ACI ed Istat hanno diffuso i dati sugli incidenti stradali del 2017. Confermando, se ce ne fosse ancora bisogno, che è definitivamente fallito l’obiettivo del decennio 2010-2020 di dimezzare le vittime dovute agli incidenti.

Nel 2017, in Italia si sono verificati circa 175mila incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.378 morti e circa 250mila feriti. Il numero di morti per milione di abitanti è pari a circa 56, superiore alla media europea.

E non va poi dimenticato il grave problema economico direttamente connesso: il costo sociale degli incidenti stradali, che nell’ultimo anno è stato calcolato essere pari a circa 19,3 miliardi di euro (cioè l’1,1% del PIL)!

A partire dal 2001, il numero dei morti dovuti all’incidentalità stradale è andato sempre diminuendo, fino al 2013. Poi, tale numero si è invece sostanzialmente assestato intorno ai 3.300-3.400 morti/anno, interrompendo la tendenza alla diminuzione in corso fino ad allora. Andamento peraltro del tutto analogo a quello riscontrato a livello europeo (come testimoniato dal rapporto PIN n. 12 dello European Transport Safety Council – ETSC), nel quale si contano circa 500 vittime ogni settimana (lo stesso bilancio che si avrebbe se precipitasse un aereo ogni 3-4 giorni).

Quali le cause di questo arresto? Tra le tante, pare predominante la distrazione in auto, fenomeno in deciso aumento negli ultimi anni, con numerosi casi di incidenti causati dall’uso dei cellulari.

Ma non solo: secondo l’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), infatti, “questo sfavorevole andamento, è il prodotto di una serie di fattori: la diminuzione costante delle pattuglie sulle strade, evidente e quantificabile, la costante messa sotto accusa di tutti gli strumenti di controllo della velocità,  dagli autovelox fino addirittura i tutor e degli stessi etilometri, che per altro sono utilizzabili solo in parte per l’esigenza della revisione annuale che ne blocca l’utilizzo di una percentuale che sfiora il 50% nel corso dell’anno. Si deve poi aggiungere lo stato, spesso disastrato, di molte strade statali e provinciali reduci dalle conseguenze di una incuria che dura ormai da anni“.

Quello che è certo è che l’obiettivo del decennio 2010-2020 è fallito, con una preoccupante inversione di tendenza. Occorre che istituzioni e governi si diano da fare seriamente, per riprendere a far diminuire gli incidenti stradali e tutti i costi (sociali, economici, ecc.) derivanti da essi.


Qui di seguito uno dei grafici di sintesi elaborati da ACI-ISTAT (qui il rapporto completo).


E qui di seguito, i dati riferiti al contesto europeo (fonte: European Transport Safety Council – ETSC).