Città in affanno, inquinate, in ritardo e senza soldi. Cosa fare per intervenire sulla mobilità urbana?

19 dicembre 2011
Città in affanno, inquinate, in ritardo e senza soldi. Cosa fare per intervenire sulla mobilità urbana? mobilità urbana

Bologna, Via Rizzoli (per un attimo senza traffico...)

La spinta verso una mobilità urbana meno dipendente dall’uso dell’auto e più gestibile con trasporti pubblici ed infrastrutture per la ciclabilità acquisisce in questo periodo di crisi ancora più significato, visti non solo gli alti costi “esterni” del traffico automobilistico (inquinamento e malattie correlate, incidenti, congestione, ecc.) ma anche le crescenti spese di esercizio per chi l’auto la continua ad usare (con costi crescenti dei carburanti: benzina e gasolio). Proprio durante queste settimane gli Enti Locali premono sul governo per recuperare i fondi per il trasporto pubblico locale scelleratamente tagliati nelle manovre finanziarie dei mesi scorsi (che porterebbero, se confermati, al collasso dei trasporti locali ferroviari e su gomma ed al conseguente caos nelle città, con una parte dei cittadini impossibilitati a muoversi per mancanza di mezzi pubblici ed un’altra impossibilitata a muoversi per la congestione del traffico stradale).

Bisogna invertire la rotta una volta per tutte, senza rimandare questi interventi a “quando l’emergenza sarà finita”, perchè si tratta di misure per sostenere un servizio di importanza vitale per i cittadini, la cui riduzione può portare solo ad un ulteriore e pesante peggioramento delle condizioni attuali. Al contrario, proprio un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e di mobilità alternativa all’auto privata (ciclabilità, car sharing, ecc.) porterà un miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone, urgente ed irrinunciabile ora più che mai.

E se qualcuno dovesse obiettare che per fare questi interventi “servono soldi”, la risposta è che… è assolutamente vero: servono soldi, e aggiungiamo che ci sono anche tante buone proposte su dove andare a prenderli in grande quantità senza neanche andare a sfiorare chi già è in serie difficoltà (ormai siamo diventati tutti un po’ esperti sul tema in queste settimane). Basta avere la volontà di farlo seriamente!

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Città in affanno, inquinate, in ritardo e senza soldi. Cosa fare per intervenire sulla mobilità urbana? mobilità urbana In tema di miglioramento della mobilità urbana, ecco una possibile iniziativa coordinata di azione ed informazione. La piattaforma europea EPOMM-PLUS (Euuropean Platform of Mobility Management – Partners Learning Urban Sustainability) ha realizzato una mappa web nella quale è possibile visualizzare, per molte città europee, la ripartizione modale degli spostamenti in quote percentuali (es. quanti spostamenti si fanno in auto, quanti in bici, ecc.). Sono presenti anche alcune città italiane, i cui dati sono immediatamente accessibili accedendo alla mappa. Interessanti, sotto molti punti di vista, i confronti con le città europee, che ognuno può fare per proprio conto interrogando la mappa.

Il progetto è di natura collaborativa: ognuno può partecipare inviando i dati della propria città utilizzando questo link: http://epomm.eu/tems/upload.phtml.

Il progetto è nato da pochi mesi, ma già conta una gran mole di dati, anche se quelli delle città italiane sono ancora pochi. Si tratta tuttavia di una buona occasione per aumentare la diffusione di queste informazioni. Poi, attraverso il confronto con le altre città, è possibile riscontrare come i valori di traffico automobilistico presenti nelle città italiane siano spesso molto più alti di quelli di molte città europee analoghe per dimensioni e conformazione urbana. Possiamo quindi avere un’idea molto accurata di “dove siamo” e di “dove possiamo arrivare”, senza ragionamenti vaghi ed ipotetici ma con il sostegno di dati relativi a esperienze reali e visibili.

Per facilitare la consultazione dei dati ho inserito in questo blog un’area apposita per la visualizzazione della mappa al link seguente http://www.marcodemitri.it/database-tems/. Invito gli interessati a provare ad utilizzare il sistema (è semplice ed immediato) ed a collaborare inviando ai responsabili del database i dati sulla propria città (se disponibili ed attendibili).


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