • avviare il progetto attraverso una campagna di sensibilizzazione mirata sui target individuati;
  • monitorare il servizio (chi, quanto, dove e come si utilizza) e il gradimento degli utenti;
  • rendere pubblici i risultati raggiunti e confrontarsi con l’utenza: questa fase diventa fondamentale al fine di rivedere e potenziare il sistema di bike sharing, individuare le necessarie azioni per potenziare ed integrare il servizio con altre pratiche di mobilità sostenibile (in primis: integrazione con il TPL, ad esempio tramite bigliettazione e abbonamenti unici).

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Come progettare adeguatamente un sistema di bike sharing: incontro con Luca Barbadoro mobilità urbana biciclette e mobilità ciclabile

Il contributo qui riportato è una sintesi del documento completo, scaricabile qui in pdf.

Luca Barbadoro, laureato nel 2001 in  Scienze Ambientali a Urbino, ha frequentato nel successivo anno il Master in Analisi Ambientale Strategica. Dal 2002 presta attività consulenziale prevalentemente ad Enti Pubblici, come supporto ai processi di Agenda 21 Locale, reporting, analisi e valutazioni ambientali; approfondisce negli anni lo sviluppo di progetti in particolare nelle tematiche energia e mobilità sostenibile. Per il Comune di Jesi ha curato il processo di Agenda 21 Locale, l’indagine spostamenti casa – lavoro, il progetto di bike sharing.

Contatti: Luca Barbadoro, 3337492444, luca.barbadoro@gmail.com


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