Il Piano della mobilità ciclistica – Biciplan – di Bologna. Le mie impressioni sui lavori in corso.

ciclisti in strada

By heb@Wikimedia Commons (mail) – Own work, CC BY-SA 3.0

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Nel mese di aprile 2016 a Bologna sono entrati nel vivo i lavori per la redazione del Biciplan: il piano della mobilità ciclabile. Si tratta di un processo articolato e complesso, avente lo scopo di migliorare le condizioni di chi si muove in città bicicletta, e non solo.

Non tutti i Comuni si sono dotati di uno strumento di questo tipo, e con un processo partecipato analogo a quello di Bologna. Si tratta dunque di una iniziativa pregevole, che trova peraltro a Bologna terreno fertile grazie al gran lavoro svolto negli ultimi anni dal mondo istituzionale ed associativo. Le aspettative sono quindi – giustamente – molto alte.

Come hanno esposto, durante l’incontro pubblico di avvio del piano, gli esperti del gruppo di lavoro (guidato dall’ing. Alfredo Drufuca di Polinomia), l’approccio è quello di guardare alle strade della città come a spazi nei quali tutti devono potersi muovere nelle condizioni migliori di accessibilità e sicurezza, indipendentemente dal mezzo che usano. Nelle città la mobilità ciclabile è una componente fondamentale nell’ambito degli spostamenti urbani, ed il suo sviluppo porta vantaggi a tutti, grazie alla riduzione dello spazio necessatio per gli spostamenti ed alla eliminazione di una gran quantità di emissioni di inquinanti e di gas serra.

Dal punto di vista progettuale, è stato messo in evidenza come la strategia per migliorare le condizioni di ciclabilità della città non passa dall’aumento delle piste ciclabili (misura comunque significativa), ma dallo sforzo di rendere sicuro per il ciclista ogni singolo spostamento, su qualsiasi tratto stradale (su pista ciclabile o meno). Approccio che condivido in pieno.

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Nell’ambito della prima fase dei lavori del piano sono stati previsti diversi laboratori di progettazione partecipata con i cittadini. Io ho partecipato al tavolo di lavoro “Pedalare sicuri”. Tema che, come riportato sulle pagine ufficiali, può essere declinato secondo tre punti di vista principali:

  1. quello della sicurezza quale deriva dall’assetto delle strade e della circolazione nonché dai comportamenti degli altri utenti;
  2. quello della sicurezza quale deriva dal comportamento proprio del ciclista e dello stato di efficienza del proprio mezzo;
  3. quello, più specifico, legato al fenomeno dei furti.

Tra i tanti spunti emersi, anche alcuni già comparsi su queste pagine o su Nuova Mobilità (spunti che ho portato all’attenzione dei partecipanti):

I lavori sembrano proseguire in modo efficace e costruttivo, e presto saranno disponibili i primi risultati.

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