Car Sharing: l’avvio del servizio di Brescia e le ultime novità dal mondo

12 febbraio 2010

Flotta di un servizio Car Sgaring 300x225 Car Sharing: lavvio del servizio di Brescia e le ultime novità dal mondo news

Flotta di un servizio Car Sharing

Prosegue in Italia la crescita del Car Sharing.  Dopo l’attivazione del servizio di Savona, avvenuta nello scorso autunno, è fase di avvio il servizio a Brescia (con 8 auto e 4 parcheggi), ed è in fase di progettazione quello di Padova.

Oggi in Italia i servizi aderenti al circuito unico nazionale contano complessivamente circa 18.000 utenti (corrispondenti a 15.000 contratti attivati), 573 auto e 383 parcheggi (dati aggiornati al dicembre 2009), per una media di circa 26 utenti per ogni auto.

Anche le aziende si rivolgono sempre più spesso anche ai servizi car sharing. Da una ricerca sul settore, realizzata da Iniziativa car sharing (Ics), emerge infatti che ad essere abbonate al car sharing sono in prevalenza aziende private (92%) e che poco meno della metà di queste (il 40%) non ha un’auto di proprietà. Si tratta nell’assoluta maggioranza di aziende piccole, con meno di 15 dipendenti, e che sono situate nel 40% dei casi all’interno di zone a traffico limitato (ZTL) o in aree che prevedono il pagamento della sosta in strada. Per quanto riguarda invece le aziende della pubblica amministrazione, solo l’8% di esse ricorre al car sharing.

La continua evoluzione dei sistemi di car sharing porta con sè interessanti iniziative, come ad esempio la possibilità di integrare i servizi di car sharing con quelli di bike sharing. Questi sistemi ben si prestano infatti ad essere integrati nell’ambito dell’offerta di mobilità urbana delle città. Sono state avviate anche in Italia alcune interessanti esperienze di integrazione, che fanno leva su agevolazioni tariffarie e di servizio offerte a chi aderisce ad entrambe le iniziative (come quelle del Piemonte nei comuni della cintura Ovest di Torino, o a Parma).

Il Car Sharing all’estero

Il Car Sharing a Parigi

A Parigi è in progetto un sistema di car-sharing che prevede la disseminazione in città di 3000 auto elettriche. Il sistema, chiamato Autolib, è annunciato per il 2011. Le auto saranno disponibili 24 ore su 24 in 1000 stazioni di noleggio, distribuite nella capitale e nella sua periferia. A Parigi le stazioni in superficie consteranno ciascuna di quattro posti auto, mentre quelle sotterranee di dieci. Nella prima cintura di Parigi, dove i parcheggi sotterranei sono meno numerosi, verranno installate delle stazioni a sei posti, modulate in funzione della disponibilità e dei bisogni dei comuni interessati. Le vetture elettriche potranno inoltre essere ricaricate gratuitamente grazie ad apposite colonne distribuite sia nelle zone centrali che in quelle periferiche. L’abbonamento costerà tra i 15 e i 25 euro mensili, mentre la tariffa dovrebbe essere di 4 o 5 euro ogni mezz’ora di utilizzo del veicolo. I turisti avranno la possibilità di noleggiare un veicolo pagando 5 euro per ogni mezz’ora di utilizzo. Punti di forza saranno la possibilità di prendere le auto senza bisogno di prenotazione e di lasciarle dopo l’utilizzo in una stazione diversa da quella di partenza.  Il sistema sarà simile al progetto Car2go, realizzato a Ulm in Germania, ma con numeri più esigui e con la sola presenza di una decina di veicoli elettrici

Il Car Sharing inglese(*)

Dopo una partenza lenta, il Car Sharing inglese sta ora crescendo in maniera piuttosto accelerata, grazie anche all’adozione di alcune  importanti innovazioni nell’organizzazione dei servizi. Ecco alcune tra le migliori iniziative dei car club inglesi:

  • coinvolgimento delle autorità locali (car club in cooperazione con le università cittadine; utilizzo delle vetture del car club per scopi commerciali);
  • car club dotati di vetture elettriche, con utilizzo degli standard di parcheggio nelle aree di nuova costruzione;
  • campagne promozionali per la rottamazione delle auto di proprietà;
  • sperimentazione degli spostamenti di sola andata (si prevede un costo addizionale di 25 sterline a viaggio grazie al quale si può lasciare l’auto in punti diversi dai parcheggi predefiniti, dove verrà prelevata dallo staff del servizio);
  • utilizzo delle vetture dei membri (es. Commonwheels ha messo a punto uno schema che include le auto di proprietà dei membri in cambio di tempo gratuito di utilizzo).

In Gran Bretagna i  car club sono in effetti un catalizzatore che favorisce cambiamenti di comportamento  e la nascita di altre iniziative. Le autorità locali che hanno adottato i car club come parte integrante di una più ampia strategia dei trasporti sono state infatti in grado di inserire la progettazione dei car club stessi nei nuovi insediamenti abitativi, nelle nuove aree di parcheggio, nelle nuove infrastrutture di trasporto,  considerando però che molte di queste iniziative hanno richiesto un intervento nelle prime fasi di progettazione.

Tra le più recenti iniziative, si segnalano:

  • l’aumento delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici;
  • l’introduzione di smart card che consentano l’accesso a diversi servizi di mobilità.

