Limite di velocità a 150 km/h: riflessioni di un esperto
L’idea di innalzare il limite di velocità a 150 km/h in autostrada, da più parti ed in più riprese rilanciata, trova più critiche che approvazioni. Riporto a questo proposito la lettera inviata dall’ing. Damiano Rossi, esperto di pianificazione dei trasporti, all’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS), con la quale esprime la sua contrarietà alla proposta in questione. Da parte mia, condivido in pieno quanto segue.
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Gentile redazione Asaps.
Sono un ingegnere del traffico.
Lavoro da più di 10 anni nel settore. Nella società di consulenza dove lavoro sono il più “giovane” direttore tecnico. Sommando gli anni di esperienza dei 4 direttori tecnici siamo a circa 85 anni. Siamo senza parole di fronte alla possibilità di vedere innalzato il limite di velocità a 150 Km/h su alcuni tratti autostradali, purtroppo già praticamente attuabile seppure con i poco chiari vincoli prescritti dall’attuale normativa.
Vi riporto la nostra amara sensazione che non vi sia all’orizzonte una visione della sicurezza stradale, quella vera intendo. Questi “tentativi” di innalzamento dei limiti di velocità non sono recenti. Avevamo infatti già avuto modo di esprimere le nostre perplessità nel 2000! L’articolo è dell’attuale amministratore delegato della nostra società, Alfredo Drufuca, ed è disponibile nella nostra sezione news con il titolo “Possiamo correre a 150 Km/h”.
Voglio aggiungere alcune considerazioni meno tecniche a titolo personale:
1) se nella mia vita professionale riuscissi a salvare anche solo una vita, avrei guadagnato più di tutto quello che riuscirei mai a guadagnare in 40 anni di lavoro.
2) purtroppo anche in presenza di un Tutor, non si potrà che assistere ad un aumento del rischio di morte; questo per via del fatto che i veicoli pesanti continueranno a circolare al massimo a 100 Km/h circa, determinando un differenziale di velocità tra corsie di ben 50 Km/h. Non è necessaria una laurea per capire questo semplice concetto.
3) in un momento di crisi economica e dell’automobile in particolare, sarebbe stato forse utile iniziare un percorso di ripensamento sulla sostenibilità delle auto prodotte e commercializzate. Invece si è provveduto a sostenere questo mercato insostenibile con gli incentivi. Chi pagherà il conto? E “cui prodest”? Sarebbe forse stato più sostenibile investire nella ricerca? In una nuova cultura dell’auto, per un’altra auto?
Dato che le mie considerazioni potrebbero a questo punto sembrare fumose, chiudo con una proposta molta concreta.
Il ministro delle infrastrutture potrà avallare scelte relative ai 150 Km/h.
Allora propongo che su ciascun tratto autostradale con limite innalzato a 150 Km/h si faccia un computo dei morti, degli incidenti e dei feriti in modo sistematico (un anno al massimo). Sia allora lo stesso ministro a rispondere personalmente e pubblicamente all’ennesimo morto più uno!
E la madre, il padre, il figlio, la figlia…. di quel morto sappia a chi rivolgersi per chiederne conto.
Vi saluto cordialmente.
Ing. Damiano Rossi
Polinomia S.r.l.
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