Distrazione in auto: dai selfie ai social, aumenta il rischio di incidente stradale. E il cellulare viene sequestrato come prova!

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Il telefono cellulare sequestrato ed utilizzato come prova giudiziaria della distrazione alla guida. Dal giugno 2018, questa è una norma della Regione Friuli Venezia-Giulia, e probabilmente l’iniziativa verrà estesa ad altre Regioni. E sarà certamente interessante seguire le sentenze che verranno emesse anche nell’ambito della sicurezza sul lavoro: in caso di incidente dovuto ad uso del cellulare per motivi di lavoro, come verranno attribuite (o distribuite) le responsabilità tra lavoratore alla guida e datore di lavoro? Ed ancora: cosa riportano le procedure aziendali in merito (uso consentito o meno, in che condizioni, con quali dispositivi, ecc…)? Cosa è scritto nel Documento di Valutazione dei Rischi? Ricordo sempre che gli incidenti stradali costituiscono la prima causa di morte sul lavoro, per cui l’aspetto legato al rischio stradale in ambito lavorativo non va certamente trascurato.

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Restando sul tema della distrazione alla guida, osservo che questa pare essere la principale causa del fatto che il numero degli incidenti stradali non cala più già da qualche anno, interrompendo una discesa avviata all’inizio degli anni duemila non solo in Italia in tutta Europa, grazie a varie misure introdotte in questi anni. E per questo motivo le misure di contrasto ai comportamenti scorretti diventeranno probabilmente sempre più drastiche.

Non dimentichiamo come, un paio di anni fa, la moda del Pokémon Go portò a numerosi casi di incidenti stradali causati dall’uso della app alla guida. Solo per ricordare, eccone un breve elenco:

E potrei continuare a lungo..

In generale, il problema non è dato dalle app, ma dalla superficialità che abbiamo quando siamo in strada (in auto o a piedi), che produce distrazione ed aumenta enormemente il rischio. 

Infatti, come riportato da motori.corriere.it, “secondo una web survey (…), su un campione di 1.600 studenti di età compresa tra i 14 ed i 21 anni in possesso di patente A, AM o B, uno su cinque confessa di parlare allo smartphone senza usare il vivavoce, uno su tre prende il cellulare per controllare gli sms, uno su 4 dà una spulciata alle notifiche. E la mania dei selfie? Tutt’altro che trascurabile: uno su dieci ammette di scattare foto in maniera compulsiva, anche in movimento”.

Scattare il selfie alla guida (tempo medio: 14 secondi), vi fa avanzare alla cieca, se andate a 100 km/h, di quasi 400 metri! E in città, se andate alla “tranquilla” andatura di 50 km/h (limite standard, spesso generoso, in ambito urbano), durante lo scatto avanzate di 200 metri! Abbastanza per andare a sbattere violentemente contro un’altra auto, arrivare ad un incrocio senza guardare chi arriva dalle strade laterali o investire bambini, pedoni, ciclisti, ecc. Il tempo di distrazione per comporre un numero sul telefono invece è mediamente di 7 secondi (durante i quali avanzate alla cieca di 100 metri in città e di 200 metri, e oltre, se siete fuori città).

I dati sono di una ricerca Ford (effettuata nell’ambito del programma Driving Skills for Life) sulle distrazioni alla guida, condotta su un campione di 7.000 giovani europei tra i 18 e i 24 anni. 25 su 100 (anche gli italiani!) scattano selfie al volante. E, negli Stati Uniti, una ragazza di 32 anni, Courtney Sanford, si è schiantata contro un camion mentre postava un selfie su Facebook. Stati Uniti che, pur non essendo il miglior esempio sul tema sicurezza stradale, vedono importanti prese di coscienza dei rischi che si corrono su strada. A New York, ad esempio, il sindaco Bill De Blasio ha deciso di aumentare la sicurezza stradale seguendo l’ormai famoso approccio “Vision Zero”.

Peraltro, anche la “semplice” telefonata provoca distrazione. Il Codice della Strada (art. 173) recita “..è consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).” L’uso del vivavoce consente di tenere le mani impegnate alla guida del veicolo. Tuttavia, anche in questa condizione, il solo fatto di telefonare produce un aumento del rischio per via della distrazione, che sostanzialmente è la stessa sia con il vivavoce che senza (come asserisce uno studio dell’Università del Sussex). E la cosa è da tener ben presente.

Trovo infine utile segnalare ai lettori alcune campagne per la sicurezza stradale, con video utili da far vedere ai ragazzi! Le campagne tradizionali in effetti servono a poco: occorre provocare uno shock emotivo ai giovani (e non solo a loro!) per far comprendere l’enorme rischio generato dalla distrazione.

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Le nuove tecnologie si diffondono sempre più, ed entrano nelle auto con dispositivi che le rendono sempre più sicure. Ma potrebbe servire a poco riempire l’auto di dispositivi tecnologici “salvavita” se poi le persone si distraggono volontariamente con altri dispositivi, con il risultato di mettere a rischio la vita propria e quella di altri!

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