Dati INAIL relativi agli infortuni sul lavoro. Prima causa di morte? Gli incidenti stradali!

Gli ultimi dati diffusi da INAIL relativi agli infortuni sul lavoro (anno 2018) mostrano una sostanziale stabilità del numero delle denunce di infortunio.
In ogni caso, e si tratta di un dato che trova conferma anno dopo anno, la prima causa di morte sul lavoro è data dagli incidenti stradali.

Gli ultimi dati diffusi da INAIL relativi agli infortuni sul lavoro (anno 2018) mostrano una sostanziale stabilità del numero delle denunce di infortunio, confermando l’interruzione della tendenza decrescente già riscontrata negli anni precedenti. In termini di denunce di infortuni mortali sul lavoro si riscontra invece una tendenza all’aumento.

In ogni caso, e si tratta di un dato che trova conferma anno dopo anno, la prima causa di morte sul lavoro è data dagli incidenti stradali, siano essi avvenuti durante il lavoro stesso o in itinere (cioè durante gli spostamenti fatti per andare da casa al lavoro e viceversa).

E’ inoltre da sottolineare che, mentre la totalità degli infortuni con mezzo di trasporto si attesta costantemente intorno al 15% del totale degli infortuni occorsi, questa quota sale al 40-45% se parliamo di infortuni mortali con mezzo di trasporto (percentuale peraltro in linea con la media europea), a testimonianza della particolare pericolosità della strada come luogo di lavoro (elemento riscontrabile anche attraverso un confronto, ad esempio, tra gli indici di frequenza degli infortuni mortali del comparto trasporti e del comparto industria).

Riporto di seguito i grafici che ho elaborato a partire dai dati INAIL (fonti dei dati: Tabella B1 e Tabella B2 delle appendici statistiche della “Relazione Annuale del Presidente” degli ultimi anni).

E’ inoltre importante osservare che, come riporta l’ETSC, da una serie di studi emerge che le vittime degli incidenti su strada per motivi di lavoro ammontano a circa il 40% del totale. Applicando questa proporzione al caso italiano, a partire dai dati ACI-ISTAT sugli incidenti stradali, si perviene ad una stima di circa 1.300 – 1.400 morti su strada in occasione di lavoro, di molto superiore ai dati INAIL, che quindi costituiscono una stima solo parziale del fenomeno (aspetto peraltro comprensibile se si pensa al mondo dei lavoratori autonomi, le cui vittime su strada non rientrano nel computo INAIL).

In questo contesto, l’attenzione che i datori di lavoro ed i responsabili aziendali della sicurezza dei lavoratori (RSPP ed HSE Manager) devono rivolgere alla questione degli spostamenti su strada dei propri dipendenti deve necessariamente diventare prioritaria, con azioni che vadano al di là di quanto previsto dalla sola normativa relativa alla sicurezza sul lavoro. Devono cioè intervenire con valutazioni specifiche del rischio stradale, anche implementando veri e propri sistemi di gestione “ISO 39001”.

Tecniche, procedure, dispositivi e metodologie efficaci per ridurre il “rischio stradale” sono ormai risorse ben note ed ampiamente utilizzate. E’ importante, per le aziende che ancora stanno sottovalutando questo problema, iniziare a darsi da fare seriamente!


Invito gli interessati al tema a contattarmi per ogni esigenza di confronto ed a partecipare ai miei corsi di formazione su rischio stradale e sistemi ISO 39001  che tengo periodicamente in NIER Ingegneria o presso le sedi delle organizzazioni interessate.