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	<title>Marco De Mitri &#187; Riflessioni</title>
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		<title>Lester Brown e il ritorno delle biciclette</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crescente movimento nel mondo delle biciclette. Aumenta l&#8217;interesse delle città italiane per la riscoperta di questo semplice ma efficientissimo mezzo di trasporto, anche grazie  ad iniziative come le Critical Mass o al bando del Ministero dell&#8217;Ambiente &#8220;Bike sharing e fonti rinnovabili&#8221;, che consentirà nei prossimi mesi a molti Comuni di dotarsi di sistemi di bike sharing moderni ed efficienti. Vale la pena a questo punto leggere quanto scrive Lester Brown a proposito del ritorno delle biciclette. Quanto segue è il capitolo 6.3 del suo libro &#8220;Piano B 4.0&#8243; (fonte: www.indipendenzaenergetica.it). *** Il ritorno delle biciclette (di Lester Brown) La bicicletta è molto attraente sotto il profilo della mobilità individuale: alleggerisce la congestione stradale, diminuisce l’inquinamento atmosferico, riduce l’obesità, migliora la forma fisica, durante l’uso non produce emissioni di anidride carbonica e ha un prezzo accessibile anche a quei miliardi di individui che non possono permettersi un’automobile. Le biciclette riducono il traffico e l’occupazione di suolo, dato che nello spazio occupato da un’auto possono essere parcheggiate fino a 20 biciclette. La produzione mondiale di bici, che aveva mantenuto una media di circa 94 milioni di pezzi all’anno dal 1990 al 2002, ha raggiunto i 130 milioni nel 2007, distanziando di gran [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/lester-brown-biciclette/">Lester Brown e il ritorno delle biciclette</a></p>
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		<title>Numeri ed opinioni sull&#8217;alta velocità ferroviaria (TAV) Torino-Lione</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione continua a far discutere. Riporto un interessante confronto sul tema scaturito da un articolo pubblicato su lavoce.info. *** TAV TORINO-LIONE: VALE LA SPESA? (12.02.2010) Il confronto sulla Tav Torino-Lione si concentra sulla contrapposizione tra un disegno ambizioso di sviluppo e una resistenza locale. Il vero problema sono i costi esorbitanti dell&#8217;opera: tra i 15 e i 20 miliardi pari a tre volte il Ponte di Messina. E i benefici? Pochi. Sia in termini di risparmio di tempo (circa un&#8217;ora), sia a livello ambientale dati gli alti consumi energetici che la costruzione dell&#8217;infrastruttura richiederebbe. Un invito al dibattito da parte di nove studiosi, esperti della questione: Andrea Boitani, Bruno Manghi, Luca Mercalli, Marco Ponti, Rémy Prud&#8217; Homme, Francesco Ramella, Pippo Ranci, Carlo Scarpa e Francesco Silva. Il dibattito sulla TAV Torino &#8211; Lione sembra una contrapposizione tra un disegno ambizioso di sviluppo e una resistenza locale di un partito del No. Ma la questione è diversa. È naturale che il Piemonte preferisca avere un’infrastruttura moderna che non averla. È comprensibile che gli abitanti della Valle di Susa si oppongano a un investimento che ritengono li danneggi (nonostante le compensazioni promesse) e che [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/tav-val-di-susa-torino-lione/">Numeri ed opinioni sull&#8217;alta velocità ferroviaria (TAV) Torino-Lione</a></p>
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		<title>Il parere di Mario Tozzi sul ponte sullo Stretto di Messina</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata recentemente pubblicata su articolo21.org una interessante intervista di Stefano Corradino a Mario Tozzi sui rischi connessi alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ecco la versione integrale. *** &#8220;Una follia senza senso resa ancora più  vergognosa dalla morte di 30 persone nel fango di Messina proprio lì dove andrebbero i piloni del ponte&#8220;. Così il geologo Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, commenta a caldo la notizia dell&#8217;inizio dei lavori del Ponte sullo Stretto. &#8220;Rischioso dal punto di vista sismico e idrogeologico. E quando non è dannoso è inutile. E poi tutti quei soldi dovrebbero essere impiegati per risanare quelle zone, non per coprirle di cemento&#8230;&#8221; Tozzi, se domani lei andasse in onda con una tua nuova trasmissione di approfondimento dedicata al Ponte sullo Stretto da dove partirebbe? Comincerei ricordando che per andare da Villa San Giovanni a Messina in condizioni normali non si fa nessuna fila e si impiegano i 25 minuti canonici di piacevole traversata. D&#8217;estate qualche coda in più ci sarà&#8230; Certo, in particolare nei weekend ma con il Ponte ci sarebbero comunque delle code per il pedaggio. Lei è un affermato geologo. Dal suo punto di vista di studioso della terra quali rischi vede [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/ponte-stretto-messina-mario-tozzi/">Il parere di Mario Tozzi sul ponte sullo Stretto di Messina</a></p>
