Ecco come il “fattore organizzazione” può essere causa di incidenti stradali (e) sul lavoro.

I lavoratori pagati per effettuare le consegne in città (i cosiddetti “riders”) ed i conducenti di auto che svolgono servizi analoghi ai tassisti (ma attraverso le piattaforme per smartphone) vengono spesso indotti a guidare in condizioni tali da aumentare enormemente il rischio di incidenti.

Come per le aziende di ogni tipo, quando il modello organizzativo prevede la presenza di determinati elementi di “pressione” (diretta o indiretta), i lavoratori sono indotti a comportarsi in modo tale da esporsi a rischi molto elevati.

Rischi che peraltro in questo caso non coinvolgono solo loro, ma anche tutti gli altri utenti della strada.

In Cina centinaia di milioni di persone utilizzano i servizi di consegna del cibo tramite app. Questo fenomeno è cresciuto in modo molto rapido negli ultimi anni, portando una grande comodità agli utenti, ma anche seri problemi di sicurezza per i fattorini. Qualche tempo fa, ad esempio, la polizia di Shanghai ha chieso ad otto compagnie di consegna di cibo di rafforzare la gestione della sicurezza del traffico dei propri corrieri. Questo, dopo aver riscontrato che il 15% dei corrieri era stato coinvolto in incidenti stradali.

Il problema nasce dal fatto che i corrieri per la consegna dei cibi sono sottoposti ad alta pressione da parte delle loro aziende. Subiscono multe aziendali per i ritardi e per i reclami. E d’altra parte, più ordini prendono e più commissioni possono guadagnare, e questo induce molti a ignorare le regole del traffico. Non è raro vedere infatti i fattorini prestare attenzione ai telefoni cellulari mentre guidano, per controllare i loro ordini.

Per provare a cambiare questa situazione varie città cinesi hanno preso provvedimenti. A Shenzhen, ad esempio, è stato deciso che i fattorini devono essere sospesi dal lavoro per una settimana, un mese e un anno se sorpresi a infrangere le regole del traffico rispettivamente una, due e tre volte. Ed anche le loro società saranno ritenute responsabili. A Shanghai, invece, si è deciso di intervenire su più fronti. Gli addetti alle consegne devono dimostrare di essere formati sul codice della strada e sulla sicurezza, prima di firmare un contratto. I veicoli usati per le consegne, siano essi di proprietà o esternalizzati, devono essere controllati per garantire che soddisfino i requisiti di licenza e che siano registrati in conformità con le normative. E’ stato inoltre deciso di introdurre un sistema a punti per valutare i fattorini in base al grado di danno causato dalla violazione delle regole del traffico. Ed ancora, è stato deciso che le informazioni sull’identità dei fattorini debbano essere fornite all’Ufficio di Pubblica Sicurezza.

Ed in Europa?

Uno studio britannico sui problemi di sicurezza e sui diritti dei lavoratori nella cosiddetta gig economy ha evidenziato che i lavoratori pagati per effettuare le consegne in città (i cosiddetti “riders”) ed i conducenti di auto che svolgono servizi analoghi ai tassisti (ma attraverso le piattaforme per smartphone) vengono spesso indotti a guidare in condizioni tali da aumentare enormemente il rischio di incidenti. La ricerca è stata condotta da Heather Ward dello University College di Londra (e membro delllo European Transport Safety Council), e finanziata dal Road Safety Trust del Regno Unito.

I lavoratori coinvolti per l’effettuazione della ricerca sono corrieri autonomi che consegnano pacchi e cibo e “tassisti” autonomi che lavorano tramite le app. Tra i risultati più clamorosi dello studio, emerge che la maggior parte di questi lavoratori ha dichiarato di non aver ricevuto non solo formazione sulla sicurezza stradale, ma neanche dispositivi di protezione individuale (es. gilet ad alta visibilità), dovendo provvedere in autonomia. Ed ancora: il 42% ha riferito che il proprio veicolo aveva avuto danno a seguito di un incidente durante il lavoro, ed infine: il 10% ha riferito di essere stato coinvolto in incidenti con lesioni (sue o di altri).

Il problema di fondo è che, man mano che i lavoratori “entrano” in questo settore economico (e quindi man mano che la concorrenza aumenta), per conservare l’introito abituale occorre aumentare sia il numero di ore necessarie per lavorare che le distanze che devono essere percorse. E’ vero che questi lavoratori sono in un certo senso “autonomi”, ma il fatto di operare come elementi umani di un processo gestito tramite una app li condiziona fortemente nel comportamento, come meglio evidenziato in questo schema (tratto dal report in questione).

Considerazioni personali

Volendo inquadrare il problema secondo lo schema del “sistema guida”, a mio parere ci troviamo qui non tanto nell’ambito della componente “uomo”, quanto invece in quello della componente “spostamento”, le cui caratteristiche e condizioni generano un serio rischio di incidente in quanto influenzano (in negativo) il comportamento dei lavoratori.

In generale, e non sono nel Regno Unito o in Cina, occorre sottolineare che il problema relativo alle tutele contrattuali ed assicurative dei lavoratori della gig economy è noto da tempo, ma tengo a sottolineare che, quand’anche questi specifici aspetti fossero messi a posto, il problema del rischio stradale rimarrebbe tutto.

Consideriamo ad esempio le strette finestre temporali, la mancata flessibilità negli spostamenti (anche a fronte di condizioni ambientali avverse), la continua attenzione che gli operatori devono rivolgere alle notifiche ed alle indicazioni delle app con cui lavorano, ecc.

Come per le aziende di ogni tipo, quando il modello organizzativo prevede la presenza di determinati elementi di “pressione” (diretta o indiretta), i lavoratori sono indotti a comportarsi in modo tale da esporsi a rischi molto elevati. Rischi che peraltro in questo caso non coinvolgono solo loro, ma anche tutti gli altri utenti della strada.

Queste ultime considerazioni esulano dal caso specifico dei lavoratori della gig economy, in quanto hanno valenza molto generale. I Datori di Lavoro, gli RSPP, gli HSE manager ed i preposti dei lavoratori che vanno su strada devono tenerne conto.

Spero che questa riflessione possa essere utile a molti.