Come guidare in modo più sicuro, efficiente e pulito: il contributo di Marco Mazzocco

Quanto è importante guidare la propria auto in modo migliore di come abitualmente si fa? Molto di più di quanto non si pensi. Si può risparmiare carburante (e quindi denaro), si riduce il rischio di fare del male a sè stessi ed agli altri (evitando incidenti stradali), si riducono le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti e di gas responsabili dell’effetto serra, si diminuisce il livello del rumore del traffico, e così via. Ecco il contributo di Marco Mazzocco, Eco Coach esperto di guida efficiente e sicura.

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“Guida ecologica”, “guida sicura”, “guida difensiva”. Tre diversi approcci alla guida di un’automobile.

Implementare l’efficienza alla guida di un conducente è senza dubbio il punto di partenza per fare sicurezza stradale. L’uomo, infatti, è il miglior “dispositivo di sicurezza” di un veicolo, a patto che sia correttamente preparato e formato. L’evoluzione della specie “meccanica”, le auto, ha fatto passi da gigante in tutti gli aspetti, specie per quanto riguarda i sistemi di sicurezza e la gestione delle emissioni inquinanti. Ma l’evoluzione “umana”, i conducenti, non è stata altrettanto veloce ed efficace, tutt’altro. Ci si ritrova spesso a guidare veicoli ultramoderni e sicuri con le stesse tecniche di cinquant’anni fa, vanificando in buona parte l’efficacia della tecnologia. Da qui nasce l’esigenza di lavorare sul “dispositivo principale”, con i primi corsi di guida sicura, dove, ricreando artificialmente in pista situazioni di pericolo, si porta il conducente ad esagerare fino all’errore, insegnando poi come rimediare. Sicuramente un passo avanti, ma questo non può essere sufficiente e trova difficilmente riscontro nelle situazioni di traffico reali.

La “guida difensiva” e la “guida ecologica” sono due metodologie didattiche, da applicare fin dall’apprendimento delle prime nozioni di guida. Sono  strettamente legate tra di loro, e puntano l’una a far acquisire una mentalità diversa nel traffico reale (in modo da porsi nella condizione di prevenire le situazioni di pericolo e di prevedere le giuste contromisure da attuare nel caso in cui questa situazione si dovesse comunque verificare), l’altra ad applicare le corrette tecniche di utilizzo di un veicolo moderno al fine di ridurre, anche sensibilmente, consumi, inquinamento, usura degli organi meccanici (e non ultimo lo stress del conducente), arrivando quindi a migliorare ambiente e sicurezza.

La riduzione del rischio

Apprendere questa “filosofia” di guida e farla propria significa ridurre ed eliminare moltissime situazioni di pericolo e di incidente, e di conseguenza sì: i benefici ci sono anche a livello di traffico e aree urbane, eccome! Faccio un semplice esempio: il semaforo. Molto spesso si vedono conducenti arrivare veloci fino all’incrocio, frenando proprio all’ultimo secondo pur vedendo da lontano che è rosso, e capita che mentre si stanno fermando scatta il verde. A questo punto si devono fermare, mettere la prima, e ripartire. Risultato? Tutta la colonna frena in modo anomalo (effetto fisarmonica) con risultati negativi in termini di rischio tamponamento, inquinamento e tempo perso (lo “stop and start” è una condizione di massimo consumo e inquinamento).

Chi invece applica le corrette tecniche di quello che ho definito il metodo “Efficient Driving” anticipa da lontano la possibilità di fermarsi al rosso, smette per tempo di accelerare e sfruttando l’inerzia arriva lentamente al semaforo, senza consumare carburante, dando il tempo al verde di scattare e ripartendo quindi senza fermarsi, portando significativi vantaggi a tutta la colonna (che di fatto viene costretta a rispettare la distanza di sicurezza e trae vantaggio dallo stop and start evitato). Minor tempo perso, minor inquinamento, minor rischio tamponamenti.

