Mobilità sostenibile in vacanza: intervista al presidente dell’Associazione Alpine Pearls

Mobilità sostenibile non è solo muoversi in città in modo intelligente, economico ed efficiente. Anche in vacanza è possibile farlo, soprattutto se ci si reca in alcuni posti molto speciali. Alcune località alpine hanno fatto di questo il loro marchio distintivo, e si sono messe in rete costituendo l’Associazione Alpine Pearls. Scopriamo di cosa si tratta grazie al contriburo del presidente Peter Brandauer.

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di Peter Brandauer (Presidente di Alpine Pearls)

L’origine di Alpine Pearls e la sua evoluzione

L’idea di Alpine Pearls è nata oltre 10 anni fa da due progetti UE denominati  Alps Mobility e Alps Mobility II, allora promossi su iniziativa del Ministero dell’ambiente austriaco. L’obiettivo era quello di combinare le due tematiche turismo e mobilità nelle Alpi, sviluppando prodotti turistici attraenti ed  innovativi all’insegna della sostenibilità e della tutela del clima. Dal secondo progetto è nata concretamente l’associazione, che è stata fondata il 29 gennaio del 2006 e che raccoglieva all’inizio 17 località di 5 paesi alpini. Alpine Pearls è nel frattempo cresciuta e conta oggi ben 28 località sparse in 6 paesi alpini (di queste, ben 16 sono in Italia).

Le iniziative nell’ambito della mobilità sostenibile

La mobilità sostenibile è la tematica centrale sviluppata da Alpine Pearls. Sono 3 gli ambiti di mobilità che Alpine Pearls si impegna ad integrare nel prodotto turistico offerto dalle proprie località: la mobilità d’arrivo (cioè il modo in cui raggiungere la località di vacanza), la mobilità in loco (cioè la possibilità di raggiungere tutte le mete desiderate durante la vacanza senza dover utilizzare la propria automobile) e la mobilità del divertimento (cioè la possibilità di svolgere durante la vacanza attività divertenti ed ecocompatibili, da classici come trekking, MTB, ciaspole e sci di fondo fino alla chance di provare veicoli innovativi, dalle e-bike ai segway, dalle MTB elettriche alle auto elettriche). Il primo aspetto è quello per alcune località forse più complesso, in quanto talora la stazione di arrivo dista molti km dalla località e i collegamenti pubblici non sono sempre ottimali: le Perle delle Alpi cercano in questo caso da un lato di fare pressione sui locali fornitori di servizi di mobilità per migliorare i collegamenti e dall’altro di offrire agli ospiti un servizio personalizzato, per esempio con transfer dalla stazione in hotel compreso nel prezzo o servizi di taxi a chiamata per muoversi all’interno della località. Per chi proprio non ce l’avesse fatta a rinunciare alla macchina già alla partenza, molte località garantiscono una sorta di bonus (per esempio una cena tipica, un trattamento wellness o altre attività gratuite) a chi decide di rinunciare all’automobile durante il soggiorno, consegnando per almeno 4 giorni le chiavi della macchina in hotel o presso l’ufficio turistico.

I successi più inaspettati

Un aspetto positivo che è emerso dall’esperienza di questi anni sono i numerosi progetti di cooperazione che sono sorti tra le località aderenti al network. Si è creata una vera e propria rete di best practice, grazie alla quali le diverse località, dalle più rinomate come Interlaken o Moena, alle più piccole come Ceresole Reale e Chamois, imparano le une dalle altre e cooperano per trovare soluzioni comuni a problematiche simili legate alla mobilità e alla tutela del clima. Un altro successo di cui andiamo fieri è il crescente interesse e apprezzamento che riscontriamo sia a livello mediatico che soprattutto da parte dei turisti che visitano le nostre località. Crediamo nei confronti di questi ultimi di aver trovato la strategia giusta anche per sensibilizzarli verso un maggiore rispetto per l’ambiente. La nostra filosofia non è quella di imporre divieti (non devi usare la macchina, non puoi fare questo o quello), ma di offrire alternative invitanti. Posso portare l’esempio di Werfenweng (Salisburghese), località di cui sono Sindaco. Qui il percorso verso la mobilità dolce è iniziato ancor prima di Alpine Pearls ed oggi possiamo contare per esempio su ben il 20% di turisti che arrivano in treno, una percentuale molto alta, se si pensa che 10 anni fa eravamo al 2-3%.

Il supporto delle  istituzioni

Come accennato, Alpine Pearls è nata nella fase di start-up come progetto europeo. Da allora però l’associazione si regge sulle proprie gambe e cioè sulla quota associativa versata dai Comuni che ne fanno parte. Il sostegno degli enti locali a fianco dei consorzi turistici è fondamentale, in quanto il tema della mobilità necessità spesso di interventi infrastrutturali che il settore turistico da solo non è in grado di realizzare: per questo un lavoro di squadra è fondamentale, in cui anche province e regioni facciano la loro parte.

L’auspicio per il futuro.

L’auspicio per il futuro è che le Perle delle Alpi possano continuare a migliorare e ad impegnarsi come hanno fatto finora per dimostrare che andare in vacanza senza auto non soltanto è possibile, ma è anche particolarmente divertente. E poi si sa, in vacanza si è più propensi a sperimentare qualcosa di nuovo: sarebbe bello se le buone abitudini imparate in vacanza poi si potessero trasferire nella vita di tutti i giorni, magari anche nelle grandi città, dove la maggior parte dei frequentatori delle Alpi vivono.

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Peter Brandauer è da oltre 20 anni Sindaco di Werfenweng, nel Salisburghese. Iniziatore nel 2006 (anno della sua fondazione), e da allora Presidente, dell’associazione Alpine Pearls. La sua scommessa sul turismo sostenibile parte da lontano e nasce dalla convinzione che fare qualcosa per l’ambiente possa essere anche il primo passo per migliorare la qualità della vita per se stessi e per le generazioni future.

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