Paolo Virzì, il “capitale umano” e gli incidenti stradali

Il Capitale Umano (Paolo Virzì, 2014)

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Quanto costa la vita di una persona che muore a causa di un incidente stradale?

Attenzione: non sto parlando del “valore” di una vita umana: quello è impossibile da valutare, e non ha neanche senso cercare di farlo. Parlo di “costo” monetario vero e proprio, intendendo la perdita economica che subisce la nostra società quando qualcuno muore (o anche solo resta ferito) a causa di un incidente. Pensateci un attimo, e poi provate a stimare quale è la somma che, ogni anno, l’Italia perde a causa degli incidenti stradali. Ci torniamo tra poco.

Nel 2008 il Parlamento Europeo ha adottato la Direttiva 2008/96, che rimanda agli Stati Membri il calcolo del “costo sociale medio di un incidente mortale ed il costo sociale medio di un incidente grave verificatosi sul loro territorio”. A tale scopo, nel 2011, la Direzione Generale per la Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha condotto uno studio per valutare il costo degli incidenti stradali in Italia.

Il metodo adottato nello studio è l’approccio basato sul Capitale Umano (e chi ha visto l’omonimo, bellissimo film di Paolo Virzì ha già un’idea di cosa si tratta). Il metodo prende in considerazione:

  • Costi umani riferiti alle vittime di incidente stradale e derivati dalla perdita di produttività per la società, dalla perdita affettiva, dolore e sofferenza delle persone coinvolte e dei parenti delle vittime, dai costi delle cure mediche cui sono state sottoposte le vittime.
  • Costi generali riferiti all’incidente stradale derivati dai danni al veicolo, dalle spese per il rilievo degli incidenti da parte delle forze di polizia e dei servizi di emergenza, dai costi legali e amministrativi di gestione, dai danni causati all’infrastruttura stradale e agli edifici.

Vi risparmio la sequenza dei calcoli presenti nello studio (chi volesse approfondire può comunque seguire questo link). In definitiva,

il costo sociale di ogni persona che muore a causa di un incidente stradale è di 1,5 milioni di euro.

Consideriamo che in Italia abbiamo 9-10 morti al giorno a causa degli incidenti stradali. Consideriamo poi il costo sociale dei feriti ed i costi generali di ogni incidente (danni patrimoniali, costi amministrativi, ecc.). Contando tutto questo, e moltiplicando i costi per il numero di morti, feriti e incidenti che avvengono in Italia ogni anno, si arriva alla conclusione che il costo sociale annuo degli incidenti stradali per l’Italia è di circa  24.000.000.000 € (ventiquattro miliardi di euro, lo scrivo anche in lettere, così è chiaro). Non sono numeri sparati a caso, ma calcolati, dichiarati e pubblicati dal Governo italiano.

Oltre agli (auspicabili) interventi sulle opere pubbliche (ad esempio con la messa in sicurezza delle scuole e con gli interventi sul dissesto territoriale), occorrerebbe intervenire sulla sicurezza stradale. Vanno messe in sicurezza anche le strade, o meglio va messo in sicurezza il nostro modo di muoverci. E visto quello che ci costano ogni anno gli incidenti (i famosi 24 miliardi di euro), è evidente che investire nella riduzione del rischio stradale non è solo un intervento di buon senso ma è anche un investimento economico di notevole portata.

Ovviamente, ridurre gli incidenti stradali non è una misura a costo zero. Vanno spesi soldi in interventi formativi, educativi, tecnologici ed infrastrutturali, ma sicuramente ne vale la pena, come dimostrano le esperienze dei Paesi europei che più di altri hanno investito negli scorsi anni in sicurezza stradale (e con ottimi risultati).

Al momento è in fase di aggiornamento il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS). Il precedente piano (2001-2010) è stato abbastanza efficace, anche se probabilmente avrebbe potuto essere molto più incisivo, se non fossero stati eliminati strada facendo molti dei fondi ad esso destinati. In ogni caso il nuovo PNSS (qui la bozza, rispetto alla quale ognuno può inviare le proprie considerazioni ed il proprio contributo) pare essere ben impostato, con un occhio attento alle tipologie di incidenti più gravi e frequenti ed alle categorie di persone più a rischio. Ma, perché possa essere efficace, il Piano dovrà essere supportato in modo robusto da risorse economiche adeguate, certe e ben pianificate, per consentire agli Enti di agire con interventi decisi e mirati.

Un incidente stradale non è una fatalità, ma un evento che accade perchè qualcosa non va come dovrebbe nel comportamento delle persone, nel funzionamento dei veicoli o nelle prestazioni della strada (il “sistema guida“).

Per ridurre il rischio stradale ed il numero di incidenti (e di morti) occorre lavorare su ognuna di queste tre componenti con interventi mirati. E sappiamo già benissimo quali interventi bisogna fare. Vanno però decisi e finanziati come si deve, visto che ne va della salute e della vita di tanti cittadini.

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