I benefici ambientali

Qui i vantaggi diventano molto interessanti. Applicando il metodo correttamente si raggiunge la destinazione senza aumentare il tempo del viaggio, e ottenendo tuttavia riduzioni delle emissioni e dei consumi anche fino al 20%. Si può leggere anche questo dato dicendo che ad ogni pieno si percorrono fino al 20% di chilometri in più senza perdere tempo! Il rumore viene ridotto anche del 40%, perché lo stile di guida utilizza prevalentemente marce alte e giri motore bassi, e la CO2 prodotta cala sensibilmente. Da non sottovalutare che in questo modo diminuiscono le sollecitazioni su freni, pneumatici e componenti meccanici vari, aumentando l’intervallo per la manutenzione. Infine, il conducente e i passeggeri sono molto meno stressati e quindi più concentrati e sicuri.

La formazione

La formazione a queste tecniche di fatto dovrebbe partire fin dall’origine, e già dal 2000 la direttiva 2000/56 ha posto le basi per una formazione più completa ed eco compatibile. Allo stato attuale, nei quiz per il conseguimento della patente sono state introdotte domande relative all’argomento. Ma a livello di insegnamento pratico la cosa stenta a decollare, probabilmente perché le viene attribuita, a torto, una scarsa importanza.

C’è da dire che ci sono realtà in Italia che hanno fin dalle origini seguito la strada della formazione in questo ambito, come ad esempio il Consorzio Nazionale Guida Difensiva, consorzio di autoscuole che hanno fatto della formazione in questo ambito il proprio cavallo di battaglia, formandosi all’estero nelle migliori scuole esistenti. Certo è che se fin dall’esame, e a cascata poi ad ogni occasione di contatto con l’utente, venisse imposto l’aggiornamento a tutti i conducenti, i benefici sarebbero davvero immensi.

Il contesto normativo

Come accennato sopra, dalla Direttiva 2000/56 in poi l’Europa ha introdotto i concetti di tecnica dello sguardo, guida difensiva, ecologica e non ultimo il concetto di Guida Sicura Avanzata, attualmente in fase di sperimentazione per normare in modo costruttivo le scuole di Guida Sicura esistenti. Qualcosa si muove quindi, ma per una mobilità sicura e sostenibile la strada da fare è ancora molta. Già applicare le direttive obbligando chi insegna e chi esamina ad essere formato correttamente in materia sarebbe un gran passo avanti.

Conclusioni

L’importanza di essere consapevoli di cosa si fa al volante è il fondamento su cui si basa la sicurezza stradale. Nessuno di noi si preoccupa di chiedere al pilota dell’aereo di linea se ha o meno la patente o meglio se sa portare l’aeromobile prima di affidargli la propria vita nel viaggio; si dà per scontato che la sua formazione sia ineccepibile e ci si fida a priori. Alla guida di un veicolo questo dovrebbe essere un paragone da applicare pari pari. Ma così non è, purtroppo.

Magari sogno ad occhi aperti, ma mi piacerebbe davvero poter vedere un giorno che la consapevolezza alla guida è diventata realtà. Consapevolezza dei propri limiti, delle proprie capacità, consapevolezza ambientale, consapevolezza di avere un’arma in mano da usare con le dovute cautele. Come arrivarci? Sicuramente affidando la vita dei propri figli fin dall’età del ciclomotore a dei veri professionisti che sappiano formarli ed educarli ad una guida efficiente e responsabile, formando ed aggiornando chi già è patentato ad una guida altrettanto efficiente e responsabile, mettendo così un tassello dopo l’altro a comporre il puzzle della sicurezza reale, anche a costo di imporlo normativamente se la coscienza di ciascuno non bastasse da sola ad arrivarci.

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Marco MazzoccoMarco Mazzocco, dopo venti anni di attività come titolare di autoscuola, ha fondato Efficient Driving, che nasce dopo anni di formazione su guida difensiva, ecologica e sicura allo scopo di diffondere il metodo Efficient Driving, in collaborazione con Sabino Cannone e alcune tra le più titolate scuole di guida sicura in Italia, e con l’ausilio delle più moderne tecnologie di telemetria applicata. E’ Eco Coach abilitato in Italia dall’Istituto Ecodrive Svizzero, ed ha conseguito in Svizzera il Drive Master sulla guida difensiva e la relativa metodologia di insegnamento.

Link:

www.efficientdriving.it

laviadellaguida.blogspot.com

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