E quando una donna in bici incontra un uomo in Vespa? Il racconto di Ester Giusto

Dopo aver parlato degli incontri tra ciclisti ed automobilisti (e dei migliori suggerimenti per evitare conseguenze spiacevoli), parliamo di una esperienza vissuta da parte di una ciclista e del suo incontro con un ragazzo in Vespa. Ecco il racconto di Ester Giusto, che ci fa capire da dove nasce, per usare le sue parole, il suo “moto di sentimenti benevoli verso la mia splendida categoria, i ciclisti urbani, appunto”.

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Dovete sapere che ieri, uscita dall’ufficio alle 18 – qualche minuto prima del consueto – ho allungato un po’ la strada del ritorno per andare a procurarmi quanto mi mancava, l’arma invincibile, il sigillo del potere, il mezzo che mi permetterà di evitare, con qualsiasi condizione meteoclimatica, l’ora e mezzo di attesa del bus intrappolato nel traffico: i pantaloni impermeabili di Decathlon, marca B-twin, la stessa che fa delle ottime bici elettriche. Oltre a quelli mi sono dotata di nuovo k-way verde catarifrangente, di custodia impermeabile per contenere la borsa dell’ufficio, sempre verde catarifrangente, di guanti di pile, sempre verdi ma forse non proprio catarifrangenti: verde dentro, verde fuori!!! Meno di 40 euro in tutto.

Dotata di questo armamentario mi sono avviata verso l’ufficio stamattina, insieme al mio giovane vicino Carlo, pure lui ingegnere, che condivide lo stesso percorso in bici, e che stasera si sarà lavato, a differenza di me.

Nulla faceva in effetti presagire la pioggia, ma la dotazione pesa ed ingombra poco e quindi, mi son detta, perché rischiare di dover prendere l’odioso bus? Non perché sia odioso di per sé, poverino, ma perché mi costringe ad una eterna attesa della coincidenza successiva, ed alla rinuncia al corso serale di Andriu per eccessivo ritardo.

Beh insomma, stasera lasciando l’ufficio mi rendo conto che piove!!! Mai sono stata contenta prima di vedere la pioggia (soprattutto di questi tempi), ma stasera sembrava proprio un invito a nozze!!! Esaltata, mi sono messa ad illustrare e vestire i miei nuovi acquisti di fronte alle due Francesche della segreteria, l’una tutta divertita, l’altra un pochino dubbiosa; ed, una volta bardata, ho preso la porta. Mi sentivo come Achille:invincibile.

Peccato non avessi fatto i conti con il tallone. Appena inforcata la bici e fatto qualche metro, mi rendo conto che la ruota davanti è completamente a terra. Come fosse possibile non so… stamattina era gonfissima!!! Ma non è la prima volta. I cordoli ad ogni incrocio, le buche continue, le finte rampe con veri taglienti spigoli per imboccare la pista ciclabile dalla strada mettono a dura prova i copertoni!

Stavo quasi per chiamare Ricky, l’angelo custode che sempre interviene in mio soccorso, perché mi caricasse la bici in macchina e mi portasse al corso, ed avevo indeed il cellulare già in mano (orrida sarei stata), quando – DEUS EX MACHINA – mi si affianca un giovane in vespa “hai bisogno di aiuto?” (non so, questa cosa mi ricorda una canzone di Baglioni…). Non credo sia stato ipnotizzato dal mio appeal, ed è abbastanza improbabile che indovinasse il mio charme sotto 10 cm di cappotto verde di pile rattoppato con sopra giubbino (sempre catarifrangente). Al più può aver pensato che se non ero un uomo potevo essere una donna, e se ero una donna, poteva essere che fossi, come ciclista, anche abbastanza in forma…tutti ragionamenti non sufficienti credo per attrarre il tipo umano di genere maschile categoria “Prime Italian Minister”. Quindi doveva essere un tipo umano di genere maschile ma di categoria differente.

“Eh” rispondo arresa “ho la ruota a terra…niente che si possa rimediare”.

“Aspetta! Dovrei avere una schiuma per gonfiarla…è per la Vespa, ed è quasi finita, però forse riusciamo ad usarla lo stesso! Tutto dipende dal tipo di valvola che hai per gonfiare la camera d’aria…fammi vedere!”

Smonta dalla Vespa, la lascia al lato della strada (la trafficatissima via della Provvidenza – dal nome per me sempre più significativo!) e si mette ad armeggiare dietro alla mia ruota “uhm…no, è troppo piccola” “per caso hai un coltello?” Dice rialzandosi “ehm…no!” “Già, non è che normalmente uno si porti in borsa coltelli…Aspetta, dovrei averlo io”. E si mette ad aprire un sacchetto da cui estrae uno strano coltellino dalla lama piatta, tipo quello che mia sorella mi ha regalato come bomboniera di nozze, per prendere non so che tipo di formaggio a pasta molle. Poi prende la bomboletta, e con quello inizia a rompere il tubicino dosatore di plastica trasparente. Nelle mie orecchie iniziava a risuonare la colonna sonora di Mc Gyver… poi applica il tubicino alla valvola e preme la leva della bombola, da cui inizia ad uscire una schiuma bianca “eh, chissà se riusciamo a fare qualcosa! Non so se c’è ancora sufficiente pressione” ed intanto insiste ed insiste a premere, fiducioso.

“Sentimi” gli chiedo mentre, poco convinta, seguo i suoi sforzi “ma ti fanno tenerezza i ciclisti sotto la pioggia per caso?”

“È che sono un ciclista pure io…anche se talvolta, quando piove, prendo la mia amata vespetta: ho una passione per la Vespa!”

“Ah, beh dai, almeno ci provi ad usarla, la bici!”

“no no, normalmente uso la bici…per questo penso che, se mi trovassi in queste condizioni, mi farebbe piacere che qualcuno si fermasse… [ndr: il fondamento della civiltà!!!] …sono anche attrezzatissimo, ho una bici iper-leggera, molto buona in effetti, e tutto il necessario per usarla…tu, non hai nemmeno una pompa?”

“ehm…no, veramente…”

Dopo quindici minuti circa di amabile conversazione, lì ai lati del traffico e sotto la pioggia, la ruota era sufficientemente gonfia per pensare di usarla senza rovinare il cerchione! Ho ringraziato Fabio, così si chiama, ed ho inforcato contenta la mia fedele citybike, con la speranza di incrociarlo altre volte lungo il tragitto, e forse anche no: questo evento così compiuto è talmente bello, che quasi mi dispiace pensare che si reiteri e che, lui e la vespetta, esistano davvero, e non siano invece una incarnazione momentanea ed irripetibile, ed in quanto tale perfetta, dell’idea (ideale?) metafisica di umanità.

Prossima tappa post-ufficio: Decathlon, dovrò comprarmi la bomboletta!!!

Grazie al ragazzo gentile, a tutte le persone come Fabio (questa sera asceso a paradigma), a tutti i ragazzi e le ragazze, gli uomini e le donne, i nonni e le nonne, che fanno parte del popolo dei ciclisti, di questa schiera di persone che vivono e non si lasciano vivere dalla fretta e dal tempo-denaro senza altro, più ricco e profondo, senso.

Ester Giusto

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