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		<title>Limite di velocità a 150 km/h: riflessioni di un esperto</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;idea di innalzare il limite di velocità a 150 km/h in autostrada, da più parti ed in più riprese rilanciata, trova più critiche che approvazioni. Riporto a questo proposito la lettera inviata dall&#8217;ing. Damiano Rossi, esperto di pianificazione dei trasporti, all&#8217;Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS), con la quale esprime la sua contrarietà alla proposta in questione. Da parte mia, condivido in pieno quanto segue. *** Gentile redazione Asaps. Sono un ingegnere del traffico. Lavoro da più di 10 anni nel settore. Nella società di consulenza dove lavoro sono il più &#8220;giovane&#8221; direttore tecnico. Sommando gli anni di esperienza dei 4 direttori tecnici siamo a circa 85 anni. Siamo senza parole di fronte alla possibilità di vedere innalzato il limite di velocità a 150 Km/h su alcuni tratti autostradali, purtroppo già praticamente attuabile seppure con i poco chiari vincoli prescritti dall&#8217;attuale normativa. Vi riporto la nostra amara sensazione che non vi sia all&#8217;orizzonte una visione della sicurezza stradale, quella vera intendo. Questi &#8220;tentativi&#8221; di innalzamento dei limiti di velocità non sono recenti. Avevamo infatti già avuto modo di esprimere le nostre perplessità nel 2000! L&#8217;articolo è dell&#8217;attuale amministratore delegato della nostra società, Alfredo Drufuca, ed è disponibile nella nostra sezione [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/limite-velocita-150-kmh/">Limite di velocità a 150 km/h: riflessioni di un esperto</a></p>
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		<title>Quali sono le vere priorità infrastrutturali?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 11:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Andrea Boitani, in un interessante articolo pubblicato su lavoce.info il 24.11.09, ragiona di grandi opere e di interventi più o meno utili ed urgenti per affrontare le attuali esigenze infrastrutturali ed economiche. Ecco le sue proposte: In tema di infrastrutture e trasporti, un mix di interventi a presa rapida e “strutturali” 1) Accantonare definitivamente il Ponte sullo Stretto e destinare (spendendole veramente) tutte le risorse stanziate per questo inutile progetto a un ampio programma di manutenzioni straordinarie degli edifici scolastici e di riassetto del territorio in Calabria e Sicilia. 2) Rivedere il programma delle “grandi opere”, concentrando l’80 per cento delle risorse finanziarie disponibili al completamento accelerato delle più rilevanti opere avviate; dichiarando al contempo quelle che non si intende completare (purché ciò che già esiste sia utilizzabile). Destinare almeno il 10 per cento delle risorse disponibili alla predisposizione dei progetti preliminari dettagliati di tutte le opere “prioritarie” e alle analisi di valutazione dei costi e dei benefici attesi da parte di agenzie internazionali individuate mediante gara pubblica. 3) Accelerare la revisione degli accordi bilaterali sul traffico aereo, in modo da favorire l’ingresso di nuovi vettori nei collegamenti intercontinentali, particolarmente dal Nord Italia. 4) Varare un piano di incentivi economici [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/grandi-opere-liberalizzazioni-infrastrutture/">Quali sono le vere priorità infrastrutturali?</a></p>
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		<title>Riflessioni sul pendolarismo: treno, autobus o automobile?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Esistono delle situazioni in cui la mobilità sostenibile (o almeno &#8220;sopportabile&#8221;) è una utopia quasi irraggiungibile. Purtroppo. Leggete ad esempio questa discussione scaturita da un intervento di Marco Ponti, nel quale l&#8217;autore assume una posizione a tutela dei pendolari che viaggiano in auto ed autobus in contrapposizione rispetto a quelli che viaggiano in treno, i quali &#8220;costano molto&#8221; alla collettività e, a differenza degli altri, fanno sentire le proprie lamentele in modo più rumoroso. La discussione scaturita è vivace e ricca di argomentazioni, con risposte in gran parte critiche verso la tesi di Ponti. Suggerisco di leggere l&#8217;articolo e le risposte per farsi un quadro ricco e completo relativamente alle idee ed alle istanze manifestate da ognuno. Vale la pena tener presente che si fa spesso riferimento alla realtà territoriale, sociale e infrastrutturale di Milano e del suo hinterland. In ogni caso, quello che emerge (in modo abbastanza universale e condiviso) è che ben pochi utenti possono in effetti scegliere come muoversi (treno, auto, ecc.), visto che a comandare sono le condizioni esterne: la distanza tra residenza e luogo di lavoro e le infrastrutture che consentono di effettuare lo spostamento (strade o ferrovie). E&#8217; singolare osservare che sia chi si [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/pendolari-treno-autobus-automobile/">Riflessioni sul pendolarismo: treno, autobus o automobile?</a></p>
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