Il Car Sharing in Canada(*)

Il car sharing in Canada e in Nord America ha compiuto 15 anni, soprattutto grazie al successo di Communauto. Alla fine del 2009 in Canada si contano infatti circa 1.800 auto in condivisione, delle quali più della metà in Quebec, tutte gestite da Communauto, e poco meno di 350 a Vancouver e Toronto, gestite da Zipcar. Permane un forte interesse in tutte le piccole città del paese, che però nessuna delle grandi compagnie sembra interessata a servire se non fortemente assistita da finanziamenti pubblici. A Toronto le autorità cittadine si stanno accorgendo che è tutta una questione di parcheggi. Sia AutoShare che Zipcar hanno infatti tratto vantaggio dalle compensazioni garantite ai costruttori di nuovi condomini che destinavano dei posti auto al car sharing negli edifici di loro costruzione.

Tra le iniziative canadesi degne di nota si citano:

  • il divieto di fumare nelle auto;
  • l’uso della tecnologia OpenCar;
  • l’utilizzo di cellulari di ultima generazione per l’accesso alle vetture

(*) fonte: nuovamobilita.blogspot.com

Il progetto Car2go

smart car sharing car2go Car Sharing: lavvio del servizio di Brescia e le ultime novità dal mondo news

Car Sharing: la Smart del progetto Car2go

Prosegue la diffusione del progetto di car-sharing Car2go. Dopo l’avvio nella città di Ulm (Germania) e la sperimentazione a Tel Aviv (Israele), il progetto arriva nella città di Austin (Stati Uniti). L’idea di Car2go costituisce una innovazione del tradizionale servizio di car-sharing: gli iscritti possono prenotare on-line un’automobile, ritirarla nel punto della città più vicino e riportarla in un qualsiasi altro parcheggio pubblico presente nel territorio coperto dal servizio. Si supera quindi uno dei principali problemi del car-sharing, e cioè quello di essere vincolati a restituire l’auto nello stesso punto in cui la si è presa. La fase di noleggio può essere conclusa anche in zone limitrofe dotate di parcheggi convenzionati car2go.

A dimostrazione del successo del progetto di Daimler AG, si registra che ad Ulm (115.00 abitanti), in poco più di tre mesi (a partire da marzo 2009) si sono raggiunti 10.000 clienti (in pratica il 10% di tutti gli abitanti provvisti di patente). Il progetto ha visto l’impiego di 200 “Smart fortwo cdi”. C’è una grande variabilità negli atteggiamenti degli utenti: la durata dei noleggi varia da pochi minuti a molti giorni. L’utilizzo intenso ha determinato, soprattutto nei primi giorni, una certa carenza di vetture nella zona centrale dell’area cittadina, tanto che talvolta si è verificato un vero e proprio “cambio al volo” tra clienti: in alcuni casi le vetture sono state noleggiate ben 15 volte al giorno. Si è trattato, nella maggior parte dei casi, di noleggi decisi sul momento (circa l’85% dei casi), che sono stati preferiti alla possibilità di prenotazione con 24 ore di anticipo. La maggior parte degli utenti ha trattato le vetture con molta cura. Del resto, quando una macchina presenta tracce di sporco, la situazione viene comunicata alla struttura di assistenza, che provvede subito alla pulizia della stessa. Daimler ha quindi deciso di estendere l’area del progetto anche alla vicina cittadina di Neu-Ulm.

Come si usa il servizio Car2go?

Dopo essersi iscritti gratuitamente a Car2go sull’apposito sito e dopo aver lasciato gli estremi della propria carta di credito, sulla patente di guida del cliente viene applicato un sigillo elettronico che consente di aprire le Smart ed accedere al servizio. Chiunque avesse bisogno di un’auto può noleggiarla salendo direttamente a bordo di una delle vetture disponibili (accedendo a qualsiasi auto libera, grazie ad un lettore di schede applicato dietro il parabrezza), oppure può prenotarla con il cellulare o su Internet, ventiquattr’ore su ventiquattro. Il prezzo è di 19 centesimi a minuto, comprensivi di carburante, bollo e assicurazione, e non ci sono limiti di tempo. Tutte le vetture sono collegate ad un centro operativo e geolocalizzabili in tempo reale. Nelle soste intermedie, ad esempio per fare acquisti, la vettura rimane a disposizione dell’utente. Per il noleggio orario e giornaliero sono previste tariffe agevolate rispettivamente di 9,90 euro l’ora e 49 euro al giorno. In base a quanto previsto dal progetto, è sempre possibile trovare un’auto libera entro un raggio di pochi minuti a piedi.

Vantaggi rispetto al car-sharing tradizionale

Oltre al già ricordato vantaggio di fare spostamenti di sola andata (lasciando l’auto in un punto diverso da quello di partenza), il progetto prevede anche l’impiego di un addetto per il pieno: se l’auto parcheggiata ha una quantità di carburante minima, la centrale operativa invierà un addetto che si occuperà del pieno, del lavaggio e del ripristino di eventuali danni (in caso di necessita si potrà comunque fare il pieno con una carta carburante presente sempre all’interno dell’auto e senza alcun costo aggiuntivo). Questi aspetti contribuiscono senza dubbio al successo del progetto, e pongono le basi per una sua ampia diffusione (speriamo presto anche in Italia).

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Tags: mobilità sostenibile

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