Il futuro dell’auto elettrica in Italia: rischi e prospettive

26 agosto 2010

Il futuro dell’auto elettrica in Italia: rischi e prospettive veicoli elettrici

Nissan Leaf - vettura 100% elettrica di serie

Una interessante discussione sul futuro dell’auto elettrica in Italia è scaturita a seguito di un articolo pubblicato su lavoce.info a firma di Arturo Lorenzoni e Antonio Sileo.

Si prefigura una imminente impennata nella diffusione delle auto elettriche, motivata da una serie di considerazioni. In particolare, si fa riferimento a:

  • l’introduzione, soprattutto nelle città, di limiti di emissione e circolazione sempre più stringenti;
  • la diffusione di  accordi industriali tra i produttori di automobili che, per abbattere i costi e coprire tutti i segmenti, condividono numerosi componenti, motori inclusi;
  • il continuo miglioramento di batterie e tecnologie correlate, che consente un aumento dell’autonomia ed una progressiva riduzione di pesi, consumi e costi;
  • l’esperienza fin qui maturata grazie alla ricerca, allo sviluppo ed alla produzione di veicoli ibridi.

Gli Autori a questo punto spostano l’attenzione sulla questione della rete elettrica, osservando come le nuove auto elettriche costituiranno un importante elemento del sistema nel suo complesso. Possono peraltro essere viste come una risorsa per l’accumulo di energia elettrica, visto che verranno prevalentemente ricaricate nelle ore notturne (quando il carico sulla rete è basso) ed impiegate di giorno (consumando l’energia immagazzinata senza andare ad aumentare il carico elettrico diurno). Si prefigura quindi un interessante elemento di ottimizzazione del carico e della capacità elettrica a livello di sistema nazionale, ma anche a livello di sottosistemi locali grazie allo sviluppo ed utilizzo di reti intelligenti (Smart Grids). Non si dimentica infine naturalmente che il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione dell’elettricità impiegata per il movimento delle auto potrà consentire di realizzare un ciclo della produzione e consumo di energia potenzialmente privo di emissioni nocive e di consumo di combustibili fossili.

Ci si interroga però su quale sarà l’effettiva diffusione delle auto elettriche (e dei relativi sistemi di ricarica) nel prossimo decennio. A seguito di una serie di stime e valutazioni, gli Autori stimano al 2020 un numero di auto elettriche compreso tra 330.000 e 1.650.000 (corrispondente all’intervallo 1-5% del totale del parco auto nazionale stimato alla data in questione), che comporterebbero un consumo di elettricità pari ad una piccola parte dei consumi finali (meno dell’1%), ma non per questo priva di valore economico.

A questo punto la questione si sposta sulle politiche nazionali e sovranazionali di sostegno alla diffusione delle auto elettriche, che dovranno affiancarsi agli accordi già in corso tra gli operatori economici (es. tra aziende di distribuzione di elettricità e case automobilistiche) e favorire la nascita e lo sviluppo del mercato di veicoli ed infrastruttura. Su tutto regna poi l’incognita della reazione delle case automobilistiche ed il comportamento dell’erario.

I commenti all’articolo sono numerosi ed interessanti.

Gli scettici evidenziano ad esempio:

  • il costo ancora alto dei veicoli a fronte del comfort lontano da quello delle auto tradizionali;
  • il probabile aumento di tassazione che interesserà l’energia elettrica (per compensare i cali di introito fiscale sulla benzina);
  • l’insufficienza della rete elettrica in caso di massiccia diffusione dei veicoli elettrici.

Si fa poi riferimento alla effettiva utilità della diffusione delle auto elettriche come risposta al problema della crescente congestione, osservando che esse possono risultare utili solo in città, ma in aggiunta a sostanziali interventi di gestione/inibizione del traffico privato e di potenziamento del trasporto pubblico. Si ritiene importante inoltre una politica nazionale di sostegno economico al settore della mobilità elettrica, accompagnata da una adeguata politica energetica (che favorisca ad esempio le fonti rinnovabili). Si fa comunque presente che le prestazioni legate ad autonomia e comfort sono in continuo miglioramento.

Da parte mia, aggiungo che vedo particolarmente utile, almeno in una fase iniziale, il coinvolgimento degli Enti Locali a livello di acquisizione di mezzi elettrici per il proprio parco vetture. Numerosissimi servizi pubblici infatti sono caratterizzati da impiego dei mezzi continuativo e costante, le cui caratteristiche sono conosciute e facilmente programmabili e monitorabili (es. ore di utilizzo, km da percorrere giornalmente, punti di ricovero, manutenzioni periodiche, ecc.). Sarebbe quindi utile che le amministrazioni imponessero l’uso di veicoli elettrici per tutti i servizi da esse effettuati in ambito urbano a mezzo automobile (es. servizi postali, ispezioni periodiche della rete stradale, manutenzione, ecc.), in quanto si potrebbe creare un buon volano per l’industria dei veicoli e delle infrastrutture di rete. Si spera che la volontà politica di supportare la diffusione di auto elettriche possa essere superiore alle pressioni che inevitabilmente arriveranno in senso contrario.


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Tags: veicoli elettrici

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