Distrazione in auto: dai selfie ai social, aumenta il rischio di incidente stradale. E il cellulare viene sequestrato come prova!


Il telefono cellulare sequestrato ed utilizzato come prova giudiziaria della distrazione alla guida. Dal giugno 2018, questa è una norma della Regione Friuli Venezia-Giulia, e probabilmente l’iniziativa verrà estesa ad altre Regioni. E sarà certamente interessante seguire le sentenze che verranno emesse anche nell’ambito della sicurezza sul lavoro: in caso di incidente dovuto ad uso del cellulare per motivi di lavoro, come verranno attribuite (o distribuite) le responsabilità tra lavoratore alla guida e datore di lavoro? Ed ancora: cosa riportano le procedure aziendali in merito (uso consentito o meno, in che condizioni, con quali dispositivi, ecc…)? Cosa è scritto nel Documento di Valutazione dei Rischi? Ricordo sempre che gli incidenti stradali costituiscono la prima causa di morte sul lavoro, per cui l’aspetto legato al rischio stradale in ambito lavorativo non va certamente trascurato.


I rischi derivanti dalla distrazione alla guida

Restando sul tema della distrazione alla guida, osservo che questa pare essere la principale causa del fatto che il numero degli incidenti stradali non diminuisce più già da qualche anno, interrompendo una discesa avviata all’inizio degli anni duemila non solo in Italia ma in tutta Europa. E per questo motivo le misure di contrasto ai comportamenti scorretti diventeranno probabilmente sempre più drastiche.

Non dimentichiamo poi come, un paio di anni fa, la moda del Pokémon Go portò a numerosi casi di incidenti stradali causati dall’uso della app alla guida. Solo per ricordare, eccone un breve elenco:

E potrei continuare a lungo..

In generale, il problema non è dato dalle app, ma dalla superficialità che abbiamo quando siamo in strada (in auto o a piedi), che produce distrazione ed aumenta enormemente il rischio. 

Ad esempio, negli Stati Uniti, una ragazza di 32 anni, Courtney Sanford, si è schiantata contro un camion mentre postava un selfie su Facebook.

Scattare il selfie alla guida (tempo medio: 14 secondi), ci fa avanzare alla cieca, se andiamo a 100 km/h, di quasi 400 metri! E in città, alla “tranquilla” andatura di 50 km/h (limite standard in ambito urbano), durante lo scatto si avanza di 200 metri! Abbastanza per andare a sbattere violentemente contro un’altra auto, arrivare ad un incrocio senza guardare chi arriva dalle strade laterali o investire bambini, pedoni, ciclisti, ecc. Il tempo di distrazione per comporre un numero sul telefono invece è mediamente di 7 secondi (durante i quali si avanza alla cieca di 100 metri in città e di 200 metri, e oltre, se siete fuori città).

I dati sono di una ricerca Ford (effettuata nell’ambito del programma Driving Skills for Life) sulle distrazioni alla guida, condotta su un campione di 7.000 giovani europei tra i 18 e i 24 anni. 25 su 100 (anche gli italiani!) scattano selfie al volante.

In Italia, come riportato da motori.corriere.it, “secondo una web survey (…), su un campione di 1.600 studenti di età compresa tra i 14 ed i 21 anni in possesso di patente A, AM o B, uno su cinque confessa di parlare allo smartphone senza usare il vivavoce, uno su tre prende il cellulare per controllare gli sms, uno su 4 dà una spulciata alle notifiche. E la mania dei selfie? Tutt’altro che trascurabile: uno su dieci ammette di scattare foto in maniera compulsiva, anche in movimento”.

Peraltro, anche la “semplice” telefonata provoca distrazione. Il Codice della Strada (art. 173) recita “..è consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).” L’uso del vivavoce consente di tenere le mani impegnate alla guida del veicolo. Tuttavia, anche in questa condizione, il solo fatto di telefonare produce un aumento del rischio per via della distrazione, che sostanzialmente è la stessa sia con il vivavoce che senza (come asserisce uno studio dell’Università del Sussex). E la cosa è da tener ben presente.

Questo video aiuta a comprendere ancora meglio questo aspetto.


Trovo infine utile segnalare ai lettori alcune campagne per la sicurezza stradale, con video utili da far vedere ai ragazzi! Le campagne tradizionali in effetti servono a poco: occorre provocare uno shock emotivo ai giovani (e non solo a loro!) per far comprendere l’enorme rischio generato dalla distrazione.


Gli studi in corso: i nuovi dispositivi di assistanza alla guida sono un aiuto o una nuova distrazione?

La Commissione Europea ha effettuato uno studio sulle buone pratiche per ridurre i rischi per la sicurezza stradale causati dalla distrazione, secondo il quale risultano essere molto utili tecnologie, applicazioni (es. sistemi di controllo vocale) e funzioni che riducono la necessità di interazione visiva tra il guidatori ed i dispositivi. Peraltro, possono aiutare anche i sistemi come gli avvisi automatici anti-collisione e anti-sbandata, e i sistemi di frenata di emergenza, sempre più diffusi come elementi per aumentare la sicurezza attiva e passiva dei veicoli, anche se forse ancora non a sufficienza per avere un effetto significativo sulla riduzione degli incidenti (i sistemi di frenata di emergenza saranno in ogni caso presenti di serie su tutti i veicoli di nuova omologazione a partire dal 2022). 

D’altra parte, è ugualmente interessante seguire gli studi in corso sul “workload” cognitivo alla guida, inteso come il “carico” (o sovraccarico) di informazioni da elaborare a cui è sottoposto il cervello del guidatore, che paradossalmente può essere molto oneroso proprio per la presenza di ulteriori strumenti di ausilio alla guida. In questo ambito, sono in essere interessanti ricerche (come quelle dell’Unversità di Bologna) che fanno uso anche di strumenti come gli “eye-tracker“, che servono a capire come e dove si focalizza l’attenzione del guidatore durante la marcia del veicolo (es. sulla strada, sulla strumentazione di bordo, sulla cartellonistica, ecc.). Si tratta delle nuove frontiere di ricerca in questo importante ambito, che sarà certamente interessante continuare a seguire e che porteranno ulteriori novità in questo mondo in costante e rapida evoluzione.

Eye-Tracker

E infine, tra qualche tempo, diventerà cruciale l’impatto dei sistemi a guida altamente automatizzata, che potranno ridurre ulteriormente il rischio legato alla distrazione, ma che potrebbero anche presentare nuove sfide e rendere necessario potenziare la fase di formazione e addestramento (in particolare per autisti giovani e inesperti).

Le nuove tecnologie si diffondono sempre più, ed entrano nelle auto con dispositivi che le rendono sempre più sicure. Ma potrebbe servire a poco, se poi ognuno di noi si continua a distrarre “volontariamente” con telefono o altro, con il risultato di mettere a rischio la vita propria e quella di altri!