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	<title>Marco De Mitri &#187; Approfondimenti</title>
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	<description>Muoversi in modo sicuro, sostenibile, efficiente e pulito. Novità, approfondimenti, segnalazioni e interviste agli esperti del settore.</description>
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		<title>La pianificazione e la gestione della sosta e degli spazi di parcheggio</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 10:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mobilità urbana]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle nostre città buona parte dello spazio pubblico è occupato dalle auto in sosta.  Con l&#8217;ininterrotto aumento del parco circolante questa situazione, soprattutto nelle grandi città, comporta un generalizzato e costante peggioramento mobilità urbana (automobilistica e non) e, più in generale, della qualità della vita. Come si affronta  questo problema? Gli strumenti di pianificazione Il principale strumento di pianificazione e l&#8217;attuazione degli interventi per la sosta nelle città italiane è costituito dal Programma Urbano dei Parcheggi (PUP), che può essere redatto autonomamente o inserito all&#8217;interno degli strumenti di pianificazione più ampi, come il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) o il Piano Urbano della Mobilità (PUM). L&#8217;obbligo di dotarsi del PUP risale al 1989, con l&#8217;entrata in vigore della legge n.122/89 (legge Tognoli), che imponeva alle principali città italiane di dotarsi del programma dei parcheggi. Successivamente, con l&#8217;entrata in vigore del nuovo Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992 e successivi aggiornamenti), venivano disposte nuove norme relative ai parcheggi, tra cui quella che consente ai Comuni di individuare aree di parcheggio nelle quali la sosta è regolata mediante tariffazione a tempo. in aggiunta a tale modalità di gestione, il codice prescrive in ogni caso che, nelle vicinanze delle aree soggette a [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/piano-gestione-sosta-parcheggi/">La pianificazione e la gestione della sosta e degli spazi di parcheggio</a></p>
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		<title>Le rotatorie come strumento per la sicurezza stradale</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto un interessante articolo dell&#8217;ASAPS sulla funzione delle rotatorie in termini di miglioramento della sicurezza stradale e fluidificazione del traffico veicolare. *** Le rotonde stradali sono state &#8220;scoperte&#8221; tardi in Italia, ma dopo è stata una rivelazione, tanto che ormai fanno parte integrante del panorama stradale del nostro Paese. secondo alcuni critici anche troppo integrante. Appena nate le rotatorie hanno suscitato curiosità e difficoltà di interpretazione come per tutti i neonati. La prima domanda è stata: ma quali sono le norme che regolamentano la circolazione all&#8217;interno? Diciamo allora che il codice non prevede specifiche indicazioni per le rotonde stradali, forse perché sono esplose dopo. Quindi all&#8217;interno delle rotonde si applicano le regole della normale circolazione. Solo per rispolverare i principi della precedenza vogliamo ricordare che: Nelle rotonde alla &#8220;francese&#8221; (sistema adottato in Italia) ha diritto di precedenza chi circola all&#8217;interno. Per chi è all&#8217;interno della rotatoria è indispensabile segnalare ogni manovra. Chi entra nella rotatoria alla &#8220;francese&#8221; deve dare la precedenza ai veicoli che vi circolano. In fase di entrata nella rotatoria non è indispensabile segnalare la manovra ai veicoli che seguono. Eventuali diverse modalità di circolazione sono segnalate attraverso l&#8217;apposizione di cartelli stradali o di strisce longitudinali. In particolare [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/rotonde-rotatorie-stradali/">Le rotatorie come strumento per la sicurezza stradale</a></p>
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		<title>Dettagli ed approfondimenti sulla Direttiva 2008/96/CE sulla sicurezza stradale</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entro il dicembre del 2010 il governo italiano è tenuto a recepire la Direttiva 2008/96/CE sulla sicurezza stradale, che norma le attività di analisi di sicurezza sulle principali strade della rete europea in progetto o in esercizio. Riporto di seguito ampi stralci dell&#8217;articolo pubblicato sul sito dell&#8217;A.S.A.P.S. e scritto da Pietro Marturano, ingegnere coordinatore del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che illustra il quadro della direttiva in questione. *** Per il recepimento della direttiva in parola &#8211; cui il Ministero dovrà confrontarsi nei prossimi mesi &#8211; occorrerà costituire un gruppo di lavoro interdipartimentale che, entro il 