Il Mobility Manager: funzioni, tipologie ed iniziative

29 dicembre 2009

La figura del Mobility Manager è stata introdotta con il Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998. Gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per “unità locale” e le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti, devono individuare un responsabile della mobilità del personale, definito, per l’appunto, Mobility Manager.

Il decreto in questione individua due figure professionali:

  • il Mobility Manager di azienda;
  • il Mobility Manager di area.

Il Mobility Manager di azienda

Il Mobility Manager di azienda ha l’incarico di ottimizzare gli spostamenti sistematici dei dipendenti. Egli ha l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto privata adottando, tra l’altro, strumenti come il Piano spostamenti casa-lavoro (PSCL), con cui si favoriscono soluzioni di trasporto alternativo a ridotto impatto ambientale (car pooling, car sharing, bike sharing, trasporto a chiamata, navette, ecc.).

Gli obiettivi sono concernenti la generale riduzione del traffico veicolare privato e delle sue nocive conseguenze:

  • consumo di energia;
  • inquinamento atmosferico ed acustico;
  • emissioni di gas serra;
  • aumento della congestione stradale;
  • calo della sicurezza stradale.

L’adozione dei Mobility Manager costituisce uno dei punti salienti delle azioni di mobilità sostenibile.

Il Mobility Manager di area

Dal 2000 la normativa nazionale ha introdotto il Mobility Manager di area, figura di supporto e coordinamento dei responsabili della mobilità aziendale, istituita presso l’Ufficio Tecnico del Traffico di ogni Comune (ad esclusione dei più piccoli). Egli è adibito a mantenere i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto locale, a promuovere le iniziative di mobilità di area, a monitorare gli effetti delle misure adottate e coordinare i PSCL delle aziende. Ogni azienda deve comunicare la nomina del Mobility Manager aziendale al Mobility Manager di area del Comune.

Iniziative di mobility management

Molte sono le iniziative che possono essere adottate dai mobility manager per favorire un minor uso del mezzo privato a favore del trasporto pubblico.

Il Ticket mobilità

Una interessante iniziativa riguarda ad esempio l’adozione del Ticket Mobilità, in uso nel Comune di Venezia. Si tratta di un voucher che consente l’acquisto di beni e servizi legati alla mobilità sostenibile. Sviluppato dalla Direzione Mobilità del Comune di Venezia (grazie alla competenza di Muoversi S.r.l e Accor Services Italia S.r.l), il progetto rappresenta una vera rivoluzione in tema alla mobilità sostenibile e coinvolge attivamente l’intero territorio comunale. Utilizzando i Ticket, di valore variabile (da 1 a 258 euro), i dipendenti delle aziende aderenti possono acquistare, presso gli esercizi convenzionati, beni (auto bifuel, impianti metano/gpl per auto, biciclette tradizionali ed a pedalata assistita) e servizi (Trasporto pubblico collettivo, Trasporto pubblico individuale, Car sharing). I dipendenti possono inoltre acquistare veicoli a trazione elettrica, carburante a basso impatto ambientale, ticket per la sosta di veicoli elettrici o ibridi. Il vantaggio per l’azienda, che paga i buoni, risiede nella possibilità di detrarre le somme investite. Questa iniziativa merita di avere larga diffusione. Si tratta di una forma di reddito a destinazione d’uso vincolata: il dipendente riceve una parte del suo stipendio sotto forma di buoni per la mobilità, che può spendere in modo flessibile ma sempre nell’ambito del trasporto pubblico o di mezzi privati a basso impatto. E’ una delle migliori iniziative di mobilità sostenibile, ed è opportuno che la sua diffusione aumenti il più possibile. Purtroppo, come ci ha segnalato un lettore, l’iniziativa a Venezia pare non aver avuto il successo che avrebbe meritato, a causa della ritrosia delle imprese (peraltro in parte giustificabile, visti i forti impatti della crisi economica). Si spera in ogni caso che la situazione possa presto tornare a migliorare e che i buoni per la mobilità sostenibile possano avere la diffusione che meritano.

I crediti di mobilità

Altra interessante novità è la sperimentazione partita a Genova sui crediti di mobilità. Il sistema dei Crediti di Mobilità è parte del progetto Mercurio, e si tratta di un modello innovativo per razionalizzare e migliorare il traffico generato dalla distribuzione delle merci, garantendo al contempo le esigenze di rifornimento e consegna degli operatori economici della ZTL. Il sistema funziona attraverso lo scambio di una moneta virtuale, i crediti di mobilità, che vengono spesi in funzione sia del numero che dei mezzi utilizzati per il rifornimento e la consegna delle merci. Tutti i dettagli in questo pdf.

Leggi anche:

  1. Il Rapporto sulla Mobilità Sostenibile nelle principali 50 città italiane L’associazione Euromobility ha presentato il terzo Rapporto Annuale sulla Mobilità Sostenibile nelle principali 50 città italiane. Luci ed ombre tra i risultati. Ecco il comunicato diffuso dall’ufficio stampa con la sintesi dell’indagine. *** E’ Bologna la città più “eco-mobile” d’...
  2. Lo stato dell’arte della mobilità sostenibile in Italia: intervista a Lorenzo Bertuccio Per conseguire l’obiettivo di una mobilità sicura, sostenibile ed efficiente i soggetti responsabili (amministrazioni, aziende, operatori del trasporto, ecc.) hanno a disposizione numerosi strumenti – operativi ed organizzativi – che consentono loro di calibrare le politiche scelte in base alle...
  3. Auto e veicoli elettrici: i progetti e le iniziative in corso La mobilità elettrica costituisce uno dei punti di forza delle iniziative di mobilità sostenibile, grazie al fatto che offre la possibilità di muoversi senza produrre emissioni inquinanti, gas serra e con livelli minimi di rumore. È tuttavia importante osservare che,...

Tags: mobilità sostenibile

Comments are closed.

UA-6716589-1