Piano Nazionale della Sicurezza Stradale: le ultime novità

Incidente stradale
Proseguono i piani locali di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale. Ecco le ultime novità.
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Il Programma della Provincia di Torino
La Provincia di Torino ha varato il primo programma di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, definendo le strade di interesse secondo le indicazioni della Regione Piemonte: si tratta delle ex strade statali n. 10 (Comune di Pino Torinese), n. 11 (Comuni di Chivasso, Verolengo e Villareggia) e n. 20 (Comuni di Carmagnola e Moncalieri).
Per l’individuazione dei siti è stata scelta una metodologia ritenuta innovativa per due motivi: l’effettuazione dell’analisi dei sinistri stradali che hanno originato morti e feriti e la messa in sicurezza di tutti gli utenti della strada (non solo i guidatori di veicoli a motore), compresi gli utenti più a rischio, come i pedoni e i ciclisti. Altra importante novità è la valutazione dell’efficacia delle azioni, che sarà fatta grazie al confronto tra gli indici di incidentalità (sempre riferiti ai sinistri con morti e feriti) rilevati prima e dopo gli interventi.
Gli interventi sono suddivisi in tre progetti:
- sulle tratte extraurbane: installazione di guard rail, di segnaletica di tipo luminoso e tradizionale, di pali di illuminazione fotovoltaici (ove gli incidenti avvengono soprattutto di notte e in prossimità degli accessi laterali), realizzazione di isole spartitraffico a protezione delle svolte a sinistra (isole che di solito sono dotate solo di segnaletica orizzontale, e quindi usate per sorpassare causando scontri frontali o frontali-laterali); sulle tratte edificate la realizzazione di “porte”, per separare chiaramente le zone extraurbane dai centri abitati, corredate di segnali di grande formato su pali ricoperti di edera posti su ambo i lati della strada e progressivamente ravvicinati, utili a far diminuire la velocità prima dell’ingresso tra gli edifici grazie alla riduzione dell’orizzonte visivo percepita dai guidatori. Questo primo progetto ha un costo di 1 milione e 850mila euro.
- realizzazione di cinque nuove rotatorie in corrispondenza di incroci critici, per un totale di oltre 1 milione e 600mila euro.
- installazione di dissuasori di velocità, sotto forma di dispositivi elettronici atti a rilevare e segnalare la velocità di percorrenza ai guidatori, per una spesa di 365mila euro.
Fonte: Provincia di Torino
La graduatoria attuativa della Regione Veneto
La Giunta della Regione Veneto ha approvato la graduatoria per la realizzazione degli interventi previsti dal terzo programma di attuazione del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e la relativa ripartizione dei contributi regionali per un totale di oltre 3 milioni 568 mila euro. La Direzione regionale Infrastrutture provvederà ora ai conseguenti adempimenti tecnico amministrativi. Nel giugno scorso la Regione ha approvato il “Bando per interventi di rilevanza nazionale a favore della sicurezza stradale” e successivamente la specifica Commissione di Valutazione ha formato la graduatoria ora approvata, con prescrizioni per alcuni Enti, tenendo conto della rilevanza dei fattori di rischio sui quali si applica la proposta; della sua capacità di contrasto; della coerenza delle azioni rispetto all’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale; del rafforzamento della capacità di governo; dell’intersettorialità, interistituzionalità e partenariato pubblico privato; la tempestività.
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Cos’è il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale?
Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale è stato istituito con la legge 144/1999, con la quale è stata recepita la Comunicazione alla Commissione Europea n. 131 del 1997: “Promuovere la sicurezza stradale nell’Unione Europea: il programma 1997-2001″.
I primi programmi nazionali di attuazione in Italia risalgono agli anni 2002 e 2003. Nel 2007 è stato avviato il 3° programma nazionale di attuazione, per il quale la legge finanziaria 2008 prevedeva lo stanziamento di 200 milioni di euro fino al 2013. Questi fondi sono stati purtroppo drasticamente ridimensionati per ricavare parte dei fondi necessari all’abolizione dell’ICI: i 200 milioni stanziati per 5 anni sono stati ridotti ad appena 17,5 milioni di euro per il solo anno 2008 (cfr. D.L. 27/05/2008 n. 93).
Pur essendo nelle intenzioni uno dei più efficaci strumenti per il miglioramento della sicurezza stradale, il Piano Nazionale è purtroppo al momento uno strumento a corto di fondi e di organizzazione, come ha già denunciato in questo spazio Andrea Marella in una recente intervista.
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