Quali sono le vere priorità infrastrutturali?

8 dicembre 2009

Galleria stradale

Galleria stradale

Andrea Boitani, in un interessante articolo pubblicato su lavoce.info il 24.11.09, ragiona di grandi opere e di interventi più o meno utili ed urgenti per affrontare le attuali esigenze infrastrutturali ed economiche.

Ecco le sue proposte:

In tema di infrastrutture e trasporti, un mix di interventi a presa rapida e “strutturali”

1) Accantonare definitivamente il Ponte sullo Stretto e destinare (spendendole veramente) tutte le risorse stanziate per questo inutile progetto a un ampio programma di manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici e di riassetto del territorio in Calabria e Sicilia.

2) Rivedere il programma delle “grandi opere”, concentrando l’80 per cento delle risorse finanziarie disponibili al completamento accelerato delle più rilevanti opere avviate; dichiarando al contempo quelle che non si intende completare (purché ciò che già esiste sia utilizzabile). Destinare almeno il 10 per cento delle risorse disponibili alla predisposizione dei progetti preliminari dettagliati di tutte le opere “prioritarie” e alle analisi di valutazione dei costi e dei benefici attesi da parte di agenzie internazionali individuate mediante gara pubblica.

3) Accelerare la revisione degli accordi bilaterali sul traffico aereo, in modo da favorire l’ingresso di nuovi vettori nei collegamenti intercontinentali, particolarmente dal Nord Italia.

4) Varare un piano di incentivi economici per gli enti locali che procedano effettivamente alla liberalizzazione dei servizi di trasporto locale, inclusi quelli ferroviari, e che accettino di svolgere le gare secondo procedure definite da un regolamento governativo da emanare rapidamente, a tutela dell’effettiva correttezza e concorrenzialità. Contemporaneamente, vanno abrogate le norme che consentano agli enti locali di evitare le procedure di gara anche nel campo dei servizi ferroviari regionali.

5) Smantellare la holding Fs, separando definitivamente i destini di Rfi da quelli di Trenitalia, per garantire la piena terzietà del gestore dell’infrastruttura ferroviaria rispetto ai gestori dei servizi.

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La discussione apertasi intorno a queste proposte è molto variegata. Le posizioni manifestate possono essere raggruppate come segue.

  • aperto scetticismo rispetto alla fattibilità del piano proposto, anche a causa delle pressioni interessate di vari soggetti che potrebbero avere più facilità ad entrare nel business del Ponte (ad esempio) che in una miriade di “piccoli” lavori;

  • necessità di insistere sulla ristrutturazione dei costi del trasporto pubblico locale (sia per la gomma che per il ferro), evitando di sovvenzionare treni ed autobus per servizi poco efficienti;

  • apprezzamento della proposta e suggerimento di ulteriori elementi migliorativi (es. migliori collegamenti tra gli aeroporti e le stazioni ferroviarie, stesura e implementazione di un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio, privatizzazione effettiva dei servizi ferroviari e non solo di facciata);

  • contrarietà alla proposta di effettuare le liberalizzazioni, per via del temuto rischio di generare nuovi “carrozzoni” a seguito dello scorporo di reti e gestori dei servizi, con il rischio di nuovi sprechi ed inefficienze;

  • convinzione della necessità di realizzare le grandi opere con il project financing, in modo che i privati paghino la realizzazione delle strutture e ne percepiscano poi i ricavi;

  • necessità di rivedere la questione legata alle coperture economiche (indipendentemente dalla “grandezza” delle opere”), per evitare il rischio di restare senza soldi a metà della costruzione o di non ottenerli poi dall’utilizzo della struttura.

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Trovo pienamente condivisibili i  primi tre punti della proposta. Per quanto riguarda la liberalizzazione dei servizi ferroviari, in linea di principio intervento condivisibile, è da segnalare il rischio che una liberalizzazione imperfetta e mal gestita possa portare ad un peggioramento dei servizi. Certo è che la situazione esistente non vada comunque bene e debba essere  migliorata, in un modo o nell’altro. La separazione del gestore dell’infrastruttura da chi offre il servizio di trasporto deve  inoltre essere netta e regolata in modo trasparente.

Il project financing presenta inoltre ulteriori problematiche, sulle quali torneremo in seguito.

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Tags: infrastrutture, trasporto pubblico

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