19.12.2010 possa elaborare il testo del decreto legislativo che trasporterà in ambito nazionale la norma europea (la quale avrà, poi, piena attuazione entro il 19.12.2011, come previsto dalla stessa direttiva). Innanzi tutto occorre subito ricordare che la direttiva 2008/96/CE si riferisce esclusivamente alla rete TEN (Trans European Network), anche se, in fase di recepimento nell’assetto giuridico nazionale, sarebbe opportuno valutare una estensione del campo di applicazione anche al resto della rete extraurbana (specialmente se consideriamo che nel panorama italiano dell’incidentalità, la maggior parte della mortalità si concentra proprio sulle strade urbane ed extraurbane di libero transito). La direttiva, in ogni caso, condurrà ad [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/direttiva-2008-96-marturano/">Dettagli ed approfondimenti sulla Direttiva 2008/96/CE sulla sicurezza stradale</a></p>
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		<title>Il Piedibus: accompagnare i bambini a scuola a piedi ed in sicurezza</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 16:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Muoversi a piedi è spesso la soluzione migliore per gli spostamenti di breve raggio per andare a scuola o in ufficio. Per quanto possa sembrare banale, l&#8217;incentivazione degli spostamenti pedonali costituisce una delle principali misure di mobilità sostenibile. Cos&#8217;è il Piedibus? Il Piedibus è un progetto nato in Danimarca diversi anni fa con lo scopo di promuovere l&#8217;esercizio fisico nei bambini. È ormai diffuso nel Nord Europa e negli Stati Uniti, ed in Italia è in rapida crescita. Il progetto è nato con lo specifico scopo di combattere il crescente fenomeno dell&#8217;obesità infantile, ma si è rivelato utile anche per promuovere la socializzazione e l&#8217;autostima dei bambini e per ridurre il traffico veicolare nei pressi delle scuole. In pratica, i bambini, anziché prendere l&#8217;autobus o lo scuolabus, alla fermata piedibus si aggregano ad una comitiva guidata da alcuni addetti fino a scuola, e viceversa al ritorno a casa. Il Piedibus è organizzato come un vero autobus, con linee, fermate, orari, autista, controllore e regolamento: &#8220;trasporta&#8221; i bambini dalla fermata più vicina a casa fino a scuola in modo sicuro, ecologico e salutare. L&#8217;organizzazione dei Piedibus è curata da comuni, ASL, scuole o associazioni ed è generalmente affidata a volontari che [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/mobilita-sostenibile-pedonale-piedibus-scuola-uffici/">Il Piedibus: accompagnare i bambini a scuola a piedi ed in sicurezza</a></p>
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		<title>Il Mobility Manager: funzioni, tipologie ed iniziative</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[La figura del Mobility Manager è stata introdotta con il Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998. Gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per &#8220;unità locale&#8221; e le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti, devono individuare un responsabile della mobilità del personale, definito, per l&#8217;appunto, Mobility Manager. Il decreto in questione individua due figure professionali: il Mobility Manager di azienda; il Mobility Manager di area. Il Mobility Manager di azienda Il Mobility Manager di azienda ha l&#8217;incarico di ottimizzare gli spostamenti sistematici dei dipendenti. Egli ha l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;uso dell&#8217;auto privata adottando, tra l&#8217;altro, strumenti come il Piano spostamenti casa-lavoro (PSCL), con cui si favoriscono soluzioni di trasporto alternativo a ridotto impatto ambientale (car pooling, car sharing, bike sharing, trasporto a chiamata, navette, ecc.). Gli obiettivi sono concernenti la generale riduzione del traffico veicolare privato e delle sue nocive conseguenze: consumo di energia; inquinamento atmosferico ed acustico; emissioni di gas serra; aumento della congestione stradale; calo della sicurezza stradale. L&#8217;adozione dei Mobility Manager costituisce uno dei punti salienti delle azioni di mobilità sostenibile. Il Mobility Manager di area Dal 2000 la normativa nazionale ha introdotto il Mobility Manager di area, figura di supporto e coordinamento [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/mobility-manager-piano-spostamenti-casa-lavoro-scuola/">Il Mobility Manager: funzioni, tipologie ed iniziative</a></p>
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		<title>Le possibilità offerte dal trasporto pubblico a chiamata</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 14:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[trasporto pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il trasporto a chiamata costituisce uno dei principali strumenti di mobilità sostenibile nelle città. Esso funziona attraverso una serie di piccoli autobus o taxi, in modo da far effettuare spostamenti personalizzati a seconda dei desideri dei cittadini (con origine e destinazione scelte volta per volta), aggregando gli utenti e concatenando i percorsi con un certo livello di flessibilità, in modo da  soddisfare tutte le richieste. Il sistema di trasporto a chiamata è in grado di pianificare il percorso di ogni veicolo utilizzato in base alle richieste ricevute. I modelli utilizzati per gestire tali sistemi sono adattabili anche al trasporto delle merci, seppur con un livello di rigidità leggermente maggiore. In generale, si cerca di ottenere la minimizzazione dei costi operativi (che possono lievitare nel caso di massima flessibilità possibile) e la massimizzazione del livello di servizio offerto all&#8217;utente (che diminuisce se i tempi di attesa o di spostamento diventano lunghi). Per gestire tali sistemi si fa uso di modelli matematici dedicati, oltre che sistemi e prodotti software per la pianificazione e gestione del servizio, sistemi satellitari GPS per la localizzazione dei veicoli, sistemi di telecomunicazione, sistemi informatici GIS per la gestione delle informazioni territoriali (Fonte: Wikipedia). Il trasporto a chiamata [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/trasporto-pubblico-a-chiamata/">Le possibilità offerte dal trasporto pubblico a chiamata</a></p>
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		<title>La Direttiva Europea 2008/96 sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 10:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva 2008/96 sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali, che impone valutazioni d’impatto e audit sulla sicurezza stradale nonché misure per la gestione e le ispezioni della sicurezza. La Direttiva suggerisce anche una serie di misure per rendere le infrastrutture più sicure (specie se ad alto tasso di incidenti), come il miglioramento della segnaletica e del manto stradale o la costruzione di corsie di emergenza e di aree di sosta. L’obiettivo della direttiva è assicurare che le strade contribuiscano a migliorare la sicurezza stradale. Si potrebbero infatti salvare molte vite ed evitare molti incidenti se la infrastrutture esistenti fossero gestite secondo le migliori e più recenti pratiche in materia di ingegneria della sicurezza (anche perché le condizioni del traffico si sono modificate da quando le strade sono state progettate e costruite). La direttiva si applica alle strade che fanno parte della rete pubblica transeuropea, «siano esse in fase di progettazione, in costruzione o già funzionanti». Le tratte interessate sono indicate nell&#8217;allegato di una decisione del 1996, il cui testo è consultabile a questo link (quelle italiane sono indicate a pagina 28). La direttiva tuttavia suggerisce agli Stati membri di applicare le sue disposizioni, «come [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/sicurezza-stradale-road-safety-audit-review-inspection/">La Direttiva Europea 2008/96 sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali</a></p>
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		<title>I finanziamenti europei per la sicurezza stradale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco De Mitri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sicurezza stradale si affronta intervenendo su tre fronti: il comportamento degli utenti, le caratteristiche dei veicoli ed il miglioramento delle infrastrutture. In merito a questo terzo punto, riporto di seguito un breve resoconto dei principali progetti che l&#8217;Unione Europea ha messo in atto negli ultimi anni. *** La gestione delle strade è di competenza nazionale, regionale o locale. Nonostante ciò, l’Unione europea offre finanziamenti per il miglioramento delle strade attraverso il Fondo di coesione, il Fondo europeo di sviluppo regionale, la Banca europea degli investimenti e le Reti transeuropee (TEN). Reti transeuropee La maggior parte delle reti stradali sono state realizzate a partire da una prospettiva nazionale. L’obiettivo delle TEN è realizzare una rete di trasporto in grado di agevolare il flusso delle merci e dei cittadini tra i paesi europei. La Rete transeuropea dei trasporti comprenderà 90 000 km di autostrade e strade di alta qualità entro il 2020. Nell’ambito della gestione della sicurezza delle strade appartenenti alla rete, l’Unione europea avrà il ruolo di eseguire i controlli di sicurezza stradale nella fase di progettazione e di eseguire regolari ispezioni di sicurezza della rete. Il progetto RIPCORD-ISEREST [pdf, 54 KB] ha esaminato i vari modi in cui gli [...]<p>Post da: <a href="http://www.marcodemitri.it">Marco De Mitri</a><br/><br/><a href="http://www.marcodemitri.it/sicurezza-stradale-reti-transeuropee/">I finanziamenti europei per la sicurezza stradale</a></p>
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